EUROPA/POLONIA - Il Cardinale Filoni al santuario di Zakopane: "Maria è presente e viva in mezzo a noi"
20/08/2019

Zakopane - "Viene da chiedersi: perché tanti Santuari nel mondo, perché tanto affetto e devozione a Maria? In verità, dal momento in cui Maria perse Gesù, ella adottò, come Madre, la Chiesa nascente dal sangue del suo Figlio, divenendone essa stessa membro primo ed eletto. Ciò significa che, ovunque c’è una comunità di fede, come la prima comunità degli Apostoli, Maria è lì, trova lì la sua dimora in cui abitare e una famiglia dove vivere. Questo spiega anche perché Maria non ci ha mai lasciato soli. Le sue apparizioni, come Fatima, Lourdes, e tante altre, i suoi santuari come Częstochowa, questo di Zakopane, e tanti altri disseminati nei vari continenti, testimoniano la sua presenza viva in mezzo a noi". E' quanto ha sottolineato il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, celebrando la Festa dell'Assunzione della beata Vergine Maria, il 15 agosto scorso, al Santuario nazionale di Nostra Signora di Fatima a Zakopane, città di 28mila abitanti situata nel Sud della Polonia, nella regione denominata "Piccola Polonia".
Come ha ricordato il Cardinale Filoni, a Zakopane veniva spesso Karol Wojtyla, fin da ragazzo, poi come prete, spesso accompagnando gli studenti. Vi ritornò più volte anche dopo che fu eletto Papa. Il Santuario mariano è stato qui costruito come ex-voto per la salvezza della vita di papa Giovanni Paolo II, dopo l’attentato del 13 maggio 1981.
Ha affermato il Prefetto della Congregazione di "Propaganda Fide": "Con gioia celebriamo la solennità liturgica di Maria SS. Assunta in cielo in questo Santuario Nazionale di Zakopane, dove a Maria è stata costruita una casa. Tutta la Polonia cristiana oggi è spiritualmente unita ai sacerdoti e ai vescovi in Jasna Gόra, in Czestochowa, dove Maria è incoronata regina della Polonia. Nell’affetto e nella devozione per Maria, generazioni di Polacchi si sono formate e hanno tenuto desta la propria fede anche in tempi bui. Alla scuola di Maria, Karol Wojtyla, figlio di questa Nazione, ha temprato il suo carattere e consacrato se stesso totalmente a Lei, Totus tuus, a Cristo e alla Chiesa".
Nell'omelia della celebrazione per l'Assunta, il Cardinale ha proseguito: "La Chiesa non dimentica Maria, ricordandola e celebrandola liturgicamente durante tutto l’anno liturgico. Oggi la Chiesa la celebra nel suo mistero di Assunta in cielo, perché non era possibile che il suo corpo, da cui il Figlio di Dio aveva preso la natura umana, subisse la corruzione della morte, essendo stata preservata dal peccato originale. In questo senso, Maria diviene primogenita di una nuova creazione, quella salvata da Gesù. Noi, come comunità cristiana, cioè come comunità redenta da Cristo, siamo oggi felici di essere qui radunati e quasi abbracciati e baciati da Lei e poterle dire: Maria, Madre mia, io ti voglio bene! Ti amo! Se chiudo gli occhi per un attimo fammi sentire il tuo profumo di donna e di madre. Stringimi come stringesti Gesù, parlami come parlavi a lui, guardami con la stessa tenerezza".
Il santuario mariano a Zakopane è stato edificato negli anni 1987-1992 e la chiesa è stata consacrata dallo stesso Giovanni Paolo II il 7 giugno 1997, durante il suo sesto pellegrinaggio in patria. Il Santuario è stato eretto accanto ad una cappella dove, già dagli anni ’50 del secolo scorso, si venerava la Madonna e dove nel 1961 fu collocata l’immagine della Madonna di Fatima, regalata dal vescovo di Fatima al cardinale Stefan Wyszyński, il quale la donò ai padri Pallotini, custodi della cappella. Fu il vescovo di Cracovia di quel tempo, Karol Wojtyla, a consacrare sia l’immagine che la cappella. Nel cosiddetto "Parco di Fatima", nelle adiacenze del Santuario, si trovano anche due monumenti a Giovanni Paolo II e l'altare sul quale Papa Wojtyla, celebrò la Messa a Zakopane il 6 giugno 1997.
AFRICA/COSTA D’AVORIO - La Chiesa chiede giustizia per Faustine Brou N’Guessan, segretaria parrocchiale uccisa nel suo ufficio
20/08/2019

