ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Cuddapah
11/12/2018

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cuddapah , presentata da S.E. Mons. Prasad Gallela.
ASIA/GIORDANIA - Website pubblica immagine irriverente di Gesù. Le scuole del Patriarcato latino protestano
11/12/2018

Amman - Le scuole della Giordania che fanno capo al Patriarcato latino di Gerusalemme hanno protestato in maniera veemente nei confronti del website Al Wakeel, che nei giorni scorsi aveva suscitato scandalo tra i cristiani del Regno Hascemita pubblicando un'immagine irriverente nei confronti di Gesù. L'immagine in questione ritraeva un noto chef turco a servizio di Gesù e degli Apostoli, nella scena dell'Ultima Cena. In un comunicato, diffuso a nome di tutti i lavoratori dipendenti, sia cristiani che musulmani, le scuole del Patriarcato Latino presenti in Giordania hanno rimarcato la gravità dell'atto dissacratorio, chiedendo al Ministero della Pubblica Istruzione di biasimare e perseguire anche a livello giudiziario l'offesa inferta ai cristiani. Nel delicato momento vissuto dalla società giordana – sottolineano i responsabili delle scuole del Patriarcato latino – un comportamento del genere rischia di accrescere sentimenti di intolleranza e rifiuto degli altri. A tale riguardo, i portavoce delle scuole del Patriarcato latino hanno chiesto anche di velocizzare il processo di aggiornamento dei curriculum scolastici, rimuovendo tutti i contenuti che possono essere utilizzati per fomentare sentimenti settari negli allievi delle scuole di ogni ordine e grado.
Il website al Wakeel ha ritirato l'immagine offensiva nei confronti di Gesù, e ha diffuso un messaggio di scuse in cui si nega ogni intenzione di offendere i “fratelli cristiani della nostra amata patria”. I responsabili del sito web hanno attribuito la pubblicazione dell'immagine dissacratoria all'errore fi un dipendente, annunciando misure disciplinari punitive nei suoi confronti. Un comitato di cristiani di Fuheis è intervenuto sulla vicenda, ipotizzando che la scelta infelice del sito web, nell'imminenza delle celebrazioni per il Santo Natale, mirasse anche a distrarre l'opinione pubblica giordana in un frangente sociale e politico delicato, che vede crescere nel Regno Hascemita le proteste e i sintomi di disagio popolare davanti al carovita e ai fenomeni di corruzione. .
AMERICA/NICARAGUA - Festeggiamenti in tono minore per l’Immacolata, a Leon le chiese sono rimaste chiuse
11/12/2018

Leon – La festa della "Gritería", nella solennità della Vergine Maria detta “la Purísima”, come viene chiamata in Nicaragua la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, c'è una tradizione popolare che si tramanda dalla fine del secolo XVIII. La sera del 7 dicembre i fedeli escono a gruppi per visitare gli altari preparati in onore della Madonna in diversi punti della città, e alla fine tutti si ritrovano nella Cattedrale o nella chiesa principale del luogo. Durante il percorso si prega, si canta e qualcuno ripete una domanda ad alta voce: "Qual è la causa di tanta gioia?" e la gente risponde gridando: "La Concezione di Maria". Il gruppo quindi fa una sosta davanti all’altare preparato, si prega e si canta alla Vergine, a volte si mangia e si beve qualcosa, quindi si continua verso un altro altare.
Questa tradizione si continua a ripetere in tutte le città del Nicaragua e anche in altri paesi dove ci sono gruppi di nicaraguensi, come Stati Uniti e Costa Rica. Con il passare degli anni, ogni città ha contribuito ad arricchire questa celebrazione: a Managua si aspetta la mezzanotte per vedere i fuochi d'artificio che sono spettacolari; a Chinandega si esibiscono cantanti famosi e le chitarre sono protagoniste della musica locale; a Granada sono famosi gli altari di ogni quartiere, particolarmente belli e curati, in concorrenza fra i quartieri; a Leon gruppi di ballerini guidano i fedeli nella visita agli altari allestiti nei parchi di ogni zona, praticamente tutta la città scende in strada per celebrare la festa.
La festa di questo anno 2018 è stata tuttavia in tono minore: a Leon, dove l’immagine della Madonna di ogni altare veniva incorniciata con tantissimi fiori di tutti i colori, quest’anno l’addobbo è stato molto austero e semplice, con solo i colori blu e bianco della bandiera nicaraguenze, in segno di protesta per gli oltre 500 prigionieri politici detenuti dal governo.
L'Agenzia Fides ha ricevuto la testimonianza di un gruppo di nicaraguensi di Leon. Qui, a pochi metri dal luogo dove venne assassinato il 14 giugno, con un colpo di arma da fuoco al petto, un giovane ministrante, Sandor Dolmus, la sua famiglia ha aperto la casa per accogliere i fedeli. Ai piedi dell'altare dell'Immacolata c'era il ritratto di questo giovane di 15 anni, con uno sguardo fiero, la bandiera del Nicaragua e un'immagine del Santissimo pitturata sulla maglietta, simbolo della sua appartenenza al gruppo di quanti sono al servizio dell’altare. Sul marciapiede della piccola casa, situata nel quartiere di San Juan a León, c'erano i parenti di questa vittima della repressione, che pregavano e accoglievano i fedeli che arrivavano. "Doveva essere qui - ha detto una cugina -, se non fosse stato ammazzato il 14 giugno. Voleva indossare la sua tunica bianca, per assistere il Vescovo Bosco Vivas sull'altare maggiore della Cattedrale di Leon".
Alle 6 del pomeriggio Mons. Vivas ha aperto le celebrazioni, ma in confronto agli anni passati, quando non c'era spazio per camminare per la tanta gente, quest’anno 2018 la gente era veramente poca e si riusciva a vedere bene il gruppo dei militari che circondava la Cattedrale e la piazza davanti, per seguire da vicino i movimenti delle persone. Colpisce molto, secondo la nota pervenuta a Fides, il fatto che le chiese della città di Leon siano rimaste chiuse e siano mancati i segni della festa, nel giorno più sentito dal Nicaragua cattolico.

