AMERICA/BOLIVIA - Teologa indigena: "Ecologia dei cuori, secondo la Laudato si"
13/12/2017

Cochabamba - "La profonda spiritualità indigena, nel suo rapporto armonioso con tutto il creato, vede nella cura della casa comune una responsabilità per le generazioni future. Il legame di relazione tra i popoli indigeni e la Madre Terra si traduce in una cura reciproca: l'uomo custodisce la casa comune e la casa comune custodisce l'essere umano": lo spiega in una conversazione con l'Agenzia Fides Tania Avila Meneses, una laica cattolica degli indigeni Quechua, teologa boliviana, coordinatrice della Rete Amerinda Cochabamba, rete di cattolici americani aperta al dialogo e alla cooperazione interconfessionale, promotrice dell'opzione preferenziale per i poveri e gli esclusi.
"La nostra società - rileva Tania Avila - è segnata dall'egoismo che cerca solo il benessere e vede nella 'casa comune' un oggetto che può essere utilizzato senza limiti", ricordando la necessità di approfondire l'Enciclica "Laudato Si" per superare questa mentalità: "Dare vita e realizzare in pratica la Laudato Sì, curando la 'casa comune', è una responsabilità urgente perché il danno causato è così grande che se non si agisce oggi, le nostre vite sono seriamente rischio". "Abbiamo bisogno di una conversione mentale personale che passa attraverso la necessità di 'rendere ecologici' prima di tutto i nostri cuori", afferma.
Secondo la coordinatrice della Rete Amerinda Cochabamba, uno dei punti fondamentali, su cui urge lavorare a livello pastorale, è "imparare ad ascoltare e riconoscere la voce e spiritualità dei popoli indigeni con un atteggiamento di umiltà e apertura verso altre modalità e strade di conoscenza, validi quanto quelle occidentali". Avila, che ha coordinato di recente un workshop su "Ecologia Integrale: discepoli e missionari, custodi della reazione", svoltosi a Quito nel novembre scorso, rileva che " urge limitare l'opera estrattiva dal sottosuolo e ridurre l'uso del carbonio, ma anche a livello personale si può fare molto, amministrando al meglio risorse come acqua e energia elettrica, e mettendo in atto forme di riciclaggio. Bisogna evitare di lasciarsi prendere da consumismo che ci porta a comprare, creando bisogni inutili: urge realizzare la Laudato Si nella nostra vita", conclude.
AFRICA/CONGO RD - Il suono delle campane per chiedere l’applicazione degli Accordi di San Silvestro
13/12/2017

Kinshasa - Suonare le campane per chiedere l’applicazione dell’Accordo di San Silvestro. È l’iniziativa presa dell’associazione dei decani dei parroci dell’Arcidiocesi di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, all’avvicinarsi dell’anniversario dell’intesa firmata il 31 dicembre 2016. Gli accordi raggiunti con la mediazione dei Vescovi congolesi, sono volti a superare lo stallo politico-istituzionale dopo non si erano tenute le elezioni presidenziali nonostante la scadenza naturale del secondo e ultimo mandato del Presidente Joseph Kabila, il 20 dicembre 2016.
Gli Accordi di San Silvestro prevedevano la creazione di un governo di unità nazionale incaricato di preparare le elezioni presidenziali entro il 2017. Nel frattempo Kabila sarebbe rimasto Presidente ad interim. L’esecutivo nato nel maggio 2017 non include però una parte importante dell’opposizione, mentre il 5 novembre la Commissione Nazionale Elettorale Indipendente ha annunciato che le elezioni presidenziali, legislative, provinciali e locali si terranno il 23 dicembre 2018 . Ciò permette a Kabila di rimanere al potere ancora per almeno un anno.
L’iniziativa dei parroci vuole rispondere alla richiesta dei Vescovi congolesi, che a fine novembre avevano lanciato un appello al rispetto degli Accordi di San Silvestro. I Vescovi prendendo atto della nuova data delle elezioni, avevano affermato di“essere profondamente delusi di ritrovarsi nello stesso contesto di tensioni della fine del 2016 e avevano avvertito che “il popolo non tollererà che questo si ripeta nel 2018” . La Conferenza Episcopale congolese ha ribadito l’esigenza di applicare le intese e ha chiesto la tenuta di elezioni credibili e trasparenti in un tempo ragionevole.
In un messaggio inviato alle parrocchie si raccomanda che dal 7 dicembre, ogni giorno, al termine della messa del mattino, si reciti la preghiera per la nazione, preceduta dalle lettura di un estratto del messaggio della CENCO pubblicato a novembre. Si raccomanda inoltre, a partire dal 14 dicembre, di suonare le campane ogni giovedì alle 21 per 15 minuti, invitando i fedeli ad accompagnare il suono delle campane suonando nelle strade claxon, fischietti e vuvuzela e battendo pentole.
Il Comitato di coordinamento dei laici ha sua volta lanciato un ultimatum al Presidente Kabila che espirerà il 15 dicembre, ingiungendolo a dichiarare pubblicamente che non sarà candidato alla propria successione e di applicare le intese di San Silvestro.
ASIA/GIORDANIA - I Capi delle Chiese: “marcia silenziosa” contro la decisione USA su Gerusalemme
13/12/2017

