ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: “serve il governo!”
21/07/2018

Beirut - Si ripetono gli appelli nazionali che chiedono alle forze politiche libanesi di arrivare con urgenza alla formazione di un governo per consentire al paese di concentrare gli sforzi e uscire dalla sua situazione di stagnazione e permettergli di affrontare le sfide economiche e regionali e quindi dare vita ad un nuovo governo. In un’intervista rilasciata ieri al giornale “ Il futuro”, conosciuto per la sua vicinanza all’omonimo partito sunnita, il Patriarca maronita Bechara Boutros Raie ha detto a voce alta: " Vogliamo un governo, ripeterò tutti i giorni questo appello, lo dico oggi e lo dirò domani e ogni giorno e spero che tutti mi sentano.”
Il Patriarca ha fatto riferimento alle conseguenze dovute al ritardo nella formazione di un futuro governo, sottolineando le irregolarità di tale situazione anche dal punto di vista giuridico. La situazione del paese in generale, e la situazione economica in particolare, rendono indispensabile accelerare la formazione del governo, “ Che Dio aiuti il primo ministro Saad Hariri che deve accontentare tutti!” ha affermato il Patriarca. Il governo attuale è ritenuto un governo di transizione e gestione degli affari correnti, in quanto la richiesta formulata il 24 maggio 2018 dal Presidente al Primo Ministro di formare il governo a seguito delle elezioni dello scorso 8 maggio con i risultati ufficiali del 10 maggio, non ha ancora portato frutti.
Il Patriarca maronita ha partecipato ieri all’incontro presso la sede del Consiglio economico e sociale di Beirut . In quel contesto, il Patriarca ha esortato i partiti politici a rispondere alle emergenze nazionali riguardanti la crescita dell’economia che si traduca in sviluppo, lavoro per i giovani, progresso e produzione. Il Patriarca ha espresso il suo dispiacere su come è vissuta la politica e come i gruppi di potere proteggono il loro interessi particolari trascurando il bene comune. “ Vediamo come stanno ritardando la formazione del governo, mostrando disinteresse assoluto nei confronti della sofferenza economica e sociale del popolo. La formazione del governo da parte dei rappresentati del parlamento appartenenti a tutte le correnti politiche presenti non si esaurisce nell’avviare un governo per la semplice gestione degli affari correnti, ma deve puntare alla creazione di un autentico governo che rispecchi gli equilibri tra i vari partiti presenti in parlamento, ha sottolineato Boutros. Bisogna tornare alla Costituzione, ha detto il Patriarca, perché “abbandonarla” vuole dire non trovare una soluzione alle crisi che affliggono il Libano a tutti i livelli.
Il Cardinale Bechara Boutros Rai aveva ricevuto, la settimana scorsa, presso la sua dimora estiva a Diman, i leader della riconciliazione avvenuta il 18 gennaio 2016 e riconosciuta come “l’accordo di Maarab" tra il Movimento Patriottico Libero del Generale Aoun e le Forze Libanesi. Nell’incontro, durato 3 ore, il Patriarca ha invitato i partiti cristiani a lavorare insieme per il bene del paese e a non cadere nelle polemiche scatenate dai diversi apparati mediatici. Il Patriarca ha insisto sull’urgenza di accelerare la formazione del governo senza produrre ritardi artificiosi, rispettando la Costituzione e salvaguardando l’operatività delle istituzioni pubbliche.

AFRICA/BENIN - Nomina del Direttore nazionale delle POM, d. Cosme Adjomale
21/07/2018

Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 26 aprile 2018 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Benin per un quinquennio , il rev. d. Cosme Adjomale, del clero dell’arcidiocesi di Parakou.
Il nuovo Direttore nazionale è nato il 12 giugno 1970 a Bocanda ed è stato ordinato sacerdote il 3 luglio 2004. Ha conseguito il baccalaureato in teologia e la licenza in teologia pastorale. Tra gli incarichi ricoperti finora è stato Viceparroco e Parroco, incaricato delle vocazioni.
AMERICA/PANAMA - Procede la preparazione alla GMG senza dimenticare la sofferenza del Nicaragua
21/07/2018

