ASIA/FILIPPINE - Colloqui di pace con la guerriglia comunista: la Chiesa spera
23/08/2016

Manila - La Chiesa cattolica nella Filippine esprime "speranze e fiducia" per gli imminenti colloqui di pace tra il governo filippino e il "Fronte Democratico Nazionale" che si tengono dal 22 al 28 agosto a Oslo, in Norvegia. IL NDF rappresenta le organizzazioni politiche e militanti della ribellione comunista che attravesa il paese fin dalla sua indipendenza e che negli ultimi 40 anni ha causato numerose vittime e un notevole sforzo dell'esercito regolare.
In una nota pervenuta a Fides, l'Arcivescovo di Cagayan de Oro, Antonio Ledesma, apprezza "che le due parti si siedano a discutere di pace e sospendano le operazioni di combattimento. Sarebbe contraddittorio parlare di pace, mentre prosegue il conflitto. Occorrono seri sforzi per raggungere la pace. E' bene che, tanto per iniziare, le parti si conoscano e stabiliscano una cera familiarità: la pace comincia con l'amicizia", ha aggiunto.
I colloqui sono stati preceduti da passi incoraggianti: in primi da una tregua tra il governo filippino e i ribelli comunisti. Il nuovo presidente Rodrigo Duterte aveva annunciato il cessate il fuoco unilaterale dell'esercito nel suo recente discorso sullo stato della nazione, pronunciato a fine luglio davanti al Congresso. I guerriglieri hanno confermato la tregua, in vista dell'avvio del negoziato, dopo la scarcerazione dei due importanti leader comunisti, Benito e Wilma Tiamzon, che parteciperanno ai negoziati. Altri due leader comunisti, Alfredo Mapano e Pedro Codaste, sono stati liberati su cauzione e fungeranno da "consulenti" nei colloqui di pace.
"Il cessate il fuoco andrà avanti il tempo necessario per garantire la pace e il successo dei negoziati", ha detto il consigliere del presidente delle Filippine.
Nel vertice di Oslo si discuteranno gli accordi firmati in precedenza e si definirà una road map per la tregua, la fine delle ostilità e il processo dei negoziati. Si parlerà di una amnistia per il rilascio di oltre 500 prigionieri politici detenuti e di una dichiarazione congiunta sulla sicurezza e sulle garanzie di immunità. Inoltre in agenda vi sono le riforme socio-economiche, su temi cari ai gruppi comunisti, operativi soprattutto nel Sud dell'arcipelago.





AFRICA/KENYA - “Istituire cappellani nelle scuole per aiutare gli studenti vulnerabili che commettono violenze”
23/08/2016


Nairobi - “Abbiamo notato con preoccupazione che la maggior parte degli studenti coinvolti negli incendi delle scuole sono ragazzi vulnerabili provenienti da famiglie in difficoltà, mentre altri sono orfani” ha detto Sua Ecc. Mons. Maurice Muhatia Makumba, Vescovo di Nakuru e Presidente della Commissione per l’educazione e l’educazione religiosa della Conferenza Episcopale del Kenya, nel suo intervento alla conferenza dei Preside delle scuole cattoliche nella quale sono stati messi in evidenza i gravi casi di disordine e di incendi di diversi stabilimenti scolastici verificatisi di recente in tutto il Paese.
Mons. Makumba propone l’avvio di programmi di sostegno alle famiglie dei ragazzi in difficoltà, “organizzati dal Ministero dell’educazione in associazione con le organizzazioni religiose. Queste ultime dovrebbe essere facilitate nell’eseguire i programmi di formazione per gli studenti attraverso l’istituzionalizzazione di servizi di cappellani in tutte le scuole”.
Alla Conferenza Il Ministro dell’educazione del Kenya, Fred O. Matiang’i ha promesso di “stare lavorando ad un nuovo schema di servizio volto a permettere al governo di assegnare cappellani delle chiese principali nelle scuole secondarie a partire dal prossimo anno fiscale”.
AFRICA/CONGO RD - L’opposizione respinge il “dialogo nazionale” ed annuncia una giornata di protesta
23/08/2016


