AMERICA/BRASILE - I Segretari esecutivi della CNBB tra gli indigeni Terena
24/07/2016

Campo Grande – Nella fitta agenda di lavoro del loro incontro, tenutosi a Campo Grande dal 18 al 22 luglio, i Segretari esecutivi delle 18 regioni che compongono la Conferenza Episcopale del Brasile , hanno effettuato anche una visita ad una realtà indigena nel municipio di Miranda, diocesi di Jardim.
Come riferisce la nota della CNBB pervenuta all’Agenzia Fides, il 20 luglio i Segretari esecutivi si sono recati nel comune di Miranda, diocesi di Jardim, ed hanno visitato alcuni villaggi abitati dagli indigeni Terena, che solo nella diocesi di Jardim sono più di diecimila, e sono numerosi in tutto il Mato Grosso do Sul.
Accompagnati da p. Antonio Ferreira Catelan e dal Vescovo di Jardim, Sua Ecc. Mons. João Gilberto Moura, i Segretari sono stati accolti nel villaggio di Babaçu - Comunità Nostra Signora Immacolata Concezione, da cacicchi, sciamani e dai leader di dodici villaggi, circa sessanta persone.
Tre di loro hanno presentato alcuni punti ritenuti particolarmente importanti in questo momento: lo sforzo che stanno facendo nei villaggi per salvare e conservare la cultura indigena; il consolidamento dell'identità indigena attraverso le lingue native, le danze e i rituali; la lotta per garantire che le leggi istituzionali sulla demarcazione della terra siano soddisfatte.
Per quanto riguarda la Chiesa, molto apprezzato da loro, i leader indigeni hanno chiesto una maggiore presenza. Per quanto possibile, i sacerdoti facciano delle visite alle famiglie per conoscere meglio la loro realtà e immergersi di più nella cultura indigena. Tra i problemi che hanno citato la mancanza di assistenza sanitaria e l’uso di alcol e droghe. Dopo l'esposizione, i Segretari hanno avviato il dialogo per la maggiore comprensione reciproca tra la Chiesa e la realtà indigena.
Al termine dell'incontro Mons. João Gilberto Moura ha definito la giornata come storica. "Siamo una Chiesa viva, una Chiesa comunione. Molto di quanto è stato detto questo pomeriggio contribuirà a migliorare il nostro lavoro nella diocesi di Jardim e anche nella Chiesa del Brasile”. Per il Vescovo si è trattato del più grande incontro mai realizzato tra la Chiesa e il popolo Terena.
AFRICA/ETIOPIA - Le restrizioni nell’uso della rete impediscono di salvare tante piccole vite
24/07/2016

Meki – “Da quando il Governo etiope ha ristretto l’accesso a internet non è più possibile accedere a informazioni scientifiche in rete, nè discutere i casi di malati gravi che non riusciamo a gestire”. A raccontare la sua testimonianza, grazie all’uso delle VPN , visto che l’accesso ad internet continua ad essere chiuso, un pediatra spagnolo coordinatore di un centro pediatrico a Meki, in Oromia, Etiopia.
“In generale, quando ci troviamo a dover affrontare situazioni allarmanti siamo soliti metterci in contatto via email o telefono con specialisti internazionali con i quali confrontarci. Grazie alla nuova telemedicina riusciamo ad avere diagnosi e cure, miglioriamo la qualità delle vita di tanti piccoli pazienti. Tuttavia, in questo periodo non è così, il Governo etiope censura internet e le reti sociali arrecando danni notevoli di varia natura”.
Tanti bambini e bambine etiopi sono in attesa di diagnosi e cure, non solo nel centro pediatrico di Meki, ma anche in altri ospedali, tra questi l’ospedale di Gambo, dove bimbi gravemente malati sperano di essere salvati o rimangono in attesa.
ASIA/LIBANO - Circa 250 mila bambini siriani rifugiati in Libano non sono scolarizzati
24/07/2016