Panama – Pochi giorni fa, esattamente il 9 luglio, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, ha dato la notizia che "in occasione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrerà a Panamá, e accogliendo l’invito del Governo e dei Vescovi panamensi, Sua Santità Papa Francesco si recherà a Panamá dal 23 al 27 gennaio 2019". La Vice Presidente di Panama, Isabel de Saint Malo de Alvarado, ha già tenuto un incontro in Vaticano con il Segretario di Stato, il Card. Pietro Parolin, per discutere i dettagli dell'organizzazione della GMG 2019 e la visita del Santo Padre.
Durante questo incontro è stato ricordato, secondo quanto appreso da Fides, che Panama appartiene al Sistema d'Integrazione Centroamericano, il cui obietivo è di stabilire una collaborazione sul tema della migrazione. La Vicepresidente e il Card. Parolin hanno concordato sull'importanza delle sfide della regione per le questioni della democrazia e dei diritti umani, nel contesto delle crisi politiche e sociali che vivono il Nicaragua e il Venezuela in particolare, e hanno concordato di lavorare insieme per sostenere il quadro della diplomazia e del diritto internazionale.
A Panama l'Arcivescovo di Panama, Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, OSA, ha espresso la sua gioia per la conferma ufficiale della presenza del Papa, ma nel contempo ha voluto esprimere la sua solidarietà alla Chiesa del Nicaragua, anche a nome della gioventù di Panama. Mons. Ulloa ha usato parole dure per descrivere questa realtà, che conosce da vicino: "Il governo del Nicaragua supera il limite dell'inumano e dell'immoralità. La repressione criminale contro i civili, in maggioranza giovani studenti, è condannata da ogni punto di vista. La comunità internazionale non può essere indifferente!". "Da questa Chiesa pellegrina a Panama, vogliamo unirci alla condanna, al ripudio degli atti di aggressione contro il popolo nicaraguense, in particolare verso tutti i membri del clero del Nicaragua" ha detto l'Arcivescovo. "Questo non è altro che il frutto della mancanza di ascolto del grido del popolo".
Mercoledì 25 luglio, alle 17 nella Basilica di Don Bosco, ci sarà una preghiera particolare per il Nicaragua, "in modo che il Signore conceda la luce necessaria e, attraverso il dialogo, ben presto il popolo del Nicaragua possa ritrovare la pace che desidera ardentemente" ha invitato Mons. Ulloa. "Con la nostra preghiera e la solidarietà con il popolo nicaraguense e la Chiesa pellegrina in Nicaragua, il Signore vi benedica in questi tempi difficili" ha concluso.
A livello diplomatico, giovedì 19 luglio, Panama, attraverso il ministro degli Esteri Luis Miguel Hincapie, ha espresso la sua disponibilità a partecipare a qualsiasi processo di dialogo che possa risolvere la grave crisi in Nicaragua.
Il CELAM ieri ha pubblicato ed inviato a Fides un comunicato per esprimere la solidarietà dei membri di questo organismo continentale alla Chiesa e al popolo del Nicaragua: “Di fronte a questa grave situazione, siamo chiamati ad essere la voce di coloro che non hanno voce, per far valere i loro diritti, di trovare percorsi di dialogo e di stabilire la giustizia e la pace, ‘affinché in Cristo tutti abbiano vita’ ; in modo speciale, coloro che si sentono sconsolati per la morte e la violenza. Vi incoraggiamo a continuare a essere difensori dei diritti umani e portatori di speranza" si legge nel documento.

AMERICA/ARGENTINA - Ogni vita ha un valore infinito: i religiosi per il rispetto e la difesa della vita
21/07/2018

Buenos Aires - “Quante volte abbiamo riflettuto sulle parole del libro del profeta Geremia: ‘Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo; prima che tu venissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta per le nazioni’ . Ci sentiamo persone immensamente amate, pensate dal Dio Amore da tutta l'eternità, con una missione, un progetto che scopriamo e costruiamo nel nostro cammino quotidiano. Ecco perché ancora una volta ribadiamo con grande speranza che ogni vita ha un valore infinito agli occhi del Padre, è un dono della sua bontà”. Così si esprime la Conferenza argentina dei religiosi e delle religiose in un suo comunicato, pervenuto all’Agenzia Fides, “in difesa della dignità di ogni persona”.
In questi giorni è in discussione al Senato argentino il progetto di legge che depenalizza l’aborto, già approvato dalla Camera dei deputati il 14 giugno, consentendolo in forma “sicura, legale, gratuita” per ogni donna che lo richieda entro la quattordicesima settimana di gestazione. Dopo questo termine, è possibile solo in caso di violenza sessuale, se la madre è in pericolo di vita o ci sono malformazioni del feto. Il testo è ora all’esame del Senato.
I membri del Consiglio direttivo della Confar, è scritto nel testo del comunicato, “sostengono la difesa della dignità di ogni persona di fronte ad ogni forma di schiavitù e di rifiuto” e si uniscono a quanto affermato dai Vescovi nella celebrazione eucaristica di domenica 8 luglio a Lujan, dovc è stata celebrata la Messa per la vita convocando tutta la comunità cattolica nazionale: “la vita è puro dono di Dio e quindi deve essere rispettata, curata, difesa e servita” .
“Come Maria, che ‘si affrettò verso la casa di sua cugina Elisabetta’ portando la Vita nel suo grembo, anche noi, come Vita consacrata, ci prendiamo cura della nostra vita, di quella dei nostri fratelli, la difendiamo e ci mettiamo al suo servizio – conclude il comunicato -. Così possiamo cantare con gioia insieme a Lei il Magnificat per le meravigliose opere che Dio Amore compie nella nostra vita e in quella di tanti fratelli che si aprono con un atteggiamento di ospitalità per accoglierla nei loro cuori”.
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