ASIA/CAMBOGIA - Istruzione e impresa sociale: i progetti della Chiesa cambogiana
01/05/2017

Belmont - La Chiesa in Cambogia è direttamente impegnata in programmi educativi e sociali. In un paese al 98% buddista, “è importante che la Chiesa cattolica possa offrire la sua piena collaborazione per ricostruire un sistema educativo lasciato a pezzi dopo il regime Khmer rossi degli anni '70”: lo ha affermato il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh, partecipando a un incontro a Belmont, in cui ha ringraziato i sostenitori e donatori come Catholic Mission Australia.
Incontrando i fedeli nella chiesa cattolica di San Francesco Saverio a Belmont, il vescovo ha condiviso il progetto di una impresa sociale per le persone svantaggiate, avviata nella periferia della capitale cambogiana. Il progetto include una scuola superiore agricola e tecnica, programmi di formazione per le imprese sociali e l'istituto di San Paolo, che prepara i giovani a cambogiani anche alla formazione professionale.
Il Vescovo ha raccontato che gli studenti dell'Istituto conseguano ottimi risultati scolastici, rendendo nota l'intenzione di “espandere l'intero programma per garantire che le persone ancora più svantaggiate abbiano l'opportunità di studiare o imparare ua professione”.
Un altro settore in cui la Chiesa è presente è l'agricoltura “olistica” e sostenibile, portata avanti dall'impresa sociale che si sta sviluppando a Phnom Penh con il sostegno di Catholic Mission, ovvero il network della Pontificie Opere Missionarie australiane.
“Grazie al sostegno finanziario e la preghiera, la nostra piccola Chiesa ha trovato molti modi pratici e vitali per comunicare il volto misericordioso di Dio a coloro che ne hanno bisogno in Cambogia. Sono qui per ringraziarvi per la vostra generosità e carità”, ha rimarcato mons. Schmitthaeusler .
ASIA/TURCHIA - Una reliquia dell’apostolo Filippo in dono al Patriarca di Costantinopoli
01/05/2017

Smirne - Il 9 maggio nella cattedrale di San Policarpo a Smirne una delegazione dell’Ordine dei Frati minori conventuali consegnerà al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo una reliquia dell’apostolo Filippo di Bethsaida. Come appreso da Fides, la consegna avverrà durante una celebrazione ecumenica cui parteciperà l’Arcivescovo cattolico di Smirne, mons. Piretto. La reliquia si trova nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma. La delegazione dei francescani sarà formata da: fra Agnello Stoia, parroco della Basilica, fra Silvestro Bejan, del Sacro Convento di Assisi e Delegato generale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e fra Martin Kmetec del Convento di Sant’Antonio a Istanbul e Custode d’Oriente. Un altro parroco di Roma, P. Davide Carbonaro, si unirà alla delegazione, insieme ad alcuni fedeli, tra i quali il prof. Francesco D’Andria, l’archeologo che ha scoperto il sito dove l’apostolo è stato crocifisso e deposto a Hierapolis .
L’evento parte dalla ricognizione degli apostoli Filippo e Giacomo minore, che si è svolta lo scorso anno presso la Basilica dei Santi XII Apostoli, a Roma, dove sono custoditi i loro corpi dal VI secolo.
L’Arcivescovo cattolico di Smirne è venuto a venerare le reliquie e ha consegnato al parroco della Basilica una richiesta da parte della comunità cattolica e ortodossa locale; inoltre anche il Patriarca ecumenico Bartolomeo è particolarmente devoto a san Filippo. "Siamo felici di rinsaldare rapporti di amicizia e di comunione ecclesiale tra Roma e Costantinopoli nel nome di san Filippo e di san Francesco d’Assisi. Ci sentiamo nell’abbraccio di Paolo VI e di Atenagora, di Papa Francesco e del patriarca Bartolomeo", dichiara, in un nota inviata a Fides, fra Agnello Stoia OFMconv.
San Filippo di Bethsaida è menzionato nei Vangeli come uno dei dodici apostoli di Cristo. Filippo giunse a Hierapolis, in Frigia, e predicò il cristianesimo. Il proconsole locale lo fece inchiodare a un albero a testa in giù, come è rappresentato nell'iconografia tradizionale.
AFRICA/EGITTO - Fonti copte ortodosse: il Papa e il Patriarca potrebbero firmare una dichiarazione con riferimenti alla prassi dei ri-battesimi
01/05/2017

