EUROPA/GEORGIA - Il Patriarca caldeo: dirò al Papa che lo aspettiamo in Iraq, ne abbiamo bisogno
01/10/2016

Tbilisi – “Nell'incontro che avremo stasera con Papa Francesco non ci saranno discorsi, ci sarà una preghiera, e spero che lui ci dica una parola di incoraggiamento. Io dirò al Santo Padre: speriamo in una sua prossima visita in Iraq. Lì abbiamo bisogno della sua presenza e del suo sostegno”. Così racconta all'Agenzia Fides il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, descrivendo i sentimenti con cui lui, insieme a Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli caldei, si preparano all'incontro con il Successore di Pietro, in programma questa sera alle 18, ora locale, a Tiblisi, nella chiesa di san Simone Bar Sabbae.
All'incontro con il Papa – riferisce il Patriarca Sako – saranno presenti 12 Vescovi caldei, reduci dal Sinodo annuale appena celebrato a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Oltre ai fedeli della folta comuità assiro-caldea presente in Georgia, ad accogliere Papa Francesco ci saranno anche gruppi di fedeli caldei provenienti dagli Usa, dalla Francia e dal Canada, insieme a un gruppo di caldei che attualmente vivono in Iraq nella condizione di rifugiati, dopo aver dovuto abbandonare le loro case davanti all'avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico. Durante la cerimonia, saranno recitati i vepri in lingua caldea.
In Georgia vivono circa 10mila cristiani appartenenti alle comunità caldee e assire. Il loro iniziale radicamento nel Caucaso risale ai flussi migratori registratisi già nella prima metà del XIX secolo, e potenziatisi all'inizio del XX secolo, con le persecuzioni subita anche da assiri e caldei durante la Prima Guerra Mondiale. “L'incontro con il Successore di Pietro” ha dichiarato all'Agenzia Fides il Patriarca caldeo “sarà un momento forte, e lo vivremo per essere confermati nella fede, nella speranza e anche nella scelta di perseverare e rimanere nella nostra terra martoriata”. .
AFRICA/NIGERIA - Rilasciato il Rettore del Seminario Maggiore di Tansi
01/10/2016

Abuja - Rilasciato p. Emmanuel Dim, Rettore del Seminario Maggiore di Tansi, che era stato rapito il 26 settembre . Lo ha annunciato il Cancelliere della diocesi di Awka, p. Francis Chidume, secondo il quale non è stato pagato alcun riscatto.
“Ringraziamo Dio per il rilascio di p. Emmanuel Dim, Rettore del Seminario Maggiori di Tansi, senza che sia stato pagato alcun riscatto” ha detto secondo la nota pervenuta a Fides.
Sua Ecc. Mons. Paulinus Chukwuemeka Ezeokafor, Vescovo di Awka, ha chiesto alle autorità dello Stato di Enugu e a quelle federali di garantire la sicurezza della popolazione, messa a rischio dalle incursioni dei pastori Fulani.

AFRICA/SUDAN - Armi chimiche usate nel Darfur? “Occorrono indagini sul campo” dice a Fides un esperto
01/10/2016

Khartoum - Tra 200 e 250 persone, in gran parte bambini, sono state uccise nel corso di diversi attacchi chimici lanciati dalle forze armate sudanesi in Sudan. Lo denuncia un rapporto di Amnesty International. “Attraverso riprese satellitari, oltre 200 approfondite interviste con sopravvissuti e l'analisi da parte di esperti di decine di immagini agghiaccianti di bambini e neonati con terribili ferite, Amnesty International ha potuto concludere che da gennaio al 9 settembre 2016 sono stati condotti almeno 30 probabili attacchi con armi chimiche nella zona del Jebel Marra” afferma un comunicato dell’organizzazione umanitaria.
“Amnesty International ha svolto le sue ricerche intervistando da remoto 235 persone al telefono. Intermediari locali hanno aiutato a identificare e contattare i sopravvissuti. Le interviste sono state approfondite e sono durate da 30 a 120 minuti. Molte persone sono state intervistate più di una volta”.
“Occorrono verifiche sul campo per valutare esattamente quello che è successo” dice all’Agenzia Fides il prof. Massimo Amorosi, esperto di non proliferazione Chimica, Biologica, Radiologica e Nucleare e professore di Introduzione all’Analisi Strategica presso la Link Campus University di Roma. “Bisogna inviare ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità., come è stato fatto per indagare l’attacco chimico nel sobborgo di Damasco di Ghūṭa, nell’agosto 2013. Non è facile, perché occorrono accordi con tutte le parti in conflitto per permettere agli ispettori l’accesso al sito, in modo di raccogliere campioni di terreno e del sangue delle vittime. A volte occorre mandare due equipe diverse per confrontare i risultati di campionature effettuate in tempi diversi, nel sito del presunto attacco”.
“Anche i video possono essere ritoccati, mentre occorre andare sul posto per intervistare i sopravvissuti e verificare le condizioni dei feriti. Le immagini satellitari sono utili per documentare attacchi con armi convenzionali ma quasi inutili per quel che concerne quelle chimiche” continua Amorosi. “Il precedente siriano ci dice che nell'episodio del 2013, si è trattato di un attacco sofisticato e efficace in termini militari, in cui è stata probabilmente utilizzata una quantità elevatissima di sarin. A riprova del fatto che attacchi complessi e militarmente efficaci con armi del genere non possono essere improvvisati" conclude Amorosi.


ASIA/VIETNAM - Otto gesuiti, preti novelli, all'opera nel segno della misericordia
01/10/2016

Ho Chi Minh City - Otto nuovi sacerdoti vietnamiti della Compagnia di Gesù sono stati ordinati e sono già impegnati da un mese nel lavoro pastorale nel paese. La celebrazione di ordinazione, tenutasi il 25 agosto a Ho Chi Minh City, è stata presieduta da Sua Ecc. Mons. Joseph Tran Van Toan, Vescovo ausiliare della diocesi di Long Xuyen, nel giubilo di una assemblea che comprendeva molti gesuiti, religiosi, suore, fedeli. Come riferito a Fides, la celebrazione è stata incentrata sul tema della "misericordia", in sintonia con il Giubileo. I nuovi sacerdoti, ha rimarcato il Vescovo, saranno "veri testimoni di Cristo condividendo la misericordia di Dio verso il suo popolo".
L'opera di misericordia si declinerà, nel lavoro pastorale, in modi diversi. Tre nuovi sacerdoti sono ora impegnati nel lavoro pastorale rispettivamente nelle diocesi di Long Xuyen, Can Tho e di Vinh . P. Nguyen Phuc Tuan sarà chiamato ad aiutare la piccola Chiesa in Laos. P. Nguyen Van Yen opererà nel compo dell'apostolato con i mass-media per conto della Provincia gesuita del Vietnam. P. Nguyen Minh Phuc sarà viceparroco alla chiesa di San Michele mentre p. Nguyen Van Tang aiuterà il maestro dei novizi nel Noviziato gesuita del Sacro Cuore. Infine p. Tran Thanh Tan proseguirà gli studi di Teologia negli Stati Uniti.
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