Abidjan - “Sia fatta piena luce sull’omicidio di Faustine Brou N’Guessan. La Chiesa è misericordiosa, ma la misericordia si opera nella giustizia” ha affermato p. Augustin Obrou, responsabile delle comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Abidjan, in una dichiarazione sull’uccisione della signora Faustine Brou N’Guessan, segretaria della parrocchia Sainte-Cécile du Vallon, pugnalata a morte nel suo ufficio parrocchiale, il 10 agosto.
Parlando a nome di Sua Eminenza, il Cardinale Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan, p. Obrou ha inviato i fedeli alla vigilanza. “Le nostre parrocchie hanno agenti di sicurezza, ma invitiamo i fedeli a evidenziare segnali anomali da parte di persone che vengono nelle nostre chiese. È vero che le chiese sono luoghi di raccoglimento, non si perquisiranno le persone per non creare allarme, ma alcuni comportamenti ci obbligano a essere più attenti”.
L’uccisione della segretaria della parrocchia Sainte-Cécile du Vallon era stata preceduta dalla profanazione di alcune statue della Vergine Maria e da aggressioni contro sacerdoti e laici impegnati in servizi parrocchiali.
Il corpo agonizzante di Faustine Brou N’Guessan, attinto da colpi di machete, è stato trovato in una pozza di sangue intorno alle 11 del mattino del 10 agosto nel suo ufficio situato nell'edificio Jean Pierre Cardinale Kutwa della parrocchia. Portata alla clinica più vicina purtroppo è spirata poco dopo. La sessantenne era madre di una figlia e da trent'anni lavorava come segretaria nella parrocchia di Sainte-Cécile du Vallon e avrebbe dovuto andare in pensione quest'anno.
AMERICA/MESSICO - Il mondo cattolico chiede “un autentico dialogo tra governo e società”
20/08/2019

Città del Messico – "Non possiamo rassegnarci, come singoli cittadini e tanto meno come società civile organizzata, ad avere un governo che gestisce unilateralmente e in modo personalistico i grandi problemi di questo paese": lo afferma l'editoriale del periodico cattolico di Città di Messico "Desde la fe" nella sua pubblicazione del 18 agosto. Il periodico cattolico spiega nel suo editoriale: "Siamo molto sorpresi dell'intenzione espressa di recente alla Camera dei deputati, per cui la forza maggioritaria deve assumere il controllo assoluto. Si afferma che i cittadini hanno deciso ai seggi e che i gruppi politici delle minoranze non devono essere presi in considerazione. In tal modo si dimentica un principio fondamentale di ogni Congresso democratico: è lo spazio di rappresentatività delle maggioranze e delle minoranze per preservare il necessario equilibrio sociale in ogni democrazia."
Il testo inviato all’Agenzia Fides continua: "È evidente che, con queste misure, si vuole trasformare il luogo di maggior dinamismo democratico di un paese in uno specchio dell'imminente totalitarismo che provoca così tanti danni in ogni società".
"Dialogo significa saper ascoltare. È necessario ascoltare i contadini che non hanno ricevuto i loro sussidi. È necessario ascoltare le madri che lavorano che hanno bisogno di supporto professionale nella cura dei propri figli. È necessario ascoltare i medici che parlano della carenza di medicinali e della mancanza di manutenzione di attrezzature specializzate; È necessario ascoltare gli esperti che analizzano la fattibilità dei progetti e la cura ambientale; è necessario ascoltare la Commissione nazionale per i diritti umani e altre organizzazioni autonome. E’ necessario ascoltare le agenzie di rating internazionali sulla traiettoria economica del Paese. E’ necessario ascoltare le persone coinvolte per guidare l'educazione dei bambini e dei giovani. È necessario ascoltare gli investitori per creare fiducia. Vano ascoltate le vittime dell'estorsione e della violenza del crimine organizzato. Lo sforzo volontario di una persona non è sufficiente, un paese come il Messico richiede una maggiore responsabilità e un vero dialogo sociale. Per il bene di tutti, impariamo a dialogare, governo e società", conclude il testo.

