AFRICA/KENYA - Incontro interreligioso su come mantenere la società durante e dopo la pandemia di Covid 19
04/08/2020

Kericho – “Per aiutare a superare gli effetti della pandemia in Africa occorre cambiare atteggiamento”. E’ quanto hanno sottolineato nel corso della loro prima serie di incontri virtuali internazionali volta a creare consapevolezza sul Covid-19. L'iniziativa, che vede riuniti i leader di varie religioni tra cui cristianesimo, Islam e induismo, è nata da un progetto congiunto tra l’Università Cattolica Tangaza University College , l'Umma University, istituzione islamica di apprendimento superiore e l'Harmony Institute il cui obiettivo comune è promuovere la pace nel mondo e contribuire alla coesistenza pacifica dei seguaci di diverse fedi, culture, etnie e razze.
Il tema della sessione ‘Riflessioni sulla pandemia di Coronavirus: cosa ci consigliano le fedi in tempi difficili di crisi’ è volto a come mantenere la società durante e dopo la pandemia.
Tra i relatori della video conferenza, mons. Alfred Rotich, vescovo della diocesi di Kericho, che ha esortato i presenti a “cambiare atteggiamento, purificarci, essere virtuosi, diventare persone integre, oneste e fedeli”, Il vescovo ha sottolineato i tanti conflitti, divergenze e dissensi che si sono verificati durante questo periodo di pandemia all’interno delle famiglie.
“È tempo che le persone rinsaldino la loro vita spirituale e aprano le porte al virtuosismo, aprano gli occhi del cuore in modo da poter riconoscere Dio in tutto ciò che fanno”, continua mons. Rotich nella nota pervenuta all’Agenzia Fides. “Spesso trascuriamo i nostri giovani e non ci rendiamo conto né ci prendiamo cura di alcuni comportamenti illeciti”.
Secondo il direttore esecutivo del Consiglio interreligioso del Kenya , il dott. Francis Kuria Kagema, anch'egli intervenuto nel panel, le religioni dovrebbero ispirare le persone e dare la speranza che ‘ce la faremo a superare la pandemia’. Riflettendo inoltre sulle drastiche misure emanate per frenare la diffusione del Coronavirus nel paese, Kagema che è anche uno dei segretari del Consiglio interconfessionale costituito recentemente per aiutare a sviluppare ‘protocolli per la riapertura graduale dei luoghi di culto’, ha fatto presente che queste devono essere modificate. “Dobbiamo sostenere coloro che sono stati colpiti con modallità diverse dalle azioni drastiche messe in atto per prevenire la diffusione del virus", ha affermato il dott. Kagema,
“Dobbiamo accettare, prendere precauzioni, cambiare il nostro atteggiamento e andare avanti”, ha detto Sujata Kotamraju, segretaria generale del Consiglio indù del Kenya , in merito alle famiglie indù che tradizionalmente vivono sotto lo stesso tetto e dove gli adulti giocano un ruolo chiave nel plasmare i giovani. Trascorrono del tempo con loro, condividono storie su questioni legate all'età e alle circostanze e programmano i matrimoni.

AMERICA/NICARAGUA - I vescovi hanno sottolineato che "atti di terrore" non intimidiscono la chiesa in Nicaragua
04/08/2020

Managua - La Conferenza Episcopale del Nicaragua ha pubblicato e inviato a Fides un documento dove condanna l'atto terroristico con queste parole: "La chiesa sarà sempre rifiutata da coloro che non accettano la Verità che predica...fare uso della violenza per tacere la voce profetica della chiesa non significa che dobbiamo smettere di incoraggiare il nostro popolo a vivere la missione evangelizzatrice che lo stesso Cristo ci ha affidato".

Lo stesso Santo Padre Francesco, ieri dopo la preghiera dell'Angelus, ha ricordato questo terribile fatto: " Penso al popolo del Nicaragua che soffre per l’attentato alla cattedrale di Managua dove è stata molto danneggiata, quasi distrutta, l’immagine tanto venerata di Cristo, che ha accompagnato e sostenuto durante i secoli la vita del popolo fedele. Cari amici nicaraguensi, vi sono vicino e prego per voi."

Anche Il vescovo ausiliare di Managua, mons. Silvio Báez, ha sottolineato che "gli atti di terrore" non intimidiscono la chiesa di Cristo, in riferimento all'attacco terroristico che uno sconosciuto ha perpetrato venerdì scorso contro la Cattedrale di Managua. Nell'omelia di ieri, il vescovo ha affermato che Gesù prova compassione per i popoli sofferenti martirizzati per l'oppressione e l'ingiustizia. "L'immagine del Sangue di Cristo distrutta da un atto terroristico nella cattedrale di Managua è per il paese un ricordo vivo e commovente di un Dio che non solo ha portato le nostre sofferenze sulla croce, ma continua a soffrire nel nostro popolo oppresso, fino a resuscitarlo con libertà e giustizia ".

