ASIA/MYANMAR - Dimissioni dell’Arcivescovo di Mandalay e nomina del successore
26/04/2019

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi metropolitana di Mandalay , presentata da S.E. Mons. Nicholas Mang Thang. Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Metropolita della medesima sede il rev.do Marco Tin Win, del clero di Mandalay, finora Vicario Generale.
Il rev.do Marco Tin Win è nato a Mon Hla, Distretto di Shwebo, nell’Arcidiocesi di Mandalay, il 22 aprile 1960. Ha frequentato le scuole primarie e medie a Mon Hla e la scuola secondaria nel Seminario Minore St. Aloysius di Pyin Oo Lwin. Nel 1979 è entrato nel Seminario Maggiore St. Joseph’s di Yangon, dove ha compiuto gli studi filosofici e teologici. Il 22 settembre 1987 è stato ordinato sacerdote per l’Arcidiocesi di Mandalay. Dal 1992 al 1997 ha proseguito gli studi superiori presso la Pontificia Università Urbaniana , ottenendo il Dottorato in Filosofia.
Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1987-1990: Docente al St. Aloysius Minor Seminary di Pyin Oo Lwin, Mandalay; 1990-1992: Docente di Filosofia al St. Joseph’s Major Seminary di Pyin Oo Lwin; 1992-1997: Studi di specializzazione in Filosofia a Roma; 1997-2002: Direttore diocesano per il Dialogo Interreligioso; 2002-2003: Rettore del Seminario Propedeutico St. Thomas di Mandalay; 2003-2010: Economo diocesano; 2010-2010: Parroco di Mary, Help of Christians a Sagaing; 2010-2013: Segretario esecutivo della Conferenza Episcopale, Yangon; dal 2014: Vicario Generale, Rettore della Cattedrale di Mandalay e docente di Filosofia nel St. Joseph’s Major Seminary di Pyin Oo Lwin.
AFRICA/SUDAFRICA - Ondata xenofoba in vista delle elezioni: il detonatore è la povertà
26/04/2019

Durban - Una nuova ondata xenofoba colpisce il Sudafrica, mentre non cessano gli attacchi contro comunità straniere a Durban. Bande di sudafricani, per lo più gente poverissima e senza lavoro, si scagliano contro le abitazioni, i negozi e le attività degli immigrati. Di recente, decine di persone – molte del Malawi – sono state costrette a lasciare le loro case da una folla inferocita che ha saccheggiato tutto. Non è la prima volta che scoppiano questi rigurgiti di odio verso gli stranieri in un Paese, come il Sudafrica, che si pensava fosse vaccinato contro il virus del razzismo dopo decenni di regime segregazionista.
“La xenofobia – spiega a Fides padre Filippo Ferraro, missionario scalabriniano in Sudafrica – è un fenomeno complesso nel quale rientrano ragioni di carattere politico ed economico. È un tema serio che tocca migliaia di persone e che potrebbe essere risolto attraverso profonde riforme che incidano nel tessuto sociale”.
Il Sudafrica è una nazione potenzialmente ricca. Ha un buon tessuto industriale e grandi risorse minerarie . Se fossero attuate politiche di redistribuzione, avrebbe quindi i mezzi per crescere in modo equilibrato e far uscire dalla miseria quel 20% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà.
“Dalla fine dell’apartheid – continua padre Filippo – la politica non è stata in grado di dare una svolta profonda all’economia nazionale e di venire incontro alle esigenze dei più poveri. Le township sono ancora abitate da persone che vivono con pochissime risorse. L’impatto con l’arrivo di migliaia di migranti rappresenta quindi una miscela esplosiva. I sudafricani poveri vedono come fumo negli occhi questi nuovi arrivati. Anche se, da una nostra ricerca, emerge che gli immigrati, aprendo negozi e piccole attività, sono un motore di sviluppo che aiuta anche i sudafricani”.
Nelle violenze, spesso vengono distrutte le abitazioni e le imprese dei migranti. Di fronte a questi attacchi la politica ha un atteggiamento ambiguo. Le alte cariche istituzionali condannano gli attacchi. Molti esponenti politici però soffiano sul fuoco. “Non è un caso che gli attacchi tornino proprio con l’avvicinarsi delle elezioni che si terranno il 7 maggio” continua padre Filippo. “Molti candidati, per ottenere facili consensi, contrappongono i sudafricani ai migranti. Le persone più umili si fanno convincere da questi argomenti e gli animi si accendono. Va tenuto anche conto che in Sudafrica, come in molti altri Paesi africani, il voto è molto legato all’etnia. Quindi, elettoralmente parlando, funziona molto, purtroppo, la contrapposizione con chi non appartiene al proprio gruppo sociale”.
A livello parlamentare si sta cercando di restringere le maglie degli arrivi, rendendo più difficile il riconoscimento dello status di rifugiato. “La legge sul diritto di asilo è molto liberale mentre quella sui migranti è molto restrittiva”, osserva padre Filippo. “Così molti migranti fanno richiesta di asilo e il sistema sta collassando con tempi di attesa sempre più lunghi per il riconoscimento della protezione umanitaria. Si creano sacche di migranti in attesa di una risposta e di migranti illegali. In questi mesi è tornata d’attualità nel dibattito politico una stretta sugli ingressi. Vedremo a cosa porterà”.
ASIA/PAKISTAN - Solidarietà dei Vescovi cattolici allo Sri Lanka dopo gli attentati
26/04/2019

