AFRICA/BURKINA FASO - Nomina del Vescovo di Dédougou
25/04/2018

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha nominato oggi Vescovo di Dédougou , il rev. Prosper Bonaventure Ky, del clero della medesima diocesi, finora Segretario permanente del Clero africano in Burkina Faso e responsabile della Casa per i sacerdoti studenti a Ouagadougou.
Il nuovo Vescovo è nato il 10 gennaio 1965 a Toma, Diocesi di Dédougou. Ha completato gli studi di Filosofia e Teologia nel Seminario Maggiore Saint Jean-Baptiste di Wayalgê e nel Seminario Maggiore Saint Pierre Claver di Koumi . Successivamente ha conseguito un dottorato in Psicologia a Roma, nella Pontificia Università Salesiana. È stato ordinato sacerdote il 23 luglio 1994 ed incardinato nella diocesi di Dédougou.
Dopo l’ordinazione ha ricoperto i seguenti uffici: dal 1994 al 1998: Professore nel Seminario Minore di Nasso ; dal 1999 al 2000: Vicario parrocchiale della Cattedrale ; dal 2000 al 2003: Docente e Direttore nel Seminario Minore di Tionkuy ; dal 2003 al 2010: studi a Roma per il dottorato presso la Pontificia Università Salesiana; dal 2010 al 2012: Vicario parrocchiale di Toma; dal 2012: Segretario permanente del Clero africano in Burkina Faso e Responsabile della Casa per i sacerdoti studenti a Ouagadougou.
AMERICA/VENEZUELA - I Vescovi sulla crisi politica e umanitaria: “in gioco la stessa esistenza di una nazione libera, fraterna e democratica”
25/04/2018

Caracas - La Conferenza Episcopale del Venezuela ha pubblicato ieri una dichiarazione "di fronte alla crisi politica e umanitaria" che il paese attraversa da mesi, in cui afferma che "di fronte a problemi umanitari di tale portata, viene delegittimata la realizzazione delle elezioni presidenziali, indette per il prossimo 20 maggio" e considera "urgente il loro rinvio all'ultimo trimestre dell'anno".
I Vescovi ricordano, nella dichiarazione ricevuta dall'Agenzia Fides, che dallo scorso gennaio "l'iperinflazione ha aumentato l'impoverimento generale della popolazione, con il disfacimento della qualità della vita di tutti. La mancanza generalizzata di servizi pubblici in tutto il paese rende la vita più difficile". Tutto questo, aggiungono i Vescovi, "di fronte alla sorprendente indifferenza dei funzionari governativi per risolvere questi problemi". "A ciò si aggiunge l'aumento delle malattie a causa dell'incontrollabile comparsa di epidemie e malattie nella popolazione più vulnerabile" prosegue il testo, che evidenzia la mancanza di medicinali di cui soffre il paese. I Vescovi richiamano inoltre l’attenzione sul problema dell’emigrazione “che sta assumendo ogni giorno proporzioni maggiori, colpisce tutti i livelli sociali e avviene in condizioni sempre più precarie".
Per tutti questi motivi, i Vescovi lanciano un pressante appello "ai governanti e ai leader della nazione a prendere coscienza della loro responsabilità per tutti questi mali, perché ascoltino la popolazione e li affrontino senza ulteriori ritardi... perchè facilitino la ricerca di soluzioni politiche che fermino questi mali prima che raggiungano proporzioni incontrollabili e livelli dolorosi di distruzione e morte".
La CEV ricorda anche a tutti i venezuelani, la necessità di "prendere coscienza che è in gioco in questi momenti non solo la realizzazione di un evento elettorale o l’abbassamento transitorio della qualità della vita di un popolo, ma la sua stessa esistenza come nazione libera, fraterna e democratica”. Infine i Vescovi ricordano che "con la forza della fede e l’impulso della speranza, è possibile assumere atteggiamenti coraggiosi e determinati di solidarietà e dare una direzione diversa a questa storia di morte".
ASIA/MYANMAR - Malnutrizione, mortalità infantile e analfabetismo: l’impegno delle suore del Buon Pastore
25/04/2018

