ASIA/SRI LANKA - La Segretaria Generale della Santa Infanzia: “I bambini, testimoni del Vangelo nella società”
15/10/2018

Città del Vaticano – “La realtà dell'Opera dell'Infanzia Missionaria in Sri Lanka, avviata 31 anni fa, è vivissima, animata e ben organizzata a livello diocesano e nazionale. E' una realtà significativa, valorizzata e apprezzata dall'intera Chiesa locale, che educa i bambini a essere testimoni del Vangelo nella società”: lo dice all'Agenzia Fides suor Roberta Tremarelli, AMSS, Segretaria Generale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria, a conclusione di un viaggio in Sri Lanka, dove si è recata in occasione delle celebrazione del 175° anniversario di fondazione dell'Opera. La “Santa Infanzia”, come è comunemente chiamata, è stata fondata ufficialmente il 19 maggio 1843 da Mons. Charles de Forbin Janson, che ideò una nuova modalità di animazione missionaria e della pastorale dei bambini, affidandola alla protezione di Gesù Bambino.
Suor Tremarelli riferisce nel colloquio con Fides che “il cammino che compiono i bambini e gli animatori per diventare membri della Santa Infanzia in Sri Lanka è ben organizzato e consiste in circa sei mesi di formazione, preghiera e impegno personale. Alla fine di quel periodo, c'è una solenne cerimonia di investitura che sigilla l’appartenenza e che vede anche il coinvolgimento delle famiglie”. Lo scopo è “che i bambini siano testimoni del Vangelo, coinvolgendo i loro coetanei. I Bambini della Santa Infanzia continuano a incontrarsi, pregano insieme, visitano gli ammalati, offrono i loro sacrifici materiali” racconta. L'Opera della Santa Infanzia in Sri Lanka “è un segno di speranza, e rappresenta una proposta importante dal punto di vista della spiritualità” rileva la Segretaria Generale. Nell’isola dell’Asia meridionale, l’Opera sostiene diversi progetti come le Children’s home, “case di accoglienza per bambini e ragazzi che hanno un solo genitore, o affidati dal tribunale, o di famiglie indigenti. Sono strutture gestite soprattutto da ordini religiosi cattolici che accompagnano questi ragazzi nella crescita e nell’istruzione” spiega suor Roberta.
La speciale Giornata in cui la Chiesa locale ha celebrato il Giubileo dell’Infanzia Missionaria è stata “un evento festoso”, tenutosi il 29 settembre in un collegio nella capitale Colombo, alla presenza di una assemblea di oltre 4.500 persone, tra bambini, animatori, sacerdoti e religiosi, giunti da tutto il paese.
Tra loro vi era il Cardinale Malcolm Ranjith, Arcivescovo di Colombo, che, quando era Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, nel 1987, avviò in Sri Lanka l’Opera della Santa Infanzia, che , ha sottolineato il Cardinale “è diventata un attivo movimento di evangelizzazione”.
L’organizzatore della Giornata giubilare, il Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Sri Lanka, p. Basil Rohan Fernando nel suo discorso all'assemblea ha spiegato l'intento dell'evento, quello di riunire e sensibilizzare le realtà ecclesiali impegnate specificamente nella missione.
“In Sri Lanka, paese a maggioranza buddista, la Chiesa anima e accompagna i cristiani nel loro cammino di fede, e i bambini, che vivono in un ambiente multireligioso, come a scuola, sono piccoli discepoli di Cristo Gesù, saldi nella fede”, conclude suor Tremarelli.
AMERICA/EL SALVADOR - Un Paese in festa per la canonizzazione di Monsignor Romero
15/10/2018

San Salvador - Un Paese in festa che "risuona totalmente in chiave di Romero". Così il Card. Gregorio Rosa Chávez, Ausiliare di San Salvador, descrive il clima di attesa per la canonizzazione dell’Arcivescovo Romero che si respira nella sua patria. "Icona del pastore che Papa Francesco vuole per la Chiesa che sogna, Chiesa povera per i poveri", Mons. Óscar Arnulfo Romero sarà canonizzato domenica 14 ottobre in Vaticano da Papa Francesco, insieme a Paolo VI, a suor Nazaria Ignacia March, la prima santa boliviana, e ad altri quattro modelli di carità.
