EUROPA/GERMANIA - Ucciso il cappellano della comunità cattolica francofona a Berlino
25/02/2018

Berlino – Don Alain-Florent Gandoulou, sacerdote congolese che era il cappellano della comunità cattolica francofona a Berlino, è stato ucciso la sera di giovedì 22 febbraio. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, sembra che ci sia stata una violenta discussione nel suo ufficio, qualcuno ha telefonato alla polizia che è arrivata sul posto trovando solo il cadavere del sacerdote. La polizia ha arrestato una persona sospettata dell’omicidio, ma le indagini devono ancora chiarire i motivi e la dinamica del crimine.
La direzione delle Comunità Cattoliche Francofone nel mondo ha informato che il Vicario generale di Berlino celebrerà domani la messa che ogni domenica vede riunita la comunità cattolica francofona, in suffragio di don Alain-Florent, i cui funerali si terranno a Brazzaville, una volta che il suo corpo sarà rimpatriato. Secondo le notizie raccolte da Fides, il sacerdote infatti apparteneva all’Arcidiocesi di Brazzaville, dove era stato ordinato nel 1991. Inviato in Germania nel 1997, vi era rimasto alcuni anni prima di essere trasferito in Francia. Da qualche anno era tornato in Germania come cappellano della comunità francofona.
“Cattolici francofoni della diocesi di Berlino, belgi, canadesi, francesi, delle isole dell’Oceano, svizzeri, provenienti da vari paesi africani, o anche tedeschi o altri europei di lingua francese, viviamo da molto tempo o da poco in Germania, in particolare in questa regione del Brandeburgo o a Berlino – aveva scritto don Alain-Florent sul sito della cappellania -. Sappiamo che nella Chiesa ‘non ci sono stranieri’, siamo a casa nostra. La diocesi di Berlino ci accoglie e ci aiuta sostenendo la nostra comunità, la nostra parrocchia, la nostra ansia per il Vangelo”. La "parrocchia francofona di Berlino" esiste dal 1945, prima come parrocchia militare, quindi nel 1994 è diventata parrocchia civile, ed accoglie tutti i cattolici francofoni di Berlino e della sua regione.
NEWS ANALYSIS/OMNIS TERRA - Diaspora filippina: un esercito di moderni missionari
25/02/2018

Gli Overseas Filipino Workers , emigrati filippini che lavorano all'estero, sono sparsi in tutto il mondo. Gli OFW, un'esercito di oltre 10 milioni di persone nel complesso, sono presenti oltre 193 paesi praticano la loro fede con fervore ovunque siano. Ecco perché i Vescovi cattolici delle Filippine ritengono definiscono gli OFW "moderni apostoli dell'evangelizzazione" nei paesi stranieri dove vanno a lavorare.
Mary Jane Soriano, lavoratrice domestica filippina di 25 anni, laureata, lavora da alcuni anni a Hong Kong. Durante il suo soggiorno lì, ha sempre partecipato alla messa domenicale in una chiesa locale, anche se il suo datore di lavoro e la sua famiglia appartenevano a un'altra religione. Oltre all'umiltà, alla semplicità, al duro lavoro, all'onestà e alle altre qualità umane che hanno colpito il suo datore di lavoro, la sua profonda fede cattolica e la modalità con cui l'ha praticata hanno lasciato il segno. La donna tiene viva la sua fede, mostra di sempre fiducia in Dio, prega ogni giorno e cerca di fare del bene agli altri.
A un certo punto, il datore di lavoro e la famiglia hanno volontariamente abbracciato la fede cattolica mostrando interesse. Sono stati spinti proprio dalla testimonianza di Mary che praticava la sua fede in modo semplice, gentile, umile. Mary è uno dei milioni di lavoratori filippini d'oltremare che sono sparsi in tutto il mondo.
Un OFW è una persona di origine filippina che vive al di fuori del paese. Il termine indica i filippini che sono all'estero in modo permanente, come cittadini o residenti permanenti o temporanei di un altro paese; ma anche quei cittadini filippini all'estero per un periodo limitato e definito, come un contratto di lavoro o come studenti.
Su 100 milioni di abitanti, circa l'80% della popolazione filippina professa la fede cattolica e la maggioranza la pratica ancora con entusiasmo. Gli OFW prendono e praticano la loro fede con fervore ovunque vadano o siano: rappresentano circa il 10% della popolazione del paese e sono presenti in oltre 193 paesi. La metà di loro è negli Stati Uniti, dove oltre 85.000 filippini continuano a migrare ogni anno. Ecco perché i Vescovi cattolici delle Filippine ritengono OFW moderni apostoli dell'evangelizzazione. Per il Cardinale di Manila, Luis Antonio Tagle, gli OFW hanno un ruolo importante nel condividere e proclamare la "gioia del Vangelo" dato il loro numero
Link correlati :Continua a leggere la News analysis su Omnis Terra
AFRICA/CONGO RD - Le sfide per la Chiesa: promuovere il dialogo, la nonviolenza attiva e il rispetto reciproco
25/02/2018