Quello contro la cattedrale della capitale nicaraguense era stato subito definito dal cardinale arcivescovo della città, Leopoldo Brenes “un atto terroristico” che ha profondamente ferito la comunità cattolica nicaraguense. Per l’arcidiocesi la bomba lanciata da un uomo incappucciato all’interno della chiesa, nella cappella del Sangue di Cristo, è stato definito come “un atto premeditato” .

Negli ultimi mesi le chiese del Nicaragua hanno subito atti di vandalismo di vario genere. I vescovi del Celam, il Consiglio episcopale latino americano, hanno espresso solidarietà e denuncia a questo fatto; come anche le diverse conferenze episcopali dei paesi latinoamericano.

ASIA/LIBANO - Festa del Sacrificio, rappresentanti musulmani intervengono sulla“neutralità libanese” rilanciata dal Patriarca Raï
04/08/2020

Beirut – Anche in Libano le giornate celebrative di Eid al Adha, la “festa del sacrificio” musulmana, si sono svolte nel contesto segnato anche dall’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha impedito di organizzare momenti di celebrazione comunitaria. Diversi capi religiosi delle comunità islamiche, nei discorsi pronunciati in occasione della festa, hanno detto la loro sulla crisi politica, economica e istituzionale che sta travolgendo il Paese dei Cedri, e anche sulla campagna intrapresa dal Patriarca maronita Bechara Boutros Rai in nome della “neutralità libanese”, da riaffermare e rivendicare rispetto agli assi di forza globali e regionali che si confrontano sugli scenari del Medio Oriente.
Lo sheikh Ahmad Kabalan, Mufti sciita di scuola Jaafarita , nel suo intervento per Eid al Adha ha fatto riferimento al centenario di proclamazione dello Stato libanese, facendo notare che gli attori della fondazione del Libano indipendente hanno introdotto fin nella sua genesi il germe del confessionalismo, dotandola così “di tutte le cause della sua corruzione e del suo collasso”. Rivolgendosi al popolo libanese, ha invitato tutti a non "cadere nella trappola internazionale e regionale che stringe il cappio sul nostro paese e strangola il nostro popolo”. I discorsi di chi comincia a parlare di federalismo e divisione del Paese su base settaria rappresentano per lo sheikh sciita “un ritorno ai progetti di sedizione tra i libanesi, un ritorno alla guerra civile le cui conseguenze si fanno ancora sentire”. Secondo Kabalan, "il Libano vive al ritmo delle guerre nella regione, all'ombra di un progetto regionale sponsorizzato dagli statunitensi che stanno conducendo una grande guerra economica contro il Libano, e impone un blocco internazionale globale sui libanesi e sullo tato”. Rispetto alla riaffermazione della “neutralità libanese” propagandata dal Cardinale Rai, Kabalan ha voluto sottolineare di non essere lontano “dai nostri fratelli di Bkerké , perché è nel nostro interesse essere tutti nella stessa trincea nella lotta per il Libano e per i diritti dei libanesi”. Nel contempo, facendo riferimento agli slogan di chi vuole estrapolare il Libano “dagli incendi e dalle guerre regionali”, il Mufti sciita fa notare che “alcune di queste guerre riguardano il Libano”, e che “Il Libano è nel bel mezzo della tempesta e non può starne lontano. Deve essere un partner essenziale e attivo nella sua autodifesa e nella protezione dei suoi interessi, in modo che non diventi una facile preda”. Secondo lo sheikh Kabalan, “non ci può essere pace in Libano se una parte ne soffre”, perché la stabilità del Libano “dipende dalla stabilità e dalla sicurezza di tutti”. Per questo, secondo Kabalan, “l'unione con i cristiani è una necessità sulla terra e sul piano religioso, morale e nazionale”, moralmente e a livello nazionale".
Diversamente dal Mufti sciita Kabalan, lo Sheikh Akl druso, Naom Hassan, ha espresso esplicita consonanza con la prospettiva della “neutralità libanese”, affermando l’urgenza di “allontanare la nostra nazione dai conflitti devastanti e attuare le decisioni derivanti dal dialogo nazionale del 2006”. Da parte sunnita, lo sheikh Amin Kurdi, numero due di Dar el-Fatwa, il più alto organismo sunnita del Libano, nel suo intervento per la festa di Eid al Adha non ha fatto riferimenti alla campagna per la “neutralità libanese” sostenuta dal Patriarca maronita . Nel suo sermone in moschea, lo sheikh sunnita Amin Kurdi ha sviluppato una vera e propria invettiva nei confronti della dirigenza politico-economica libanese: "Il crollo economico” ha detto il rappresentante sunnita “non è fortuito, è il risultato raggiunto da coloro che affermano di amare il Libano, mentre portano i loro soldi fuori dal Paese e si spartiscono le risorse”. .
NEWS ANALYSIS - Bambini di strada in Congo R.D.: una missione per un futuro migliore
04/08/2020