Un concerto popolare in piazza aprirà a San Salvador, nel primo pomeriggio di sabato 13 ottobre,
la lunga attesa della celebrazione romana che eleverà Romero agli altari quando qui saranno le 3 del mattino. Sarà una vigilia "artistica, culturale e religiosa" con la partecipazione di circa 35mila fedeli, secondo quanto don César Sánchez, responsabile della comunicazione della Conferenza episcopale, comunica all'Agenzia Fides. Artisti popolari eseguiranno le loro canzoni dedicate all'Arcivescovo "voce dei senza voce", tre tenori offiranno un omaggio lirico inedito, e più di 1.500 chitarristi intoneranno un ringraziamento a Dio non appena il Santo Padre avrà proclamato la santità del "nuestro monseñor", e le campane di tutte le chiese del Paese suoneranno a festa.
Sin da questa mattina, la cripta che conserva i resti mortali del Santo ospiterà canti, conferenze e testimonianze, mentre piazza Morazán si riempirà di bambini e adolescenti. Dopo il festival artistico, una processione notturna, una solenne messa di preparazione con un coro di 500 persone e un concerto animeranno l'attesa della Messa romana, che sarà trasmessa su schermi giganti nella piazza della Cattedrale, dove è stata allestita anche una mostra fotografica.
Dopo la Messa in San Pietro, ancora canti nella cripta di Mons. Romero. Con un gesto simbolico, un gruppo di testimoni oculari del martirio e della vita del nuovo Santo, consegnerà alle nuove generazioni l’eredità del suo amore e del suo messaggio evangelico. I media cattolici salvadoregni trasmetteranno l'evento centrale alternandolo con alcuni collegamenti con la cappella dell'ospedale dove Romero fu ucciso e con le chiese di Ciudad Barrios, sua città natale, e di San Miguel e Santiago de María, che videro i suoi primi passi sacerdotali ed episcopali.
La preparazione della Chiesa salvadoregna a questo momento di giubilo è cominciata poco dopo la conferma della data della canonizzazione. "In agosto, per tre giorni" ricorda don Sanchez, "tra 10 e 15mila persone, tra cui difensori dei diritti umani senza riferimento religioso, hanno dato vita ad un pellegrinato a piedi dalla tomba di mons. Romero fino a Ciudad Barrios". Catechesi e meditazioni tratte dai suoi numerosi audio-diari sono state proposte ai fedeli ogni giorno.
I salvadoregni attendono anche un'altra notizia: secondo il Card. Rosa Chávez, il Papa potrebbe confermare una sua visita a San Salvador, prima o dopo la Giornata Mondiale della Gioventù di Panama, nel gennaio 2019. Tra i circa 5mila salvadoregni che sono a Roma per la canonizzazione, don Sánchez sottolinea la presenza di Cecilia Flores e di suo figlio Luis Carlos, vivi grazie al miracolo che ha sancito la canonizzazione, la loro famiglia, alcuni parenti del Santo e anche contadini e persone semplici, il cui viaggio è stato possibile grazie alla solidarietà dei fedeli.
ASIA/TURCHIA - Liberato e già rientrato negli USA il pastore evangelico Brunson
15/10/2018

Izmir – Il pastore evangelico Andrew Craig Brunson, arrestato e messo sotto processo in Turchia con accuse di aver fatto parte di organizzazioni terroristiche e spionistiche, è stato liberato giovedì 12 ottobre ed è rientrato nello stesso giorno negli Stati Uniti. La sua liberazione e il suo ritorno in Patria pongono fine a una vicenda giudiziaria che aveva contribuito notevolmente alle tensioni tra la Turchia del Presidente Recep Tayyip Erdogan e l'Amministrazione Usa.