Islamabad - La Commissione nazionale per la giustizia e la pace della Conferenza episcopale cattolica del Pakistan ha condannato fermamente gli attacchi orribili e mortali dello Sri Lanka la domenica di Pasqua, ed esprime profonda tristezza per la perdita di vite preziose e innocenti. In una dichiarazione congiunta pervenuta a Fides l’Arcivescovo Mons. Joseph Arshad, Presidente della NCJP, P. Emmanuel Yousaf, direttore nazionale, e il direttore esecutivo Cecil Shane Chaudhry, hanno dichiarato che questo attacco è la prova di un'ondata crescente di estremismo e radicalizzazione in tutto il mondo. Pertanto i governi di tutto il mondo devono migliorare le misure di sicurezza specifiche per i luoghi di culto.
Il Presidente della Conferenza episcopale cattolica pakistana e presidente del NCJP, l'Arcivescovo Joseph Arshad, ha condannato fermamente questo atto disumano il giorno di Pasqua e ha pregato per le anime dei defunti e delle loro famiglie, presentando le sue condoglianze a coloro che sono stati colpiti. L'Arcivescovo ha dichiarato: "Tutta la comunità cristiana e la Chiesa in Pakistan sono profondamente rattristate da questo orribile atto. Mentre preghiamo per le anime dei defunti, chiediamo al Signore di dare forza alle famiglie ferite e afflitte. E i perpetratori di questo atto atroce siano consegnati alla giustizia”.
“E’ molto triste e straziante il fatto che questi terroristi abbiano attaccato varie chiese e hotel nello Sri Lanka la domenica di Pasqua. Condanno questi orribili attacchi che hanno ucciso più di 300 persone e ferito circa 500" ha detto l'Arcivescovo Sebastian Francis Shaw durante l’incontro di preghiera tenutosi nella Cattedrale del Sacro Cuore di Lahore questa settimana. "Abbiamo organizzato un incontro per pregare per le vittime di questi orribili attacchi, in particolare abbiamo invitato i nostri amici dello Sri Lanka che sono in Pakistan, per mostrare loro la nostra solidarietà e unità e che apprezziamo il buon lavoro dei nostri sacerdoti, dei religiosi, delle religiose, dei laici dello Sri Lanka che sono e sono state impegnate in Pakistan, specialmente nel campo dell'educazione" ha detto a Fides l'Arcivescovo.
Mons. Shaw ha anche guidato una manifestazione pacifica e tenuto una conferenza stampa il martedì di Pasqua con i suoi amici musulmani, per mostrare solidarietà al popolo dello Sri Lanka. I bambini delle scuole cattoliche e delle scuole islamiche si sono uniti alla manifestazione pacifica tenendo in mano cartelli con messaggi di solidarietà per le persone colpite e invocando la pace.
Il Vescovo di Hyderabad , Mons. Samson Shukardin, OFM, ha pregato per le vittime di questi attentati suicidi e per il recupero delle persone ferite. Parlando all'Agenzia Fides, il Vescovo ha dichiarato: “È molto rattristante per l'intera umanità, i terroristi fanno le loro cose liberamente e uccidono le persone. Nessuna delle religioni insegna questo e nessuno dei terroristi sta seguendo nessuna delle religioni". Quindi aggiunge: "Penso che abbiano i loro programmi personali nascosti, incoraggio il governo dello Sri Lanka a fornire adeguata sicurezza ai luoghi religiosi per la protezione della loro gente innocente”.
ASIA/VIETNAM - L’Arcivescovo Dal Toso in Vietnam per incoraggiare l’animazione missionaria
26/04/2019

Hochiminh Ville - L’Arcivescovo Giampietro Dal Toso, Segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie , si trova in Vietnam, per una visita dedicata ad incontrare gli operatori pastorali impegnati nell’animazione missionaria, soprattutto in vista della preparazione e della celebrazione del Mese Missionario Straordinario dell’Ottobre 2019.
Nella fitta agenda di Mons. Dal Toso figura in primo luogo l’incontro con i Vescovi che formano la Conferenza episcopale del Vietnam, guidata da Mons. Joseph Nguyen Chi Linh, che avrà luogo oggi pomeriggio . Tra incontri e visite che segnano questi giorni, domani, 26 aprile, il Presidente delle POM parlerà della realtà delle POM e dell’urgenza dell’impegno missionario ai sacerdoti e ai superiori dei religiosi e delle religiose riuniti a Xuan Loc, rispondendo quindi alle loro domande. Nel Seminario maggiore Saint Joseph a Xuan Loc avrà luogo nel pomeriggio l’incontro con formatori e seminaristi. Sabato 27 aprile, ad Hochiminh Ville, l’Arcivescovo incontrerà seminaristi maggiori, sacerdoti, religiosi, religiose e laici impegnati nelle attività di animazione missionaria. Secondo l’Annuario Statistico della Chiesa, in Vietnam i cattolici sono 6.835.000 su una popolazione di 92.695.000 abitanti.
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e della cooperazione missionaria...
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spirituale e materiale dei bambini nel nome di Gesù
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...suscitare nella Chiesa la passione per la missione
e muovere le comunità cristiane a cooperare all’evangelizzazione...
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DELL' INFANZIA
MISSIONARIA
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L’Unione Missionaria, anima delle altre Opere Missionarie, è un’associazione di clero, religiosi/e e laici, che si propone di suscitare nella Chiesa la passione per la missione, di contribuire alla formazione missionaria e a spingere le comunità cristiane a cooperare e prendere parte attiva all’attività di evangelizzazione.

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