Kinshasa - Dal 2004, la missione "Ndako ya biso" - che significa "la nostra casa" in lingala - ha consentito a 2.500 bambini di strada di tornare nelle loro famiglie di origine. Le difficoltà economiche e sociali spesso costringono queste famiglie ad abbandonare i loro figli. Questa missione, dove operano 40 educatori, aiuta a preparare il rientro dei bambini nelle loro case e offire un futuro migliore per loro e per le loro famiglie.
La Repubblica Democratica del Congo è il secondo paese più grande dell'Africa e il più popoloso paese di lingua francese. Nel 2016 l'intero paese è stato colpito da una grave crisi politica, a seguito del rinvio delle elezioni presidenziali previste per il 20 dicembre. L'obiettivo dell'allora presidente Joseph Kabila era rimanere al potere indefinitamente. Per questo, iniziarono manifestazioni di protesta in tutto il paese e la crisi politica generò una crisi economica, con il calo degli investimenti, in particolare quelli stranieri.
Le conseguenze - visibili ancora oggi - sono state accentuate dall'arrivo dell'epidemia di coronavirus, che ha strangolato ulteriormente la vita economica del paese, colpendo, in particolare, la classe media. Kinshasa, la capitale, è stata particolarmente colpita dalla crisi. Questa megalopoli tentacolare è la terza città più popolosa dell'Africa e una delle città più popolose del mondo, con i suoi 13,2 milioni di abitanti. Qui che le questioni politiche ed economiche sono legate - ancor più ampiamente - a nuove dinamiche sociali, specifiche dei grandi agglomerati, che portano, in particolare, alla rottura delle famiglie. In tale contesto "si lotta ogni giorno per sopravvivere", spiega Jean-Pierre Godding, intervistato dall'Agenzia Fides. Giurista e sociologo di origine belga, dal 2004 Jean-Pierre Godding vive in Repubblica Democratica del Congo, dove è responsabile - come membro laico della Comunità "Chemin Neuf" - della missione "Ndako ya biso", luogo di accoglienza per i bambini di strada di Kinshasa.
Ciò che distingue "Ndako ya biso" dagli altri rifugi per bambini è l'obiettivo del progetto: non tanto fornire un luogo di per ospitare i bambini, ma piuttosto di aiutarli e reintegrarsi nelle loro famiglie di origine.
Si stima che a Kinshasa vivano per le strade tra i 25 e i 30 mila bambini. Tuttavia, la maggior parte di loro non sono orfani. Dopo essere fuggiti o cacciati da casa per diversi motivi, gli educatori specializzati della missione lavorano per rintracciare le loro famiglie di origine e ristabilire un legame.
Su questo argomento, Jean-Pierre Godding ha recentemente pubblicato un libro intitolato “Piccoli banditi, piccoli ladri, piccoli maghi. Metodologia di supporto e riconciliazione dei bambini di strada a Kinshasa ". L'Agenzia Fides lo ha intervistato. - continua
Link correlati :Continua a leggere l'intervista a Jean-Pierre Godding, in lingua francese, sul sito web di "Omnis Terra"
Link utili
LA REGISTRAZIONE
Titolo
Nome*
Cognome*
Email Ufficiale*
Email Personale
Ruolo*
Nazione*
Città*
Diocesi*
Telefono
Indirizzo
Codice Postale
MESSAGGIO

PASSWORD DIMENTICATA
UTENTE

.
.
.
.
.
Download : English - Español - Français - Português
POPF
PONTIFICIA OPERA
DELLA PROPAGAZIONE
DELLA FEDE
L’impegno della Propagazione della Fede è suscitare nel popolo di Dio uno spirito autenticamente universale per far crescere nelle Chiese locali una coscienza missionaria secondo il respiro naturale della Chiesa.
POSPA
PONTIFICIA OPERA
DI SAN PIETRO
APOSTOLO
L’Opera di San Pietro collabora
alla crescita delle giovani
chiese sostenendo
finanziariamente la costruzione
di nuovi seminari,e i programmi
di formazione dei nuovi sacerdoti,
religiosi e suore locali.
POSI
PONTIFICIA OPERA
DELL' INFANZIA
MISSIONARIA
L’Opera dell’Infanzia Missionaria o Santa Infanzia porta i bambini alla scoperta dello spirito missionario e insegna loro ad aiutare con la preghiera e con piccoli sacrifici materiali i loro coetanei nel mondo.
PUM
PONTIFICIA UNIONE MISSIONARIA
L’Unione Missionaria, anima delle altre Opere Missionarie, è un’associazione di clero, religiosi/e e laici, che si propone di suscitare nella Chiesa la passione per la missione, di contribuire alla formazione missionaria e a spingere le comunità cristiane a cooperare e prendere parte attiva all’attività di evangelizzazione.

AMMINISTRAZIONE DEI SEGRETARIATI
Nel Governo Centrale delle Pontificie Opere Missionarie, esiste l'Ufficio Amministrazione unico, per gli aspetti amministrativi e finanziari del servizio dei segretariati Internazionali alle Pontificie Opere Missionarie nel mondo, (Statuti, art 45)

PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE
Segretariati Internazionali
PRIVACY
CONDIZIONI DI UTILIZZO
DISCLAIMER
COPYRIGHT ©2020PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE TUTTI I DIRITTI RISERVATI