La liberazione di Brunson è stata disposta alla fine della quarta udienza del processo a suo carico, svoltasi il 12 ottobre nel tribunale di Aliaga, nella provincia di Izmir. Nonostante le ritrattazioni di alcuni testimoni che in precedenza avevano accusato il pastore evangelico, la corte giudicante aveva comunque condannato il pastore evangelico – arrestato nell'ottobre 2016 - a cinque anni di carcere per aver sostenuto le “organizzazioni terroristiche” indicate dalla Turchia come responsabili del tentato golpe del 15 luglio 2016. All'udienza la pena è stata ridotta a tre anni e un mese di carcere, con sospensione dell'ultimo anno di detenzione. Sono state anche revocate le restrizioni che impedivano al condannato di lasciare la Turchia, e questo ha permesso a Brunson di imbarcarsi subito su un aereo militare Usa che lo ha portato a Washington, dove oggi, sabato 13 ottobre, viene ricevuto alla Casa Bianca dal Presidente Usa Donald Trump.
L'avvocato di Brunson, Ismail Cem Halavurt, ha comunque annunciato l'intenzione di fare appello contro il verdetto di condanna che ha colpito il suo assistito. “I cristiani in Turchia” riferisce in un comunicato l'organizzazione Middle East Concern, “si rallegrano del rilascio di Andrew Brunson dalla prigione”, ricordando che all'inizio del processo il pubblico ministero aveva chiesto per l'imputato una pena detentiva di trentacinque anni.
Andrew Craig Brunson, responsabile della chiesa evangelica della Resurrezione a Izmir , affiliata alla Chiesa evangelica presbiteriana di Orlando , era stato convocato dall'ufficio turco dell'immigrazione nell'ottobre 2016, insieme alla moglie, Lyn Norine . Alla coppia era stato inizialmente comunicato l'obbligo di lasciare la Turchia, giustificando tale misura con l'accusa vaga di aver ricevuto fondi dall'estero per finanziare iniziative missionarie e di aver messo a rischio la sicurezza del Paese con le loro attività. Successivamente, per il pastore evangelico il decreto di espulsione si è trasformato in arresto, dopo che un testimone segreto lo aveva accusato di appartenere al cosiddetto FETÖ , sostenendo l'innocenza di Brunson e l'infondatezza delle accuse sollevate contro di lui, e minacciando “sanzioni significative contro la Turchia”, se non si fossero registrati passi concreti e solleciti per affrettarne la liberazione. A ll'iniizo di agosto, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d'America aveva disposto sanzioni “mirate” contro i titolari di due ministeri turchi, quello della Giustizia - guidato da Abdulhamit Gul - e quello degli Interni – guidato dal Ministro Suleyman Soylu – come forma di ritorsione per la detenzione del pastore evangelico statunitense.
Poche ore prima dell'annuncio delle sanzioni USA, da Ankara, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva dichiarato davanti a operatori dei media che la Turchia non avrebbe preso in alcuna considerazione il “linguaggio minaccioso” dei vertici statunitensi, definendolo espressione di “una mentalità evangelicale e sionista”. .
