AMERICA/COSTA RICA - Viaggio “di fede e missione” nelle diocesi costaricane in preparazione alla GMG
16/12/2018

San José - Sono circa 250 mila i pellegrini di tutto il mondo che si sono registrati per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019, ed incontrare Papa Francesco. La delegazione costaricana, la più grande che abbia partecipato a una GMG, conta più di 13 mila pellegrini di diversi gruppi che arriveranno nel vicino paese di Panama via terra, in aereo e anche per mare, per vivere questa esperienza di fede e di festa con tanti coetanei.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides dal Costa Rica, la settimana precedente alla GMG, circa 5.500 giovani provenienti da diversi paesi visiteranno il Costa Rica per partecipare all'attività denominata: "Giornate nelle diocesi del Costa Rica ". I giovani saranno assegnati a varie parrocchie del paese per "vivere un viaggio di fede e missione", che li aiuterà a prepararsi per il cammino verso la GMG di Panama.
Condivideranno queste giornate con i Vescovi delle rispettive diocesi e saranno ospitati dalle famiglie costaricane, che mostreranno loro costumi, cibi, tradizioni e valori di questo grande paese, arricchendo la loro esperienza con l’accoglienza familiare. Oltre ai pellegrini che parteciperanno alle "Giornate nelle diocesi della Costa Rica", ci saranno altri 40mila giovani che attraverseranno il paese, seguendo la rotta terrestre, verso Panama.
AFRICA/KENYA - Il Collegio Universitario cattolico di Uzima: un’eccellenza per la formazione medica a disposizione di tutti
16/12/2018

Nairobi - “Il Collegio Universitario di Uzima nasce da un'idea dell'Arcivescovo emerito Sua Ecc. Mons. Zacchaeus Okoth, che, vedendo la necessità e la sofferenza della popolazione, specialmente nella regione occidentale del Kenya, decise di raccogliere fondi per costruire un centro medico” spiega p. Cosmas Rhagot K’Otienoh, Rettore dell’Uzima University College, un’istituzione fondata nell'arcidiocesi di Kisumu e collegata all’Università Cattolica dell'Africa Orientale, che offre corsi di formazione medica dal 2012. Il primo gruppo di medici si è diplomato nell'ottobre di quest’anno.
“Il nostro centro è il primo del suo genere in Africa” sottolinea p. Rhagot. “Il 27 agosto 2012 ha aperto i battenti ai primi 21 studenti. E' stato un inizio molto umile, perché nei primi tempi offrivamo solo la laurea in medicina, in chirurgia e in infermieristica” ricorda il Rettore.
“Dopo il primo anno, abbiamo visto la necessità di introdurre altri corsi e quindi abbiamo aggiunto il Bachelor of Science in Microbiology e il Bachelor of Science in Clinical Medicine, che è stato diviso in due corsi: il Diploma in Clinical Medicine, che è un corso triennale, e il Bachelor in medicina clinica, che è un corso di quattro anni. Quindi, dopo aver introdotto questi nuovi corsi, il numero di studenti è aumentato così come il numero di studenti che in prospettiva vorrebbero specializzarsi in altri campi della medicina. Questo ci ha spinto ad aggiungere ancora altri corsi per soddisfare i bisogni e quindi l'introduzione del Corso di laurea in Salute e Nutrizione della Comunità”.
“Attualmente il Collegio di Uzima ha 603 studenti che stanno seguendo i corsi che ho appena menzionato. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere un migliaio di studenti e quindi stiamo facendo appello ai Paesi AMECEA per inviare studenti che sono interessati a perseguire una carriera in medicina per entrare a far parte dell'Uzima College” conclude il rettore.
L’ Association of Member Episcopal Conferences in Eastern Africa è l’organizzazione che raggruppa le Conferenze Episcopali di Eritrea, Etiopia, Kenya, Malawi, Sud Sudan, Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia. Gibuti e Somalia sono membri affiliati.
AFRICA/ANGOLA - La Terza età in Africa: un Centro dei frati cappuccini per anziani abbandonati
16/12/2018