Kinshasa - “Per la Chiesa cattolica nella Repubblica Democratica del Congo, la sfida di promuovere la nonviolenza attiva, il dialogo rispettoso e la pacifica convivenza, risale a prima che il Paese ottenesse la sua indipendenza fino a giungere ai giorni nostri” afferma Sua Ecc. Mons. Marcel Utembi Tapa, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo nel suo messaggio, giunto a Fides, in occasione della Giornata di preghiera per la pace nel mondo e in particolare nella RDC e in Sud Sudan, che si è celebrata ieri, 23 febbraio.
“Il nostro Paese ha sperimentato diversi tipi di violenza attraverso guerre che sono chiamate con tutti i tipi di nomi: guerra di indipendenza, guerra di liberazione, guerra per le risorse naturali, guerra di occupazione, guerre di rappresaglia, ecc. Questa situazione ha fatto tante vittime, calcolate in milioni” ricorda Mons. Utembi Tapa, sottolineando che questo pesante fardello rappresenta una sfida enorme per la Chiesa. “Di fronte a questo tipo di situazione, non è facile promuovere la nonviolenza attiva, il dialogo rispettoso; non è facile sperare di vivere in pace. È in questo contesto che la Chiesa nella Repubblica Democratica del Congo cerca di svolgere il suo ruolo profetico per un popolo che aspira alla giustizia, alla pace, al benessere, alla riconciliazione, allo stato di diritto”.
Per realizzare il compito profetico della Chiesa, la CENCO ha elaborato una strategia che prevede l’impegno alla formazione all'insegnamento sociale della Chiesa e all'educazione civica e la promozione del dialogo per superare la crisi politica nata dalla mancata tenuta delle elezioni politiche e presidenziali nel dicembre 2016 e con il conseguente prolungamento del mandato del Presidente Josesph Kabila.
“Il primo dialogo è stato organizzato e si è concluso con un accordo politico firmato il 18 ottobre 2016” ricorda Mons. Utembi Tapa. Purtroppo, questo accordo ha risentito della mancanza di inclusività perché alcuni attori politici e sociali non hanno partecipato al dialogo. Quindi, un secondo dialogo è stato organizzato sotto la mediazione della CENCO. Il risultato è stato l'accordo politico globale e inclusivo del Centro interdiocesano, firmato il 31 dicembre 2016”.
I conflitti nella RDC sono strettamente correlati allo sfruttamento delle sue enormi risorse naturali . Per questo la CENCO, in aggiunta alla Commissione Episcopale per la Giustizia e la Pace , si è dotata di una Commissione Episcopale per le Risorse Naturali per monitorare lo sfruttamento delle risorse naturali e richiamare le aziende che operano nel settore al rispetto dei diritti umani. “Insieme ad altri organismi della società civile, la CENCO denuncia l'ingiustizia che impedisce al popolo congolese di consolidare la propria economia” sottolinea il suo Presidente.
La Chiesa promuove la cultura del perdono e della riconciliazione e la nonviolenza attiva. “Le commissioni diocesane Giustizia e Pace, con il coinvolgimento diretto dei pastori, lavorano permanentemente per riconciliare cuori, persone e comunità in conflitto. Il perdono dei criminali da parte delle loro vittime è praticato in alcune zone. Inoltre, la prevenzione dei conflitti tra le comunità fa parte della formazione impartita ai giovani” afferma Mons. Utembi Tapa.
I Vescovi infine appoggiano forme di nonviolenza attiva, come le marce promosso dal laicato cattolico per chiedere il pieno rispetto degli accordi del 31 dicembre 2016, che sono state però represse nel sangue dalle autorità .
AMERICA/VENEZUELA - L'Arcivescovo di Caracas: il governo “invece di cercare il potere assoluto, risolva la terribile situazione”
25/02/2018