Amman - Vescovi e Capi delle Chiese presenti nel Regno Hascemita di Giordania hanno invitato i propri concittadini a prendere parte ad una marcia silenziosa con le candele per esprimere pubblicamente la comune disapprovazione rispetto alla decisione presa dall'Amministrazione degli Stati Uniti d'America di trasferire la propria ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. La marcia prenderà il via mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore18,00 dalla Cattedrale greco-ortodossa, si snoderà nel quartiere di As-Sweifiyeh, nella parte occidentale di Amman, per terminare presso la chiesa cattolica dedicata a Maria di Nazareth. Durante la processione, tutte le campane delle chiese disseminate sul territorio del Regno suoneranno contemporaneamente.
Nei giorni scorsi, i Vescovi e i Capi delle Chiese e delle comunità cristiane presenti nel Regno Hascemita avevano già sottoscritto una lettera per deplorare la decisione Usa su Gerusalemme. «Tale decisione», avevano sottolineato in quel pronunciamento comune i Capi delle comunità cristiane presenti in Giordania «rivela la faziosità degli Usa, e la loro inadeguatezza a essere onesti sponsor del processo di pace». I Vescovi del Regno Hascemita avevano anche richiamato le posizioni sostenute nei forum internazionali da Re Abdallah II di Giordania, che continua a rivendicare il ruolo di «custode» dei Luoghi Santi musulmani e cristiani di Gerusalemme. .
ASIA/SIRIA - Dopo gli anni della guerra, rifiorisce il monastero di Deir Mar Musa
13/12/2017

Nebek – Non si hanno ancora notizie certe della sorte del gesuita romano Paolo Dall'Oglio, rapito da ignoti sequestratori alla fine di luglio 2013 mentre era a Raqqa. Ma i monaci e le monache della comunità monastica di Khalil Allah, da lui fondata nel monastero siriano restaurato di Deir Mar Musa, pur essendo in parte dispersi nel mondo anche a causa della guerra, hanno diffuso una lettera di Natale in cui raccontano a amici e conoscenti i sentimenti e le opere che segnano il loro cammino verso la festa che celebra la nascita di Gesù a Betlemme. Nella lettera vengono fornite anche notizie sulle iniziative messe in campo nell'ultimo anno dagli appartenenti alla Comunità. E si racconta che anche la “casa madre” di Deir Mar Musa ha registrato nell'ultimo anno una ripresa dell'attività pastorale e dell'accoglienza rivolta ai pellegrini, sia cristiani che musulmani. “La valle del nostro monastero” si legge nella lettera, pervenuta anche all'Agenzia Fides, “si è vestita di un affascinante abito rosso fatto dei fiori di papavero sparsi dovunque. Con l’arrivo della primavera abbiamo sperimentato quest’anno, per la prima volta dopo i lunghi anni della guerra, un’enorme gioia nel vedere l’ingresso della via al monastero pieno di movimento per la presenza di tante famiglie in visita da Nebek. I giorni del venerdì sono stati giorni in cui abbiamo ricevuto centinaia di visitatori. Quanta gioia nel vedere famiglie cristiane e musulmane salire di nuovo insieme per ricevere la benedizione dal luogo santo. Quanta consolazione nel ricevere le visite di ragazzi e ragazze musulmani di Nebek che vengono per far conoscere il “loro” monastero ad amici e colleghi cristiani di altre zone che non lo conoscevano! E quanta commozione, quando alcune donne musulmane si sono avvicinate alle suore per chiedere preghiere per una loro intenzione”. I monaci e le monache di Deir Mar Musa ricordano anche le visite di tanti gruppi delle diverse parrocchie e anche delle scuole delle città vicine. E esprimono gioia per l’entusiasmo del parroco della chiesa Siro Cattolica di Nebek, padre Saed Massouh, e per la sua frequente presenza al monastero accompagnato da diversi gruppi della parrocchia, specialmente di giovani. “Le stanze del monastero dell’Hayek sono state liberate della polvere dovuta alla guerra aprendo le proprie porte per accogliere i visitatori che sono venuti a passare un periodo di preghiera e di meditazione, lontani dal rumore della città e dalle preoccupazioni della vita, per tornare carichi di forza per affrontare le sfide della vita quotidiana”. .
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