AFRICA/EGITTO - Anche la voce “religione” nei moduli da compilare per il prossimo censimento
22/02/2017

Il Cairo – Per la prima volta negli ultimi 30 anni, il prossimo censimento della popolazione egiziana, che sarà condotto dall'Agenzia centrale di statistica e mobilità sociale, includerà nei moduli di raccolta dati anche uno spazio dove poter segnalare la propria confessione religiosa. Abu Bakr Gendy, capo dell'Agenzia incaricata, ha riferito che la segnalazione della propria fede religiosa nei moduli utilizzati per il censimento sarà facoltativa, in ottemperanza agli standard internazionali seguiti in questo tipo di raccolte dati. Il censimento offrirà comunque elementi utili per verificare la consistenza numerica reale delle diverse comunità religiose. In alcune zone dell'Egitto, il consistente aumento numerico delle comunità cristiane non è stato registrato in alcun modo dalle autorità locali. Dagli anni Novanta gli uffici incaricati del censimento e delle statistiche demografiche non aggiornano i dati sulla consistenza numerica delle comunità cristiane egiziane, a partire da quella copta, che secondo alcuni analisti, negli ultimi lustri, avrebbe abbondantemente superato la soglia dei dieci milioni.
EUROPA/ITALIA - Diritto di emigrare ma anche “diritto di restare” nel proprio paese
22/02/2017

Roma - “La migrazione è un fenomeno che fa parte della storia umana. Le stime delle Nazioni Unite indicano 244 milioni di migranti internazionali e 65,3 milioni di persone in situazione di migrazione forzata. Al di là dei numeri stiamo parlando di vite, progetti e sogni di persone che spesso trovano nella migrazione l'unica alternativa per la sopravvivenza o la ricerca di una speranza per il futuro”. Lo ha detto suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, nel suo discorso alla Camera dei Deputati, a Roma, nell’ambito del workshop che ha preceduto il Forum Internazionale su Migrazioni e Pace, in programma oggi e domani, organizzato dal Dicastero sullo Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, dallo Scalabrini International Migration Network e dalla Fondazione Konrad Adenauer.
“La partecipazione dei minori nei flussi migratori, secondo l'Acnur, è aumentata negli ultimi anni a un ritmo accelerato e rappresenta più della metà dei rifugiati nel mondo – ha ricordato la religiosa nel testo pervenuto a Fides -. In linea con il messaggio di Papa Francesco per la Giornata del Migrante e del Rifugiato 2017, ricordiamo che i bambini e gli adolescenti in movimento nei flussi di popolazione sono i primi a soffrire, con situazioni degradanti come la tratta di esseri umani, lo sfruttamento, l'abuso e la privazione dei diritti come quello di avere un ambiente sano e sicuro in famiglia, quello di un'istruzione adeguata, quello di gioco e quello di vivere e crescere in un contesto di pace. Anche le donne migranti hanno bisogno della nostra attenzione, poiché anch’esse diventano spesso più vulnerabili nei flussi di migrazione e di rifugio. Molte volte sono esposte al rischio di soffrire sfruttamento sessuale o nel lavoro”.
Suor Neusa ha sottolineato che “bisogna superare l'idea che la migrazione è un problema da risolvere o una contingenza da controllare. La migrazione è di per sé un fenomeno storico e sociale che si verifica in modo positivo quando è volontaria. In altre parole, richiamiamo l'attenzione sull'importanza che le persone abbiano, insieme al diritto di emigrare anche il 'diritto di non emigrare'. Ossia, ogni Paese deve assicurare ai suoi cittadini condizioni di vita in modo che questi non abbiamo bisogno di viaggiare, se non lo vogliono. In questo contesto, il diritto a emigrare sarebbe correlativo al diritto di restare”.
AFRICA/CONGO RD - Atti vandalici contro la Chiesa: la denuncia del Card. Monsengwo
22/02/2017