Caracas – “Il governo, invece di stringere il cerchio antidemocratico contro il popolo venezuelano, dovrebbe piuttosto risolvere la terribile situazione economica della paralisi dei trasporti, dell'inflazione sfrenata, dei prezzi alle stelle, della fame e della mancanza di medicine" ha affermato il Cardinale Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, in una dichiarazione sull'attuale situazione del Paese, pervenuta a Fides, nella quale ha anche espresso la sua contrarietà sulla convocazione anticipata delle elezioni presidenziali, definendole "un oltraggio ai diritti politici dei venezuelani".
Ribadendo che i sacerdoti "non partecipano alla diatriba partitica, ma difendono e difenderanno i diritti della gente, con il dovuto rispetto per le autorità, e senza incitare alla violenza o alla ribellione politica", l'Arcivescovo di Caracas è tornato ad evidenziare la necessità di risolvere l'emergenza sociale che sta vivendo il Paese: "Invece di continuare a progredire nella conquista assoluta del potere - ha affermato con dolore il Cardinale - il governo dovrebbe preoccuparsi di fare in modo che i bambini non muoiano negli ospedali e che non ci siano bambini malnutriti, né che le persone muoiano per aver mangiato manioca avariata".
La situazione in Venezuela è sempre più drammatica, come confermato dal "National Survey of Living Venezuelan Population" realizzato da un team multidisciplinare di tre delle più importanti università del Paese: Università Simón Bolívar , Università Centrale del Venezuela e Università Cattolica Andrés Bello . "Siamo un paese che si è impoverito in modo generalizzato e che soffre di un enorme deterioramento della qualità della vita di tutti i suoi abitanti" ha dichiarato la sociologa María Gabriela Ponce, secondo la nota ricevuta dall'Agenzia Fides, presentando a Caracas il 21 febbraio i risultati dell'ENCOVI 2017.
L'indagine, condotta su 6.168 famiglie in tutto il paese tra luglio e settembre 2017, mostra che la povertà è cresciuta del 5,2% in un anno, passando dall'81,8% nel 2016 all'87% nel 2017. Ciò significa che quasi 9 famiglie su 10 non hanno le risorse per accedere ai beni minimi necessari e non possono pagare il loro cibo quotidiano. Inoltre circa 8,2 milioni di venezuelani consumano due o pasti al giorno o ancora meno, la maggior parte di scarsa qualità, con poche proteine, quindi 6 venezuelani su 10 hanno perso circa 11 kg di peso l'anno scorso a causa della fame.
Per quanto riguarda la violenza, secondo il sondaggio, i giovani sono le vittime principali: 43 giovani tra i 12 e i 29 anni muoiono ogni giorno nel paese. Il tasso generale degli omicidi è di 89 ogni 100 mila abitanti.
A ciò si aggiunge il 22% della popolazione che è stata vittima di qualche crimine durante l'anno, cioè 1 venezuelano su 5, e il 65% di loro ha preferito non denunciare alle autorità per la sfiducia nei confronti delle istituzioni. In termini di salute il sondaggio rileva che il 68% della popolazione venezuelana non ha assistenza sanitaria, con un aumento del 5% rispetto al 2016, e quasi il 20% rispetto al 2014. Un altro dato allarmante è che 4 bambini e adolescenti su 10, tra 3 e 17 anni , abbandona la scuola per diversi motivi, tra cui problemi di trasporto, i blackout o la mancanza di cibo.

Link correlati :Per maggiori informazioni sull'indagine (in spagnolo)
Link utili
LA REGISTRAZIONE
Titolo
Nome*
Cognome*
Email Ufficiale*
Email Personale
Ruolo*
Nazione*
Città*
Diocesi*
Telefono
Indirizzo
Codice Postale
MESSAGGIO

PASSWORD DIMENTICATA
UTENTE

.
...il cuore dell'animazione
e della cooperazione missionaria...
.
... aprire il cuore di ogni credente
alla vastità dell'orizzonte missionario
.
…collaborare alla crescita delle giovani chiese
nella formazione di nuovi sacerdoti, religiose e religiosi...
.
... solidarietà condivisione universale
spirituale e materiale dei bambini nel nome di Gesù
.
...suscitare nella Chiesa la passione per la missione
e muovere le comunità cristiane a cooperare all’evangelizzazione...
POPF
PONTIFICIA OPERA
DELLA PROPAGAZIONE
DELLA FEDE
L’impegno della Propagazione della Fede è suscitare nel popolo di Dio uno spirito autenticamente universale per far crescere nelle Chiese locali una coscienza missionaria secondo il respiro naturale della Chiesa.
POSPA
PONTIFICIA OPERA
DI SAN PIETRO
APOSTOLO
L’Opera di San Pietro collabora
alla crescita delle giovani
chiese sostenendo
finanziariamente la costruzione
di nuovi seminari,e i programmi
di formazione dei nuovi sacerdoti,
religiosi e suore locali.
POSI
PONTIFICIA OPERA
DELL' INFANZIA
MISSIONARIA
L’Opera dell’Infanzia Missionaria o Santa Infanzia porta i bambini alla scoperta dello spirito missionario e insegna loro ad aiutare con la preghiera e con piccoli sacrifici materiali i loro coetanei nel mondo.
PUM
PONTIFICIA UNIONE MISSIONARIA
L’Unione Missionaria, anima delle altre Opere Missionarie, è un’associazione di clero, religiosi/e e laici, che si propone di suscitare nella Chiesa la passione per la missione, di contribuire alla formazione missionaria e a spingere le comunità cristiane a cooperare e prendere parte attiva all’attività di evangelizzazione.

AMMINISTRAZIONE DEI SEGRETARIATI
-

PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE
Segretariati Internazionali
PRIVACY
CONDIZIONI DI UTILIZZO
DISCLAIMER
COPYRIGHT ©2018PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE TUTTI I DIRITTI RISERVATI