ASIA/SIRIA - A Aleppo la preghiera dei bambini. Per implorare la fine delle stragi di bambini
25/09/2016

Aleppo – Centinaia di bambini e bambine di Aleppo, cristiani e musulmani, si incontreranno il 6 ottobre, per chiedere con le loro preghiere che nella città martoriata in cui vivono, e in tutta la Siria, si fermi la spirale di morte scatenatasi in questi ultimi giorni con particolare crudeltà proprio sui più piccoli e inermi. Lo riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Boutros Marayati, alla guida dell'arcieparchia armena cattolica di Aleppo. L'iniziativa, partita su impulso dei Padri Francescani, coinvolgerà in primo luogo gli alunni delle scuole. Metteranno anche le loro firme e le loro impronte su un appello per chiedere ai potenti del mondo di por fine alle stragi che si accaniscono con particolare crudeltà sui bambini, che in tuttte le guerre sono i più vulnerabili. “Ma soprattutto pregheranno. Pregheranno per tutti i loro coetanei. E confidiamo nel fatto che la preghiera dei bambini è più potente della nostra”, aggiunge l'Arcivescovo Marayati.

I bombardamenti e le stragi di civili hanno manifestato proprio a Aleppo in maniera devastante il naufragio della tregua fragile e parziale proclamata meno di due settimane fa. A questo riguardo, l'Arcivescovo Marayati è in grado di fornire notizie di prima mano su ciò che sta avvenendo – potrebbe avvenire – nella metropoli siriana: “Mercoledì scorso - riferisce l'Arcivescovo armeno cattolico – i rappresentanti del governo e dell'esercito siriani hanno convocato una riunione per spiegare che di lì a poco avrebbero diffuso un appello alla popolazione civile insediata nei quartieri sotto il controllo dei ribelli. L'appello, diffuso con la televisione e coi social network, avvertiva che sarebbero stati lasciati aperti dei varchi per permettere alla popolazione di lasciare quei quartieri, e dirigersi in aree indicate come sicure, senza timore di subire rapprresaglie. In effetti, molte famiglie di civili hanno lasciato quei quartieri e sono state accolte nella zona controllata dall'esercito governativo, a conferma che l'appello era in qualche modo arrivato a destinazione. Per i gruppi che arrivavano, sono state presdisposte anche strutture abitative per l'accoglienza. Ma non è stata un'evacuazione di massa. Forse molti non possono uscire. E l'appello conteneva anche una data di scadenza, e l'ultimatum scade nei prossimi giorni. C'è dunque il pericolo che si scateni presto un nuovo vortice di bombe e di sangue, se le potenze che stanno dietro alle due parti in guerra non decidono di porre davvero fine a questa guerra sporca”. .
ASIA/GIORDANIA - Elezioni, l'Arcivescovo Lahham: tutti bocciati i cristiani candidati nelle liste islamiste
25/09/2016

Amman – Tra i 130 membri del nuovo Parlamento giordano promossi alle elezioni politiche del 20 settembre, i legislatori di fede cristiana saranno 9, pari al numero minimo “garantito” alla minoranza cristiana dal sistema delle quote elettorali. “ Ma tra loro” - riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del patriarcato latino di Gerusalemme “non c'è nessuno dei candidati cristiani che si erano presentati con le liste dei gruppi islamisti, che pure hanno avuto un buon risultato elettorale”.
Il sistema delle quote – spiega a Fides l'Arcivescovo Maroun – prevede che in ogni lista - comprese quelle di matrice islamista. ispirate da gruppi vicini alla Fratellanza Musulmana – compaiano tra i candidati almeno una donna, un cristiano e un membro della minoranza circassa e cecena. Per questo alcuni candidati cristiani, ad esempio a Amman e a Madaba, hanno accettato di presentarsi alle elezioni nelle liste islamiste. “Ma poi gli elettori di orientamento islamista hanno concentrato i loro voti sui candidati della propria corrente, lasciando fuori dal Parlamento tutti i cristiani che si erano candidati in quelle liste”.
I risultati elettorali confermano che il blocco guidato dal Fronte d'Azione Islamico, braccio politico dei Fratelli Musulmani in Giordania, è tornato in Parlamento, ottenendo 15 seggi su 130, dopo che le forze islamiste avevano boicottato le elezioni legislative nel 2010 e nel 2013. Si tratta del blocco politico più compatto e organizzato, visto che gli altri candidati eletti sono in buona parte rappresentanti di gruppi clanici o tribali uniti tra loro soltanto dal condiviso lealismo nei confronti della Monarchia Hascemita. “In ogni caso” fa notare l'Arcivescovo Lahham “non è detto che i parlamentari islamisti si porranno in una posizione di opposizione frontale nei confronti dell'attuale assetto politico della Giordania: gli elementi più fanatici non sono stati eletti, e quelli tra loro che sono entrati in Parlamento rappresentano l'ala politica più competente, in grado di trattare con gli altri parlamentari e con il governo secondo le logiche proprie della dialettica politica”.
Oltre alla quota destinata ai cristiani, la legge giordana riserva 15 seggi parlamentari alle donne
e tre a circassi e ceceni. Solo 56 membri del vecchio Parlamento sono stati rieletti. E anche tra i parlamentari cristiani si è registrato un notevole cambio della guardia: “Dei 9 battezzati eletti” conferma a Fides l'Arcivescovoo Lahham “solo tre facevano già parte della precedente Assemblea parlamentare. Gli altri sei sono “matricole' ”. Agenzia Fides 24//2016).
AMERICA/COLOMBIA - L'Arcivescovo Castro: “La Colombia è di fronte ad un appuntamento con la storia”
25/09/2016