Kinshasa - “C’è una recrudescenza di paura, di collera, di incertezza” afferma il Card. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, in un messaggio inviato all’Agenzia Fides nel quale denuncia le aggressioni contro la Chiesa avvenute negli ultimi giorni.
“Abbiamo appreso con indignazione, sabato 18 febbraio, dell’incendio di una parte del Seminario maggiore di Malole da parte di incivili che hanno in seguito seminato il terrore presso le vicine suore carmelitane a Kananga ” scrive il Cardinale, che ricorda pure le manifestazioni avvenute in tre occasioni di fronte all’Arcivescovado di Kinshasa, da parte di gruppi di giovani che “hanno creato un clima di panico”.
A questi episodi è seguita la profanazione della parrocchia San Domenico di Limete da parte di una “ventina di giovani malintenzionati” che hanno “rovesciato il tabernacolo, saccheggiato l’altare, rotto le panche, fino a cercare d’incendiare la chiesa. La comunità dei Padri Oblati non è stata risparmiata”.
Il Card. Monsengwo mette in relazione questi fatti con il tentativo della Conferenza Episcopale congolese di mediare nell’attuazione degli accordi di San Silvestro e di trovare un Primo Ministro che guidi un governo di unità nazionale come previsto dalle intese.
“La CENCO ha solo un ruolo di mediatore” ricorda il Cardinale. “I politici devono riconoscere con umiltà che sono le loro velleità politiche a portare all’impasse e al blocco delle istituzioni. Ne assumeranno la responsabilità di fronte alla storia”.
Dopo aver sollecitato le autorità a proteggere i beni della Chiesa da eventuali nuovi atti vandalici, il Cardinale conclude ricordando Etienne Tshisekedi, lo storico leader dell’opposizione morto di recente che ha combattuto fino all’ultimo per dare alla RDC “la pace nella giustizia”.
ASIA/LIBANO - Marine Le Pen in Libano: anche i cristiani mediorientali vanno aiutati a casa loro. Forfait al Gran Mufti, incontro col Patriarca maronita
22/02/2017

Beirut – Il modo migliore di proteggere i cristiani del Medio Oriente consiste nello “sradicamento del radicalismo islamico”, mentre bisogna evitare politiche che incentivino l'esodo dei cristiani mediorientali dalle proprie terre. Sono questi i concetti chiave finora espressi in merito alla condizione delle comunità cristiane mediorientali da Marine Le Pen, nel corso della visita di due giorni che la candidata del Front National alle Presidenziali francesi sta compiendo in Libano. Nella giornata di ieri, dopo l'incontro con il Ministro degli esteri libanese Gibran Basil, Marine Le Pen, in alcune dichiarazioni rilanciate dalla stampa locale, ha contrapposto le sue valutazioni sulla protezione dei cristiani mediorientali alle scelte politiche da lei attribuite all'ex Presidente Nicolas Sarkozy, che a suo giudizio spingeva i cristiani mediorientali “a lasciare il loro Paese e andare a vivere all'estero come profughi. Secondo me” ha aggiunto Le Pen “questa è una visione pericolosa per i cristiani del Medio Oriente, e non è quello che voglio io. Io voglio che i cristiani del Medio Oriente vivano in pace e serenità nei loro Paesi”.
Nella mattinata di oggi, martedì 21 febbraio, è saltata all'ultimo mmento la prevista visita di Marine Le Pen al Gran Mufti del Libano, Abdel Latif Derian, perchè la politica francese si è rifiutata di presentarsi all'incontro con il religioso islamico con il capo velato. L'ufficio stampa del Gran Mufti ha fatto sapere che la delegazione della leader del Front National era stata informata in anticipo della necessità di rispettare tale dettaglio protocollare, ma quando, all'ingresso della sala dell'incontro, a Le Pen è stato porto il velo, lei ha rifiutato di indossarlo.
Secondo quanto annuciato dall'Agenzia Fides, nella mattinata di oggi, martedì 21 febbraio, Marine Le Pen è stata ricevuta anche dal Patriarca maronita Boutros Bechara Rai, presso la sede patriarcale di Bkerkè.
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