Huambo - È una casa di riposo per anziani tutta particolare quella costruita a Huambo dai frati cappuccini. Non è un edificio unico, ma un villaggio di una decina di casette che ospitano ciascuna tre-quattro persone. Vicino alle casette, gli ospiti possono coltivare un piccolo appezzamento di terreno e allevare animali da cortile . Un centro nel quale gli anziani trovano un rifugio sicuro e, allo stesso tempo, possono continuare a vivere come facevano nel loro villaggio.
Quello della Terza età è un tema con il quale l’Africa sta iniziando a fare i conti in questi ultimi anni. Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, reso noto nel settembre scorso nella 68esima sessione del Comitato regionale a Dakar, in Senegal, la salute degli abitanti di 47 Paesi africani sta progressivamente migliorando. La prima conseguenza è stato un innalzamento della speranza di vita dei popoli africani che, in soli tre anni , è passata da 50,9 anni a 53,8. Si è ancora lontani da quella esistente nei Paesi occidentali, se si pensa che l’età media dei 28 Paesi Ue è di 77,9 anni e quella negli Stati Uniti di 78,4, ma l’Africa ha intrapreso la strada giusta. La popolazione anziana inizia a crescere e, con essa, iniziano a porsi problemi che, un tempo, erano estranei al continente.
“Fino a qualche anno fa – spiega a Fides Guido Felicetti, frate del Centro missionario cappuccini del Triveneto che supporta i confratelli angolani - in Africa, gli anziani erano visti come una risorsa e non come un problema o un peso. Se ne prendevano cura le famiglie che li accudivano. Oggi le cose sono cambiate profondamente. Molti nuclei famigliari si trasferiscono dalla campagne alle città. I loro vecchi non voglio spostarsi, ma rimangono soli nei villaggi”.
A differenza di quanto avviene in Europa e nel Nord America, non si tratta di ultraottantenni. “I fisici degli africani – osserva padre Guido - risentono molto dalla mancanza o dalla carenza di cure, dalla vita dura nelle campagne, dall’alimentazione non equilibrata. Così in Angola, come anche in altre parti dell’Africa, a sessant’anni si è già considerati vecchi. Un tempo l’anziano era molto rispettato, oggi invece non è più considerato un saggio, ma come un peso. Questo è un riflesso negativo che arriva dall’Occidente”.
A Huambo un gruppo di anziani ha chiesto assistenza ai frati cappuccini. Così fra Moises Lukondo ha aperto un centro di accoglienza per anziani abbandonati alla periferia della città. Il centro è situato su un terreno piuttosto ampio che permette la coltivazione dei campi e l’allevamento degli animali domestici. “Qui – conclude padre Guido –, gli anziani trovano un ambiente non molto diverso da quello del loro villaggio. Sotto il profilo medico vengono seguiti dalle struttura sanitarie locali e ogni anno volontari italiani ed europei portano loro scorte di medicine. Gli anziani sono così accuditi e possono trascorrere i loro ultimi anni in serenità”.
ASIA/AFGHANISTAN - P. Moretti: invalidare il voto di Kabul, passo grave per il futuro del paese
16/12/2018