Bogotà – Lunedì 26 settembre a Cartagena , davanti a capi di Stato e autorità da tutto il mondo, si svolgerà l'atto solenne della firma del trattato di pace tra governo colombiano e guerriglieri delle Farc. Si tratta di un atto ufficiale, come stabilito dagli accordi raggiunti dopo i dialoghi di Pace a La Avana.
L'Arcivescovo Luis Augusto Castro Quiroga, Presidente della Conferenza episcopale colombiana, ha commentato con la stampa locale questo evento importante: “Siamo molto vicini alla pace" ha detto l'Arcivescovo di Tunja " meglio: siamo molto vicini a mettere fine alla guerra. Questo momento costituisce una gioia e una grazia grande. Per raggiungere il traguardo manca solo un passo: il referendum del 2 ottobre. La Colombia è di fronte ad un appuntamento con la storia, ad uno spartiacque. Il Paese può iniziare a cambiare, a risolvere i suoi problemi”.
Il documento, che si intitola "Acuerdo Final para la Terminación del Conflicto y la Construcción de una Paz Estable y Duradera", sarà firmato davanti ad un nutrito gruppo di delegazioni diplomatiche. Sarà presente anche il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, in rappresentanza del Santo Padre.


ASIA/PAKISTAN - Nell’Anno dell’istruzione, le scuole al centro della pastorale diocesana di Faisalabad
25/09/2016

Faisalabad – Nella diocesi pakistana di Faisalabad, nella provincia del Punjab, l’Anno della misericordia coincide con uno speciale “Anno dell’istruzione”, proclamato dal Vescovo Joseph. Arshad. “Urge crescere nella consapevolezza che lavorare per l’istruzione è un’opera di misericordia: l'istruzione è un importante strumento permette di sviluppare tutte le potenzialità di ogni individuo” ha dichiarato a Fides mons. Arshad, che sta visitando le scuole cattoliche della diocesi, in un “pellegrinaggio” che toccherà tutti gli istituti del territorio, che accolgono numerosi studenti musulmani.
L'obiettivo è “consolidare le istituzioni scolastiche nella diocesi, promuovere una educazione di qualità, aumentare l'interesse degli studenti attuando un insegnamento e apprendimento basato sulle attività”, spiega a Fides, ma anche “motivare i genitori e incoraggiare gli insegnanti a rendere l'istruzione accessibile a tutti, aiutando re gli studenti meritevoli di proseguire gli studi, nonché aumentare il numero di studenti cristiani nelle scuole e diminuire il numero degli abbandoni”.
Durante l’Anno, le scuole stanno organizzando programmi educativi mirati è “si nota dappertutto entusiasmo e fiorente partecipazione. Si tratta di una grande opportunità per gli studenti di sviluppare la loro fiducia e per gli insegnanti per esplorare i talenti nascosti di studenti”, rileva il vescovo dopo aver visitato, nei giorni scorsi, le scuole superiori St. Paul Girls High School, Sacred Hart Convent High School, St. Joseph High School e St. Anthony Girls High School a Faisalabad. Il Vescovo ha incoraggitoa insegnanti, studenti, presidi e operatori dell’amministrazione e le manifestazioni di gioia negli studenti erano visibili. Mons. Arshad rimarca sempre “l’importanza della formazione” e sottolinea le responsabilità e il prezioso ruolo degli insegnanti, che “non passano solo contenuti ma contribuiscono alla formazione umana degli allievi”.
Una delle priorità, osserva il Vescovo è “raggiungere i bambini poveri e bisognosi, specialmente di famiglie cristiane, che non hanno accesso alla scuola”. Per questo è compito delle scuole cristiane “sostenere a livello economico i bambini cristiani di famiglie povere, perché possano seguire il percorso di studi”. A tal fine, ad esempio, la LaSalle High School di Faisalabad offre una riduzione del 50% della retta per gli studenti cristiani. E gli 800 studenti cristiani nella Sacred Heart Convent School ricevono il 40% di riduzione della retta, nota a Fides p.Shafiqe Bashir, Segretario esecutivo del Consiglio diocesano per l’istruzione cattolica. “Siamo fiduciosi – conclude p. Bashir – che le visite che mons. Arshad sta compiendo alle scuole serviranno a motivare insegnanti e studenti e alle scuole per promuovere l'istruzione”.
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