ASIA/PAKISTAN - Censimento nazionale: un'opportunità per il futuro delle minoranze religiose
19/02/2017

Karachi – Gli operatori pastorali delle Chiese cristiane saranno cruciali per promuovere la consapevolezza sull’importanza del censimento che si avvia in Pakistan nel prossimo marzo. “E necessario fare un passo in avanti per unire tutta la popolazione dei battezzati, senza alcuna distinzione di confessione, coinvolgendo ogni singolo operatore pastorale, a partire dai vescovi, fino ai parroci e ai catechisti, per ottenere i numeri corretti sulle nostre comunità cristiane”, ha detto all’Agenzia Fides l’Arcivescovo Joseph Coutts che guida l’arcidiocesi cattolica di Karachi.
Nei giorni scorsi la Chiesa cattolica ha riunito i suoi operatori pastorali accanto a quelli della Chiesa anglicana del Pakistan, guidata a Karachi dal vescovo Sadiq Daniel. Tutti hanno concordato sul fatto che “il censimento 2017 è molto importante per la comunità cristiana, non solo per il nostro sviluppo, ma anche per i nostri diritti”. Entrambe le Chiese hanno deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione che partirà dalle celebrazioni liturgiche domenicali e si estenderà a tutti gli incontri ecclesiali.
In quest’ottica Anthony Naveed, assistente speciale per l'armonia interreligiosa al ministro della provincia del Sindh, si è reso disponibile a condurre seminari specifici per informare e istruire tutti gli operatori pastorali sulle procedure per partecipare attivamente al censimento del 2017. Naveed ha iniziato a spiegare ai partecipanti alcune procedure chiedendo alle famiglie cristiane di preparare i documenti necessari per rispondere al censimento. “Sarà un momento importante per noi cristiani: potremo essere riconosciuti per i nostri numeri reali. Questo censimento potrà determinare il nostro futuro”, ha detto.
Alcuni hanno infatti ricordato la questione della rappresentanza politica delle minoranze. Zahid Farooq, un assistente sociale cristiani, ha detto: “Nella prima assemblea nazionale, al tempo della fondazione del Pakistan, c’erano 145 seggi tra i quali 10 riservati alle minoranze; ora i seggi sono 342, ma i seggi per le minoranze non sono variati e restano 10”
A dicembre del 2016, la Corte Suprema del Pakistan ha ordinato al governo del Pakistan di tenere il sesto censimento nel paese a marzo 2017. L’operazione si svolgerà in due fasi: la prima dal 15 marzo al 14 aprile, la seconda dal 25 aprile fino al 24 maggio.
Il quinto censimento si era tenuto nel 1998, quello successivo nel 2008. Secondo i dati di circa dieci anni fa - cifre da aggiornare - le minoranze religiose in Pakistan erano 2,8% della popolazione, includendo indù, cristiani, sikh, parsi, ebrei e altri gruppi.

AMERICA/STATI UNITI - “Ansia e paura nei bambini”, cresce la tensione fra i migranti, testimonianza di Mons. Gomez
19/02/2017

Modesto – "Se si vuole comprendere l'impatto dei raid che svolge le guardie di frontiera degli Stati Uniti in più di 60 comunità in tutto il paese solo in questo inizio di febbraio, possiamo sentire i bambini: Non vogliono andare a scuola, pensando che i loro genitori stanno per essere portati via, mentre loro non ci sono", lo afferma l'Arcivescovo José Gomez dell'arcidiocesi di Los Angeles, vice presidente della Conferenza statunitense dei Vescovi Cattolici al U.S. Regional World Meeting of Popular Movements presso il Central Catholic High School a Modesto Nord California.
"Abbiamo bambini presso la Dolores Mission", racconta Ellie Hidalgo responsabile della pastorale sociale della parrocchia, "se i loro genitori arrivano in ritardo a casa dal lavoro diventano ansiosi immediatamente. La situazione sta diventando molto tesa e confusa, secondo continua a raccontare Hidalgo nella nota pervenuta a Fides: "E se i genitori non tornano a casa, dove andranno a finire quei bambini? Nelle parrocchie e cliniche associate in tutto il paese in questo momento, stiamo offrendo incontri d'informazione per aiutare le persone senza documenti, in modo di poter conoscere i loro diritti, come procedere, se gli ufficiali degli Stati Uniti dell'Immigration and Customs si presentano nelle loro, cosa fare? Per esempio, gli agenti non possono entrare se non si apre la porta, e che programma si è pensato d'avere per i loro figli, chi sta andando a prendersi cura del vostro bambino se capita qualsiasi cosa", spiega la signora Hidalgo, "bisogna perfino segnare le loro allergie, i numeri di telefono del medico, il numero dell'assicurazione sanitaria."
"Inoltre, serve sempre un documento firmato, la procura, per la concessione di potere a qualcuno, e sarebbe opportuno averla a portata di mano", dice la signora Hidalgo, "Potrebbe non essere necessario, ma nel clima attuale è meglio prevenire. Una delle nostre grandi paure, spiega, è se non fai la procura, il bambino potrebbe finire nel sistema di figli adottivi. Questa è una reale possibilità".
L'incontro dei Movimenti Popolari promosso dal Vaticano è stato programmato prima della vittoria di Trump e aveva come una delle principali preoccupazioni la situazione di molti migranti senza documenti.

