VATICANO - “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”: pubblicata in tutte le lingue la Guida al Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019
17/02/2019

Città del Vaticano - E' stata pubblicata ed è disponibile per parrocchie, associazioni, istituti, la speciale Guida per il Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019, dal tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Si tratta di un sussidio multilingue "realizzato con i contributi provenienti da cristiani di tutto il mondo e rivolto ai cristiani di tutto il mondo. Un lavoro di comunione ecclesiale, che è stato possibile grazie alla mediazione delle Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie presenti nei vari paesi", rileva la presentazione del testo firmata da p. Fabrizio Meroni, PIME, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria
E' uno strumento nato in clima “sinodale” per servire le Chiese locali nei loro bisogni di formazione e animazione missionaria, e per preparare e vivere il Mese Missionario Straordinario voluto da Papa Francesco in occasione del centenario di promulgazione della Lettera apostolica Maximum Illud di Papa Benedetto XV .
I testi presentati serviranno a ispirare la creatività delle Chiese locali e dei loro cristiani nell’affrontare le sfide inerenti all’evangelizzazione a partire dalla missio ad gentes e dal proprio contesto.
Link correlati :Leggi la presentazione completa della Guida su Omins Terra
AMERICA/STATI UNITI - Chiesa e autorità locali si impegnano a trovare una nuova sede per un centro d’accoglienza per migranti
17/02/2019

Texas – "Sono delusa dalla decisione, ma grata per il continuo sostegno della città di McAllen, della meravigliosa comunità e del sindaco Jim Darling", ha detto in una dichiarazione alla stampa Suor Norma Pimentel, delle Missionarie di Gesù, direttrice della Catholic Charities del Rio Grande Valley , dopo che le autorità municipali di McAllen, in Texas, hanno intimato al centro d'assistenza per migranti da lei gestito di lasciare l’attuale sede entro 90 giorni.
“Apprezziamo molto l'opportunità offerta dalla città di trovare una nuova sede. Continueremo a collaborare con la città di McAllen negli sforzi per trattare le famiglie di migrati in modo equo e umano, e garantire che tutti agiscano in modo conforme alle leggi sull'immigrazione esistenti".
L'ordinanza è state emessa a seguito di denunce presentate da parte dei vicini della struttura. Il sindaco Jim Darling ha votato per trasferire il centro, ma si è impegnato pubblicamente a trovare una nuova sede.
Il centro è attualmente ospitato in una ex casa di cura e ha ricevuto centinaia di migranti e rifugiati che attraversano il confine tra Stati Uniti e Messico. Dalla sua apertura nel 2014, ha cambiato più volte la sua posizione a causa del crescente numero di nuovi arrivati, per potere dare pasti, docce e cure migliori.
Su Twitter, il vescovo di Brownsville, Mons. Daniel Flores, ha dichiarato: "La decisione della Commissione municipale di McAllen è per molte persone sconfortante, tuttavia, ho ancora speranza di una proficua collaborazione con la città". Il Vescovo ha detto che la Diocesi e le organizzazioni di beneficenza cattoliche si sono impegnate a trovare un nuovo luogo per continuare il lavoro del Centro d'accoglienza.
La notizia della decisione della città di spostare le strutture del centro arriva in un momento in cui l'immigrazione è ancora al centro del dibattito nazionale, in particolare sul finanziamento del muro di confine proposto dal presidente Donald Trump che ha dichiarato proprio ieri l'emergenza nazionale per potere procedere con la sua costruzione.


AFRICA/BURKINA FASO - Missionario salesiano di nazionalità spagnola ucciso in un assalto di jihadisti
17/02/2019


Ouagadougou - Ucciso un missionario salesiano spagnolo in Bukina Faso. Secondo quanto appreso dall’Agenzia Fides, p. Antonio César Fernández Fernández è rimasto vittima nel primo pomeriggio di ieri 15 febbraio di un attacco jihadista perpetrato a quaranta chilometri dal confine meridionale del Burkina Faso. Il salesiano è stato colpito da tre colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in un auto insieme a due confratelli della comunità di Ouagadougou. I tre stavano rientrando da Lomé , dove avevano partecipato alla prima sessione del Capitolo provinciale dell'Ispettoria salesiana dell'Africa occidentale francofona .
L’auto dove viaggiava p. Fernández e i suoi confratelli, che sono rimasti illesi, è rimasta coinvolta nell’assalto contro il posto di controllo doganale di Nouhao al confine con il Ghana e il Togo. Nell’assalto, perpetrato da un gruppo jihadisti, oltre al missionario spagnolo sono stati uccisi quattro doganieri del Burkina Faso.
Nel Burkina Faso si moltiplicano gli scontri tra le forze di sicurezza e alcuni gruppi jihadisti che agiscono pure in Mali e in Niger. L’assalto di ieri però è il primo che si registra nella parte centro-orientale del Paese.