Kabul - “Non ci sono ancora posizioni ufficiali, né dell’ONU né della Commissione internazionale, quindi è difficile farsi un’idea precisa; ma se la notizia dell’invalidità dei voti di Kabul dovesse essere vera, sarebbe grave per il futuro dell’Afghanistan, che continuerebbe a muoversi in una situazione ingarbugliata ormai da decenni”. E’ quanto dichiara all’Agenzia Fides il Barnabita padre Giuseppe Moretti, missionario nella Repubblica Islamica dell’Afghanistan dal 1990 al 2015, riferendosi alla decisione dell’Independent Electoral Complaints Commission di dichiarare non validi i voti della provincia di Kabul a causa di frodi e di irregolarità nelle operazioni di voto, nell’ambito delle elezioni parlamentari afghane dello scorso 20 ottobre.
“Era prevedibile che potevano esserci dei brogli. Se la notizia dovesse essere confermata, la situazione si aggraverebbe ancora di più soprattutto perché riguarda Kabul, la città più controllata. Inoltre si chiuderebbe anche quel piccolo spiraglio di speranza che sembrava aprirsi con gli ultimi tentativi di dialoghi di pace, già di per sé altalenanti e provvisori” afferma il Barnabita.
In merito allo svolgimento delle elezioni, p. Moretti sottolinea che “non ci sono ancora risultati ufficiali, e probabilmente non ci saranno mai se continuano a venir fuori queste carenze. C’è molta lentezza: sembra che in Afghanistan il tempo non abbia limiti, ma è comprensibile vista la scarsità di viabilità e di mezzi, che aumenta le difficoltà degli elettori provenienti dai villaggi”.
“Stando alle notizie ufficiali, sembra che a ottobre l’afflusso sia stato superiore a quello atteso, nonostante gli attentati e le minacce. Questo sottolinea il desiderio di partecipazione, di un nascente senso democratico e di responsabilità. Non dobbiamo dimenticare, però, che questi dati sono relativi alle grandi città, ma l’Afghanistan è formato da migliaia di villaggi, i cui abitanti sono tagliati fuori da qualsiasi tipo di informazione, e spesso non sanno neanche chi sia il presidente”, conclude p. Moretti.
L’election-day afghano era stato fissato per il 20 ottobre scorso, ma è stato prorogato al 27 ottobre: nella provincia di Kandahar, infatti, il turno elettorale era stato rimandato in seguito al micidiale attacco avvenuto alla vigilia del voto e rivendicato dai talebani, in cui sono stati uccisi il governatore e il capo della polizia della stessa provincia. Il popolo afghano era stato chiamato a rinnovare la Camera bassa del Parlamento e si ritroverà alle urne il prossimo 19 aprile per le elezioni presidenziali.
Link utili
LA REGISTRAZIONE
Titolo
Nome*
Cognome*
Email Ufficiale*
Email Personale
Ruolo*
Nazione*
Città*
Diocesi*
Telefono
Indirizzo
Codice Postale
MESSAGGIO

PASSWORD DIMENTICATA
UTENTE

.
...il cuore dell'animazione
e della cooperazione missionaria...
.
... aprire il cuore di ogni credente
alla vastità dell'orizzonte missionario
.
…collaborare alla crescita delle giovani chiese
nella formazione di nuovi sacerdoti, religiose e religiosi...
.
... solidarietà condivisione universale
spirituale e materiale dei bambini nel nome di Gesù
.
...suscitare nella Chiesa la passione per la missione
e muovere le comunità cristiane a cooperare all’evangelizzazione...
POSPA
PONTIFICIA OPERA
DI SAN PIETRO
APOSTOLO
L’Opera di San Pietro collabora
alla crescita delle giovani
chiese sostenendo
finanziariamente la costruzione
di nuovi seminari,e i programmi
di formazione dei nuovi sacerdoti,
religiosi e suore locali.
POPF
PONTIFICIA OPERA
DELLA PROPAGAZIONE
DELLA FEDE
L’impegno della Propagazione della Fede è suscitare nel popolo di Dio uno spirito autenticamente universale per far crescere nelle Chiese locali una coscienza missionaria secondo il respiro naturale della Chiesa.
POSI
PONTIFICIA OPERA
DELL' INFANZIA
MISSIONARIA
L’Opera dell’Infanzia Missionaria o Santa Infanzia porta i bambini alla scoperta dello spirito missionario e insegna loro ad aiutare con la preghiera e con piccoli sacrifici materiali i loro coetanei nel mondo.
PUM
PONTIFICIA UNIONE MISSIONARIA
L’Unione Missionaria, anima delle altre Opere Missionarie, è un’associazione di clero, religiosi/e e laici, che si propone di suscitare nella Chiesa la passione per la missione, di contribuire alla formazione missionaria e a spingere le comunità cristiane a cooperare e prendere parte attiva all’attività di evangelizzazione.

AMMINISTRAZIONE DEI SEGRETARIATI
Nel Governo Centrale delle Pontificie Opere Missionarie, esiste l'Ufficio Amministrazione unico, per gli aspetti amministrativi e finanziari del servizio dei segretariati Internazionali alle Pontificie Opere Missionarie nel mondo, (Statuti, art 45)

PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE
Segretariati Internazionali
PRIVACY
CONDIZIONI DI UTILIZZO
DISCLAIMER
COPYRIGHT ©2018PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE TUTTI I DIRITTI RISERVATI