Il Cairo – Il Vescovo copto ortodosso Raphael, Segretario del Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa, ha smentito e respinto come fuorvianti alcune indiscrezioni, circolate sui media egiziani alla vigilia della visita di Papa Francesco in Egitto, riguardanti la questione controversa dei cosiddetti “ri-battesimi” amministrati a nuovi fedeli provenienti da altre confessioni cristiane. In un comunicato, diffuso a nome del Santo Sinodo della Chiesa Copta ortodossa, Anba Raphael ha rigettato “le dicerie circolate sui media, redatte senza aver letto la dichiarazione ufficiale che sarà firmata durante la visita del Papa riguardo al battesimo”. Per mettere a tacere le illazioni fuorvianti circolate su media egiziani, la segreteria del Santo Sinodo copto ortodosso ha reso noto sul suo account facebook il passaggio riferito alla questione dei ri-battesimi contenuto in una dichiarazione comune che il Patriarca copto ortodosso Tawadros II e il Vescovo di Roma potrebbero sottoscrivere, in occasione della visita papale in Egitto. In tale passaggio, senza senza parlare di accordi, si fa accenno al cammino intrapreso dalle Chiese per porre fine alla prassi di ribattezzare i fedeli che passano da una Chiesa all'altra. “In obbedienza allo Spirito Santo, che santifica la Chiesa, la custodisce attraverso i tempi e la guida per giungere all’unità perfetta, per la quale Ctristo ha pregato” - si legge nel brano del testo, diffuso da Anba Raphael nella versione predisposta in arabo, e pervenuto all'Agenzia Fides, “oggi Noi, Papa Francesco e Papa Tawadros II, per rallegrare il cuore del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, ed anche i cuori dei nostri figli nella fede, ci sforziamo con diligenza a cuore sincero a non ripetere il sacramento del battesimo, praticato nelle nostre chiese, a favore della persona chi intende unirsi all’altra Chiesa, secondo l’insegnamento della Sacra Scrittura e la dottrina dei tre Concili ecumenici di Nicea, di Costantinopoli e di Efeso. Imploriamo Dio Padre” continua il brano riportato da Anba Raphael “di guidarci nei tempi e nei modi voluti dallo Spirito Santo per arrivare fino all’unione perfetta del corpo mistico di Cristo”.
La controversa prassi di alcune Chiese d'Oriente che ri-battezzano i nuovi fedeli provenienti da altre realtà ecclesiali costituisce un elemento di oggettiva sofferenza nelle relazioni ecumeniche, e un ostacolo sul cammino verso il ripristino della piena comunione sacramentale tra quelle Chiese e la Chiesa cattolica. .
AMERICA/ECUADOR - Un Vescovo missionario alla guida della Conferenza Episcopale
01/05/2017

Quito – La Conferenza Episcopale Ecuadoriana ha eletto come suo nuovo Presidente il comboniano Mons. Eugenio Arellano Fernández, M.C.C.I., Vescovo del Vicariato Apostolico di Esmeraldas. Succede a Mons. Fausto Trávez Trávez, attuale Arcivescovo di Quito.
La CEE è riunita in Assemblea plenaria presso il Centro di Formazione Sociale Bethania, a Quito.
L'incontro, iniziato il 26 aprile, prevede per oggi 28 aprile, la presentazione dei membri della nuova Presidenza, vale a dire: S.E. Mons. Arellano, Presidente, S.E. Mons. Luis Cabrera, OFM, Arcivescovo di Guayaquil, Vice presidente e S.E. Mons. René Coba, Vescovo Castrense come Segretario Generale. Inoltre p. Mauro Cuevas è Segretario aggiunto della CEE.
La nota inviata a Fides da una fonte locale riporta il grande risalto dato attraverso le reti sociali, alla scelta di un Vescovo missionario alla guida della Chiesa in Ecuador. Spagnolo di nascita, missionario comboniano, Mons. Eugenio Arellano Fernández è stato eletto alla guida del Vicariato Apostolico di Esmeraldas il 1 giugno 1995. E’ stato sempre un missionario che ha difeso i giovani e la famiglia , ha avuto un ruolo importante anche nell'organizzazione sociale nella zona, al punto di partecipare a qualche manifestazione pacifica e di essere segnalato dallo stesso Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa.

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