P. Antonio César Fernández Fernández, aveva 72 anni e ne aveva serviti 55 come salesiano e 46 come sacerdote. Nato a Pozoblanco il 7 luglio 1946 è stato missionario in diversi Paesi africani dal 1982, anno dell’inizio della presenza salesiana in Togo, la sua prima destinazione. Ha lavorato come istruttore dei novizi e ha prestato servizio, tra le altre funzioni, come delegato dell'AFO nel Capitolo generale 25 . Attualmente stava svolgendo il suo ministero in Burkina Faso.
ASIA/PAKISTAN - I francescani: "Il Pakistan ha urgente bisogno di pace e armonia”
17/02/2019

Karachi - "Operiamo perché le persone rimangano in unità, pace e armonia. Stiamo promuovendo il dialogo tra persone appartenenti a varie fedi, tribù ed etnie. Grazie al dialogo, si sviluppano buone e feconde relazioni”: lo dice a Fides il Vescovo Samson Shukardin, dell’ordine dei Frati Minori , che guida la comunità nella diocesi cattolica di Hyderabad. E aggiunge: "Il dialogo è un bisogno urgente di tempo. San Francesco d'Assisi, si è fatto avanti per fermare la guerra e per avere un dialogo con il Sultano. Oggi il mondo ha bisogno di dialogo a tutti i livelli, per sviluppare la comprensione e aiutare l'umanità a vivere in pace”.
Il Vescovo osserva: "Nel contesto del Pakistan, vediamo l'odio e la discriminazione da parte della gente della mentalità fondamentale. I francescani in Pakistan lavorano per eliminare l'ingiustizia, la disuguaglianza, l'odio e la discriminazione attraverso la pace e l'amore. E aggiunge: "La celebrazione dell’anniversario dell'incontro tra San Francesco d'Assisi e il Sultano, 800 anni fa, è un'opportunità per noi di fare di più per svolgere il nostro ruolo nel coltivare l'umanità, la fraternità e la pace in Pakistan".
Sono diverse le attività in programma per celebrare l’evento: del 1219: p. Qaisar Feroz OFM Cap, che ha organizzato una iniziativa in occasione della Giornata internazionale della pace, dichiara a Fides: "In Pakistan dobbiamo promuovere la spiritualità di San Francesco d'Assisi, in particolare la sua spiritualità di pace e armonia. Dobbiamo rispettare le persone di tutte le fedi e lavorare per creare una società in cui tutti possano vivere in pace e armonia".
E prosegue. “Di fronte a chi diffonde odio, settarismo e violenza, abusando della religione, lo storico incontro tra il nostro amato Santo e il Sultano diffonde un messaggio di pace, per aprire un cammino di dialogo tra persone di varie comunità che vivono in Pakistan".
Fr. Francis Nadeem OFM Cap, il Custode dei cappuccini in Pakistan e Segretario esecutivo della Commissione nazionale per il dialogo interreligioso e l'ecumenismo parlando a Fides rimarca : "Come seguaci di San Francesco d'Assisi, stiamo lavorando per far vivere le persone in fraternità: con l'aiuto dei nostri amici musulmani anche raggiungeremo persone con una mentalità fondamentalista per promuovere la missione di pace e armonia”.
Fr. Nadeem Piaray Lal OFM, un sacerdote che vive a Karachi, nota: "La Chiesa gestisce scuole e ospedali in Pakistan, un eccellente esempio di promozione dell'armonia. Attraverso i nostri istituti organizzati possiamo lavorare di più per diffondere e testimoniare il messaggio evangelico di pace e riconciliazione nella società”. “Seguendo le orme di Gesù Cristo e di e San Francesco siamo chiamati a vivere l’amore verso prossimo, conclude p. Eric Rassani OFM.
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