ASIA/PAKISTAN - Una risoluzione in dieci punti inviata dalle minoranze religiose al Primo Ministro
20/08/2019

Karachi : "Siamo fedeli alla nostra amata patria, il Pakistan. Non siamo estranei: le nostre Chiese, istituzioni religiose, ospedali e edifici per uffici hanno una bandiera issata del Pakistan. Viviamo in questa terra da secoli, ben prima della creazione del Pakistan, e stiamo servendo con onestà e dedizione per il bene del Pakistan". E' quanto ha dichiarato all'Agenzia Fides, p. Saleh Diego, vicario generale dell'Arcidiocesi di Karachi e direttore diocesano della Commissione nazionale per la giustizia e la pace, ricordando i temi e le sfide principali che vivono le minoranze religiose in Pakistan. Per loro è stata istituita nel 2010 dall'allora ministro federale per le Minoranze religiose,il cattolico Shahbaz Bhatti, assassinato il 2 marzo 2011, una specifica Giornata, che si celebra l'11 agosto.
Fr. Saleh Diego ha inoltre affermato: “Il cristianesimo esiste in questo territorio dal primo secolo, quando San Tommaso, uno degli apostoli di Gesù, venne nel subcontinente indiano . Siamo figli e figlie al 100% di questo suolo; non dovremmo essere trattati come cittadini di seconda classe”.
L'avvocatessa cattolica Tabbasum Yousaf, parlando a Fides, ha ricordato: "Noi membri delle minoranze religiose stiamo contribuendo fortemente allo sviluppo del Pakistan. Intendiamo mettere a fuoco le questioni inerenti la nostra libertà, dei nostri diritti umani fondamentali, i pregiudizi e le discriminazioni esistenti specialmente verso le persone delle minoranze religiose e le conversioni forzate delle donne delle minoranze religiose"
L'avvocatessa ha presentato una risoluzione congiunta in dieci punti che è stata firmata dai leader e dai rappresentanti di varie fedi ed è indirizzata al Primo Ministro del Pakistan e ad altre istituzioni. Tra le richieste contenute nel testo, la risoluzione rileva che l'età minima per il matrimonio delle ragazze dovrebbe essere di 18 anni; domanda l'istituzione di un ministro federale delle minoranze religiose; ricorda che la quota del 5% dovrebbe essere applicata agli studenti delle minoranze religiose per borse di studio a livello nazionale e internazionale; auspica una adeguata protezione per i luoghi di culto delle minoranze religiose, notandone la necessità anche nelle carceri, negli ospedali e nelle istituzioni statali. Il Memorandum presentatao, inoltre, chiede al governo dovrebbe concedere sussidi alle scuole delle minoranze per la sicurezza, l'amministrazione e la manutenzione. Si affrontano anche i casi di blasfemia e di chiedono leggi adeguate per evitare discriminazioni su base religiosa in ambiti come il lavoro, a scuola, la società. Una specifica richiesta tocca il problema dei rapimenti, della violenza sessuale e delle conversioni forzate delle donne delle minoranze religiose, chiedendo una normativa per contrastare il fenomeno. Fondamentale, si nota nel documento, è l'eliminazione del materiale di odio da tutti i libri e dai mezzi di comunicazione scolastici e non scolastici.
Commentando la situazione attuale, Majida Rizvi, la prima donna giudice dell'Alta Corte del Pakistan, e impegnata nella Commissione nazionale sulla condizione della donna, ha dichiarato: “Al momento della fondazione del Pakistan, il fondatore del Pakistan Mohammad Ali Jinnah ha assicurato la parità di diritti, libertà e giustizia al minoranze religiose in Pakistan. I membri delle minoranze religiose hanno contribuito alla fondazione e allo sviluppo del Pakistan; hanno dimostrato di essere veri cittadini del Pakistan".
Sheema Kirmani, nota attivista musulmana per i diritti umani, ha detto a Fides: “Tutti i cittadini pakistani sono uguali, Il concetto di considerare una persona in base al criterio di maggioranza o minoranze dovrebbe essere rimosso. Dobbiamo anche cambiare la terminologia e dichiarare che il Pakistan è un paese con un popolo di varie religioni. Non dovrebbero esserci divisioni o discriminazioni su base religiosa".
Ghazala Shafiq, attivista cristiana per i diritti delle donne, dichiara: “In questo paese è doloroso rilevare che la Costituzione del Pakistan non consente a nessun non musulmano di diventare presidente, primo ministro, capo di Personale dell'esercito o qualsiasi altra posizione di vertice". inoltre "le conversioni forzate delle donne appartenenti alle minoranze sono in aumento: dovrebbe essere fermate e punite severamente".
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