Kinshasa - La coalizione dell’opposizione congolese “Rassemblement"” ha annunciato che non parteciperà al “dialogo nazionale” convocato il 23 agosto dal mediatore dell’Unione Africana per facilitare lo svolgimento di elezione pacifiche nella della Repubblica Democratica del Congo.
Qualificando l’invito del mediatore come “una provocazione” l’opposizione ha indetto per il 23 agosto una giornata di protesta.
La Chiesa cattolica cerca dal canto suo di invitare al dialogo tutte le parti per evitare che la crisi politica degeneri nella violenza.
“Sono stati fatti dei piccoli passi ed altri se ne possono fare da una parte e dall’altra, sperando che attraverso il dialogo si possono superare i malintesi” ha detto il Segretario Generale della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo don Léonard Santedi, al termine dell’incontro del 15 agosto tra i Vescovi e una delegazione della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente , per cercare di rilanciare il dialogo nazionale inclusivo lanciato dal Presidente Joseph Kabila.
La RDC sta attraversando una grave crisi politica per i forti ritardi nella preparazione delle elezioni presidenziali, politiche e locali. In particolare quelle politiche e presidenziali dovrebbero tenersi, secondo la Costituzione, entro la fine dell’anno, ma la CENI non ha ancora stabilito la data della consultazione ed ha invece presentato un calendario per la revisione delle liste elettorali dalla durata di almeno 11 mesi. Di fatto le elezioni sono state rinviate di circa una anno.
Don Santedi ha invitato maggioranza ed opposizione “a privilegiare l’interesse superiore della Nazione rivedendo al ribasso le proprie aspettative e facendo di tutto per evitare il caos nel Paese”. “Occorre mantenere questa speranza- ha aggiunto- perché se questa viene a mancare, non resta che lo scontro violento”.
Il Presidente della CENI, Corneille Naanga, ha assicurato ai Vescovi che entro una settimana verrà pubblicato il programma della tempistica della revisione delle liste elettorali ed ha elogiato il contribuito della Chiesa per la ricerca di elezioni pacifiche.
AFRICA/CONGO RD - “Stop ai massacri nel Nord Kivu”: petizione rivolta alla comunità internazionale
23/08/2016


Kinshasa - “ Chiediamo che la comunità internazionale, e in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su pressione degli Stati europei membri, metta in atto tutte le misure necessarie per far cessare il prima possibile i massacri nella zona di Beni, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo” afferma la petizione lanciata dalla Rete Pace per il Congo.
Un comunicato inviato all’Agenzia Fides ricorda che in quella zona “, sono avvenuti e tuttora avvengono orribili massacri, moltissime persone dell’etnia Nande sono state sgozzate, le braccia di numerosi bambini amputate, le donne violentate e sventrate, famiglie intere massacrate e brutalmente uccise”.
Il 14 maggio 2016 i coordinatori locali dei gruppi della società civile di Beni, Lubero e Butembo hanno denunciato in una lettera aperta le uccisioni di 1116 persone, mentre 1470 rapimenti sono stati ufficialmente registrati solo negli ultimi due anni. ”La sequenza incessante di brutali omicidi contro la popolazione inerme in vari villaggi della zona, che continua nonostante la presenza dell’esercito congolese e delle truppe delle Nazioni Unite, è estremamente inquietante e fa intravedere un disegno criminale portato a termine con agghiacciante spietatezza per spazzare via con la violenza e il terrore i civili residenti nell’area.” afferma la Rete Pace per il Congo.
La petizione chiede che venga promossa un’inchiesta sui crimini commessi in quest’area della RDC presso la Corte Penale Internazionale, la Corte Africana dei Diritti Umani e dei Popoli, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja; che l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Generali e la Politica di Sicurezza promuova con urgenza a livello europeo e internazionale un’inchiesta su questi massacri;. che l’Unione Europea valuti di inviare un rappresentante speciale nella zona di Beni per redigere un rapporto da presentare con la massima urgenza al Parlamento europeo, ai governi degli Stati membri ed alle più alte istituzioni europee; che alla missione MONUSCO dell’ONU, oltre al mandato di osservazione, venga data con urgenza facoltà di interposizione nella zona di Beni, e che la stessa sia posta in grado di difendere e proteggere effettivamente ed efficacemente la popolazione civile dalla crescente violenza dei miliziani; che, essendo il commercio illegale dei minerali la sorgente primaria di supporto per i gruppi armati operanti nel nord-est del Congo, l’Unione Europea deve approvare e implementare al più presto il regolamento sui “minerali dei conflitti” negoziato recentemente, prevedendo un attento monitoraggio in modo da adottare tutti i miglioramenti possibili per rendere sempre più efficace il contrasto al finanziamento dei conflitti.
Papa Francesco dopo l’Angelus per la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria aveva denunciato il “silenzio vergognoso” che copre i crimini commessi nel Nord Kivu.
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