Yangon – Da oltre 40 anni le suore del Buon Pastore continuano la loro sfida contro malnutrizione, mortalità infantile e problemi di analfabetismo nel villaggio di Magyikwin, nel nord di Yangon, in Myanmar. “La località era conosciuta per l’alto consumo di alcol e dei tafferugli che regolarmente si scatenavano. I tassi di malnutrizione e analfabetismo, oltre che la mortalità infantile, erano molto gravi” ha detto a Fides suor Maria Goretti Lwin.
Le suore hanno allora costruito una piccola chiesa, avviato una scuola per i bambini, offrendo loro un pasto e incoraggiando i genitori ad iscriverli. Oggi sono più di 160 quelli che frequentano le lezioni del mattino e della sera per integrare l'educazione ricevuta nella scuola gestita dal governo. “Nel villaggio non c'è elettricità, ma le sorelle usano l'energia solare e un vecchio generatore di luce. Una istruzione migliore comporta l'accesso all'università e la prospettiva di opportunità di lavoro dignitose” ha evidenziato la suora.
Insieme ad una giovane insegnante tirocinante lavorano in una classe di adolescenti provenienti da famiglie cattoliche, battiste e buddiste. Sono particolarmente orgogliose delle capacità canore dei bambini e stanno preparando un concorso di canti per il prossimo Natale, a Yangon.
Le suore hanno inoltre avviato programmi di microcredito, prestano denaro per comprare animali da allevamento e da vendere al mercato locale. Hanno anche iniziato a chiedere ai genitori un contributo economico per l’educazione dei loro figli, pagando quello che possono permettersi, così da incoraggiare una sorta di autofinanziamento e allontanare una mentalità di elemosina.
Tra le altre iniziative portate avanti, le suore hanno iniziato ad accogliere un gruppo di ragazze provenienti da famiglie ad alto rischio, dove i bambini sono particolarmente vulnerabili alla violenza, agli abusi o alla tratta di esseri umani.
Sotto l'occhio vigile della fondatrice della Congregazione del Buon Pastore, Rose Virginie Pellettier, le suore, felici dei progressi che hanno raggiunto nel villaggio negli ultimi decenni, portano avanti il lavoro iniziato quasi due secoli fa: fornire sostegno a donne e ragazze vulnerabili oltre che portare dignità e speranza a intere comunità.

AMERICA/BRASILE - Vita consacrata: “forza essenziale della presenza della Chiesa in Amazzonia”
25/04/2018

Tabatinga – “L'Amazzonia è uno spazio in cui la vita religiosa dell'America Latina realizza gran parte della sua vocazione missionaria” ha detto all’Agenzia Fides suor Luz Marina Valencia, STJ, Segretario esecutivo della Conferenza dei religiosi e delle religiose dell’America latina e dei Caraibi . A Tabatinga, una città nell'estremità occidentale dello stato di Amazonas, in Brasile, si tiene l'incontro delle Congregazioni religiose con progetti in prospettiva amazzonica, che si è aperto il 20 aprile e si chiude oggi, 24 aprile. Circa novanta partecipanti, tra religiosi e religiose, insieme ad alcuni laici e sacerdoti diocesani che svolgono il loro lavoro missionario in vari paesi dell'Amazzonia, stanno riflettendo sul tema "La missionarietà pan-amazzonica nella prospettiva dell'ecologia integrale".
L'incontro, organizzato dalla CLAR e dalla Rete ecclesiale pan-amazzonica , si svolge in un punto strategico, poiché la città brasiliana si trova al confine con Perù e Colombia, e si può affermare che in questo caso non c'è alcuna divisione tra i due paesi.
“Molte congregazioni religiose guardano all'Amazzonia come ad una sfida" continua la Segretaria esecutiva della CLAR. Essere in Amazzonia è rispondere ai carismi delle congregazioni, "perché quasi tutti i nostri fondatori hanno creato congregazioni per rispondere alle urgenti necessità della Chiesa, e in questo momento l'Amazzonia è un'urgenza non solo per la Chiesa, ma per la società, per il mondo intero, per ciò che viene minacciato e per l'attenzione ai popoli indigeni" conclude suor Luz Marina.
L'importanza della vita religiosa in Amazzonia è stata sottolineata anche da Mauricio López, Segretario esecutivo della REPAM, che ha dichiarato a Fides che senza di essa "la presenza di questo progetto del Regno liberatore non sarebbe possibile. in questa realtà". Per López "se la vita religiosa non fosse presente come lo è in Amazzonia, la REPAM non esisterebbe", riconoscendo che "certamente i popoli, nella loro dinamica di vita, sono espressione del Regno, ma l'accompagnamento della Chiesa si realizza fondamentalmente attraverso la vita religiosa". In questo senso, Lopez insiste che al momento "di accompagnare la realtà panamazzonica, la forza essenziale di tale presenza risiede nella vita consacrata".
Infatti tra CLAR e REPAM "c'è una grande sinergia", sottolinea a Fides il rappresentante della CLAR in seno alla REPAM, João Gutemberg, Fratello Marista: "CLAR e REPAM sono simili, una è nell'altra, entrambe cercano la connessione della vita religiosa in Panamazonia e questo lavoro è anche una testimonianza di vita". Pertanto "più è connessa la missione, istituzionale e personale, fatta attraverso persone impegnate che cercano nuove strade, più si aggiungerà energia per il bene comune" conclude Gutemberg.
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