AFRICA/TANZANIA - I 150 anni di Evangelizzazione della Tanzania e il contributo della Chiesa allo sviluppo del Paese
15/10/2018

Dar es Salaam - “Celebriamo questo Giubileo per rendere grazie a Dio e per capire da dove viene la Chiesa; dove siamo oggi e dove stiamo andando. Siamo orgogliosi e grati a Dio perché la presenza della Chiesa ha aggiunto valore alla società tanzaniana proclamando il Vangelo e santificando il popolo di Dio attraverso i Sacramenti; e anche offrendo diversi servizi sociali” ha detto p. Faustine Kamugisha, coordinatore del Giubileo dell’Evangelizzazione della Tanzania e autore di “I 150 anni di Evangelizzazione della Tanzania: la Gioia del Vangelo”. P. Kamugisha sottolinea che è stata la Chiesa cattolica a fondare la prima scuola del Paese. “A parte avere le scuole migliori della Tanzania, è un fatto che la Chiesa cattolica sia stata la prima a costruire una scuola nella parte continentale della Tanzania”. La Tanzania è nata nel 1964 dall’unione tra il Tanganica, colonia tedesca fino al 1916 e poi territorio amministrato dalla Gran Bretagna fino al 1961, e dall’arcipelago di Zanzibar protettorato britannico.
Durante la colonizzazione del Tanganica da parte dei tedeschi , i missionari avviarono le scuole primarie e insegnarono ai bambini a leggere, scrivere e contare, insieme a dare loro un'educazione religiosa. Bagamoyo è stata una delle prime missioni a istituire una scuola, seguita da molte altre nella zona costiera e a Zanzibar.
A Bagamoyo sulla costa i missionari offrivano istruzione agli schiavi liberati. In seguito hanno creato scuole anche all’interno del Tanganica. Entro il 1900 le scuole cattoliche avevano 7.500 studenti; nel 1911 c'erano 86.942 studenti; e nel 1913 erano 114.651 studenti.
Mentre la Tanzania celebra i 150 anni di evangelizzazione, la Chiesa celebra anche le istituzioni educative cattoliche che appartengono alla Conferenza Episcopale della Tanzania . Quasi ogni parrocchia nelle 34 diocesi ha scuole materne, scuole elementari e scuole secondarie, compresi i seminari minori. Ben 235 scuole secondarie sono gestite dalla Conferenza Episcopale della Tanzania.
La Chiesa possiede anche 75 centri di formazione professionale registrati che dispensano competenze tecniche ai giovani; e 4 università cattoliche a pieno titolo, vale a dire la Saint Augustine University of Tanzania , la Catholic University of Health and Allied Sciences , la Ruaha Catholic University e la Mwenge Catholic University .
Le suore cattoliche sono impegnate nell’assistenza sanitaria soprattutto a favore di partorienti e bambini, e hanno un importante ruolo nel combattere la malaria. Diverse congregazioni religiose hanno inviato suore missionarie in Tanzania attive nella sanità, provenienti soprattutto da Irlanda, Italia e Canada. Dal 1954, le suore salvadoregne hanno iniziato a formare infermiere nell'ospedale di Ndanda.
Nel 1953 il governo coloniale britannico permise alla Chiesa di continuare a fornire cure sanitarie al punto che nel 1961 la Chiesa cattolica aveva già 23 ospedali generali e 8 centri sanitari. Attualmente, la Chiesa cattolica in Tanzania gestisce complessivamente 55 ospedali, 94 centri sanitari e 338 dispensari.
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...suscitare nella Chiesa la passione per la missione
e muovere le comunità cristiane a cooperare all’evangelizzazione...
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L’impegno della Propagazione della Fede è suscitare nel popolo di Dio uno spirito autenticamente universale per far crescere nelle Chiese locali una coscienza missionaria secondo il respiro naturale della Chiesa.
POSI
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DELL' INFANZIA
MISSIONARIA
L’Opera dell’Infanzia Missionaria o Santa Infanzia porta i bambini alla scoperta dello spirito missionario e insegna loro ad aiutare con la preghiera e con piccoli sacrifici materiali i loro coetanei nel mondo.
PUM
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L’Unione Missionaria, anima delle altre Opere Missionarie, è un’associazione di clero, religiosi/e e laici, che si propone di suscitare nella Chiesa la passione per la missione, di contribuire alla formazione missionaria e a spingere le comunità cristiane a cooperare e prendere parte attiva all’attività di evangelizzazione.

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