Beirut – Oltre la metà dei circa 500 mila bambini siriani in età scolare registrati in Libano non vanno a scuola a causa delle risorse limitate e delle politiche del Governo libanese. La denuncia arriva da Human Rights Watch che, in un recente studio, ha segnalato anche i passaggi positivi del Paese per consentire l’accesso dei rifugiati siriani all’istruzione pubblica e gratuita. Nella nota pervenuta a Fides, la ong evidenzia l’importanza dell’istruzione, cruciale perchè i bambini possano avere uno strumento per affrontare e superare il trauma della guerra e dello sfollamento, oltre che avere un ruolo positivo nella futura ricostruzione della Siria.
Il Libano ha stabilito una serie di lezioni serali in 238 scuole per fare fronte ad un numero maggiore di alunni nel corso dell’anno scolastico 2015-2016. Inoltre sono stati aumentati i posti per i rifugiati siriani nelle scuole del Libano, anche se molti sono rimasti scoperti a causa di problemi economici. Infatti, il 70% delle famiglie siriane non può permettersi spese per l’acquisto di materiale e mantenimento scolastico.
Oltre al fattore economico, tra gli altri motivi che pregiudicano l’alfabetizzazione, influiscono abusi e molestie cui sono sottoposti i ragazzi, l’uso di lingue che i piccoli siriani non conoscono o le norme di iscrizione previste da ogni scuola. I ragazzi di scuola media incontrano ostacoli ancora maggiori, come la difficoltà di ottenere la residenza legale dopo i 15 anni. Solo il 3% di loro è riuscito ad iscriversi a scuola lo scorso anno. Attualmente in Libano ci sono 1,1 milioni di rifugiati siriani registrati ufficialmente, la metà dei quali minorenni, anche se le autorità stimano siano di più.
AFRICA/ANGOLA - Assemblea SECAM: si investe troppo poco nei media per evangelizzare l’Africa
24/07/2016

Luanda - "La Chiesa deve assolutamente essere più presente sui media digitali in
maniera deliberata e consapevole": lo ha sottolineato il Vescovo della diocesi nigeriana di Oyo, Sua Ecc. Mons. Emmanuel Badejo, coordinatore del workshop dal titolo "L'influenza dei mezzi di comunicazione moderni e delle nuove ideologie sulla famiglia in Africa oggi", nell’ambito della 17ma Assemblea Plenaria del SECAM/SCEAM, in corso a Luanda .
Il Vescovo ha invitato a riflettere sul fatto che “miliardi di persone oggi si rivolgono ai social media come loro fonte di informazione, ma si investe troppo poco nei programmi dei media per l'evangelizzazione in Africa". Secondo le notizie diffuse dall’agenzia africana Canaa, pervenute a Fides, il Vescovo di Oyo ha quindi esortato i Pastori della Chiesa in Africa a "creare nuovi apostoli”, coinvolgendo “i giovani stessi, che sono nativi del mondo digitale e affidando loro i valori del Vangelo".
Riferendosi in particolare al tema dell’Assemblea, “La famiglia in Africa, ieri, oggi e domani: alla luce del Vangelo”, il Vescovo di Oyo ha sottolineato l’urgenza di educare le famiglie all’uso dei media, e soprattutto informarle “sui benefici e sui pericoli dei nuovi media", in quanto "i genitori che non hanno familiarità con il funzionamento di Internet sono più propensi a ignorare i pericoli", e "questo è ancor più vero in Africa".
A livello di diocesi e di parrocchie è quindi necessario promuovere incontri di formazione sui media moderni, guidati da esperti, per genitori e figli. Anche Vescovi, sacerdoti e religiosi devono assumere familiarità con i media, in modo di saper dare risposte documentate alle domande della gente. Purtroppo va rilevato un uso negativo dei moderni media digitali in alcune situazioni, tuttavia, ha rilevato Mons. Badejo che guida la Commissione Episcopale panafricana per le comunicazioni sociali , la Chiesa deve "continuare ad essere convinta che i benefici dei nuovi media superano di gran lunga i loro demeriti, anche riguardo alle possibilità pastorali e all'impegno spirituale".
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