AFRICA/CONGO RD - Elezioni presidenziali: l’opposizione si presenta divisa
11/12/2018

Kinshasa - L’opposizione si presenta divisa alle elezioni presidenziali congolesi del 23 dicembre. Come rimarca una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo, vi sono due coalizioni elettorali che sfideranno il candidato del partito del Presidente uscente, Joseph Kabila, “il campo di Bemba-Katumbi-Muzito, con la coalizione Lamuka, il cui candidato è Martin Fayulu, e il campo UDPS-UNC, con la coalizione Verso il cambiamento, il cui candidato è Felix Tshisekedi”.
Quest’ultimo ha firmato il 23 novembre, a Nairobi, in Kenya, un accordo con Vital Kamerhe , per presentarsi insieme alle prossime elezioni .
“Secondo vari osservatori, in elezioni presidenziali a un solo turno, in cui sarà eletto il candidato che otterrà la maggioranza relativa, questa divisione andrebbe a scapito dell’opposizione e favorirebbe il candidato unico del campo politico del presidente uscente Joseph Kabila, il Fronte Comune per il Congo , il cui candidato è Emmanuel Ramazani Shadary” afferma la nota.
“Mentre l’inizio della campagna elettorale è ufficialmente previsto per il 22 novembre, restano ancora molte incertezze” continua la nota. “In primo luogo, c’è un’assoluta mancanza di consenso circa l’utilizzazione della macchina per votare. Gran parte dell’opposizione e dei 21 candidati alle elezioni presidenziali vi si oppongono, considerando che essa non è né affidabile né legale. Lo stesso vale per il registro elettorale, che alcuni considerano "corrotto", soprattutto a causa dei 6 milioni di elettori registrati senza impronte digitali. Molti dubitano che, in queste condizioni, i risultati elettorali possano essere accettati da tutti. Un’altra fonte di incertezza: la formazione dei circa 500.000 agenti elettorali, protagonisti essenziali per il buon svolgimento delle elezioni, è iniziata ma è in ritardo”
In un messaggio, i Vescovi congolesi hanno espresso le loro preoccupazioni sul voto, ricordando la questione delle macchine elettorali e la mancata applicazione delle misure previste dall’Accordo del 31 dicembre 2016 per il rasserenamento del clima politico. “Le elezioni non sono un fine in se stesso. Saranno utili solo se siamo consapevoli di ciò che deve essere cambiato per l’avvento di un Congo più bello di prima. Ciò che oggi è in gioco è l’unità del nostro Paese, l’integrità del nostro territorio nazionale, la giustizia, la pace e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione” sottolineano i Vescovi.

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