AMERICA - Caso Odebrecht, tanti coinvolti ma un unico protagonista: la corruzione
19/02/2017

Brasilia – Si può definire un evento storico, senza precedenti nella storia d'America Latina, quello che è accaduto il 16 febbraio 2017: l'incontro tra i Ministri della Giustizia di 11 paesi latinoamericani con lo scopo precipuo di trovare soluzioni comuni per gestire un unico caso internazionale: il caso Odebrecht.

Odebrecht è il colosso brasiliano delle costruzioni coinvolto direttamente nello scandalo sui fondi neri “Petrobras”, le cui diramazioni hanno già superato i confini del Brasile, estendendosi ultimamente anche ad altri paesi.

La conclusione dell'incontro, che sarà nota d'ora in poi come "Dichiarazione di Brasilia sulla cooperazione giuridica internazionale contro la corruzione", contiene 8 accordi firmati dai delegati di: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Messico, Panamá, Perú, Portogallo, Repubblica Dominicana e Venezuela. Il primo punto dell’accordo prevede che tutti i paesi firmanti si impegnano a una efficace e veloce reciproca cooperazione giuridica sul caso Odebrecht.

La vicenda Odebrecht continua ad allargarsi e a coinvolgere nel giro della corruzione politici e funzionari in ogni paese citato. In diversi paesi la Chiesa ha alzato la voce, citando il caso nella lotta necessaria alla corruzione. In Perù la Conferenza episcopale ha chiesto un chiarimento, nel senso della trasparenza e della fermezza , mentre la giustizia peruviana ha informato delle misure previste per trovare i responsabili dei 29 milioni di dollari spesi illegalmente nel paese dal 2005 al 2014 come tangenti o mazzette ai politici e intermediari coinvolti. A livello internazionale i giudici non hanno ancora precisato la quantità di denaro versata a politici e funzionari pubblici nei paesi ma, secondo le prime stime, si parla di una cifra complessiva che tocca gli 800 milioni di dollari

ASIA/LIBANO - Allo studio un'Assemblea sinodale straordinaria per affrontare le “divisioni interne” del Patriarcato siro ortodosso
19/02/2017

Beirut – La crisi interna emersa in seno alla Chiesa siro ortodossa, dopo le accusa di “trafdimento della fede” rivolte da sei metropoliti contro il Patriarca Mor Ignatius Aphrem II, potrebbe essere affrontata collegialmente convocando ad hoc e in tempi brevi un'assemblea sinodale straordinaria. E' questo l'orientamento emerso nel corso di una riunione consultiva, convocata dallo stesso Patriarca Mor Aphrem presso la residenza patriarcale di Atchaneh, in Libano, a cui hanno preso 18 Metropoòiti e Vicari patriarcali siro-ortodossi. Lo riferisce un comunicato diffuso giovedì 16 febbraio dalla segreteria generale del Sinodo siro ortodosso, sottolineando che i Metropoliti e i Vicari patriarcali presenti all'incontro hanno giudicato insufficiente la lettera di scuse già sottoscritta dai sei Metropoliti entrati in conflitto con il Patriarca. La sessione speciale dell'assemlbea sinodale – si legge nel comunicato – potrebbe essere convocata durante il tempo di Quaresima, con l'intento di studiare e discutere la crisi interna in tutti i suoi risvolti, al fine di “prendere le misure adeguate in base alla Costituzione della Chiesa”.
I sei metropoliti entrati in conflitto con il Patriarca avevano diffuso l’8 febbraio una dichiarazione in cui sostenevano che il Primate della Chiesa siro-ortodossa non meritava più il titolo di «defensor fidei», visto che a loro giudizio aveva seminato dubbi e sospetti nel cuore dei credenti, con dichiarazioni e gesti «contrari agli insegnamenti di Gesù Cristo, secondo il suo Santo Vangelo». Tra i gesti imputati al Patriarca come “tradimento della fede” c'è anche quello di aver sollevato il Corano, in segno di rispetto, in occasione di incontri a carattere inter-religioso. Le accuse dei sei Metropoliti contro il Patriarca hanno provocato la risposta compatta degli altri 30 Metropoliti e Vicari patriarcali siro-ortodossi, che rappresentano la stragrande maggioranza del Sinodo. In un comunicato, diffuso in data del 10 febbraio, i trenta vescovi hanno definito come «ribellione contro la Chiesa» le accuse rivolte al Patriarca di essersi allontanato dal «dogma cristiano ortodosso». Nei giorni successivi, attraverso i social media, sacerdoti e comunità siro-ortodosse sparse nel mondo hanno espreso la propria vicinanza solidale al Patriarca. Poi è arrivata anche la lettera di scuse dal parte dei sei Metropoliti che avevano rivolto critiche dottrinali al Patriarca Mor Ignatius Aphrem, un gesto che – come riferisce il comunicato della segreteria del sinodo diffuso il 16 febbraio – è stato giudicato insufficiente a chiudere la crisi. .
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