AFRICA/EGITTO - Vescovo copto: dopo l'incontro tra Papa Francesco e il Grande Imam al Tayyib, la stampa egiziana annuncia la ripresa del dialogo tra Santa Sede e al Azhar
24/05/2016

Assiut - “In Egitto si dà grande rilievo all'incontro tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al Azhar: anche i giornali più diffusi dedicano all'evento grande spazio in prima pagina, e riferiscono che è già stata presa la decisione di riprendere il dialogo ufficiale tra la Santa Sede e la più grande istituzione teologica dell'Islam sunnita”. Così Anba Kyrillos William Samaan, Vescovo copto cattolico di Assiut, descrive all'Agenzia Fides l'attenzione e le attese suscitate nella società egiziana dalla visita compiuta stamane in Vaticano dallo Sheikh Ahmad al Tayyib, Grande Imam di al Azhar, durante la quale il massimo esponente del più autorevole centro teologico sunnita ha avuto un importante colloquio anche con il Vescovo di Roma. “Quel dialogo ufficiale” ricorda Anba Kyrillos “era interrotto da cinque anni: i problemi erano seguiti non alla lezione di Papa Ratzinger a Ratisbona, come oggi ripetono alcuni in modo erroneo, ma alle dichiarazioni di Benedetto XVI seguite all'attentato alla cattedrale copta di Alessandria: In quell'occasione, il Pontefice aveva richiamato le responsabilità delle autorità locali nella difesa dei cristiani". A quelle parole avevano reagito male non solo quelli di al Azhar, ma anche esponenti del Patriarcato copto ortodosso.
Anba Kyrillos giudica comunque positivo il contributo offerto negli ultimi anni da al Azhar a favore della convivenza e del superamento delle derive settarie, nella drammatica fase storica vissuta dall'Egitto: “Il Grande Imam, insieme al Patriarca copto ortodosso Tawadros, hanno contribuito a rivitalizzare la 'Casa della famiglia egiziana', l'organismo di collegamento inter-religioso creato anni fa da al Azhar e dal Patriarca copto ortodosso come strumento per prevenire e mitigare le contrapposizioni settarie, in un momento in cui il riesplodere del settarismo fondamentalista sembrava mettere a rischio la stessa unità nazionale”. In tempi recenti, sotto l'egida di tale istituzione, che coordina una rete diffusa capillarmente su tutt il territorio nazionale, una quarantina di imam e sacerdoti hanno animato insieme una “missione” nelle scuole della provincia egiziana di Minya per promuovere con conferenze e dibattiti tra gli studenti la cultura dell'incontro e della pace, valorizzandola come base di una pacifica convivenza sociale e religiosa. .
ASIA/CINA - La morte del Vescovo Luca Tommaso Zhang Huaixin, Pastore zelante e paziente
24/05/2016

Jixian - Domenica 8 maggio 2016, intorno a mezzogiorno, è deceduto S. E. Mons. Luca Tommaso Zhang Huaixin, Vescovo di Jixian , nella provincia di Henan . Egli avrebbe compiuto 91 anni il 23 del corrente mese. Il 6 maggio era stato ricoverato in ospedale d’urgenza, in seguito all’aggravarsi del diabete e dei problemi cardiaci di cui soffriva da tempo. Il giorno prima del suo decesso era ancora lucido di mente e ricordava gli anni giovanili, trascorsi in seminario.
Mons. Luca Tommaso Zhang Huaixin era nato il 23 maggio 1925 nel villaggio di Liangbudaying, Honghetun, Distretto di Anyang, in una famiglia di ferventi cattolici. La sua vocazione venne curata dai missionari italiani del Pontificio Istituto Missioni Estere, che operavano nello Henan. Nel 1934 entrò nel Seminario minore della diocesi di Jixian e, quindi, passò al Seminario maggiore di Kaifeng. Fu ordinato sacerdote da S.E. Mons. Gaetano Pollio, P.I.M.E., Arcivescovo di Kaifeng, il 19 ottobre 1950.
Dopo l’ordinazione svolse il ministero pastorale a Tianjin e ad Anyang. Nel 1958 venne arrestato e condannato ai campi di lavoro forzato a causa della fede. Solo nel 1980 poté ritornare a svolgere il ministero pastorale. Il 19 ottobre 1981 fu consacrato segretamente Vescovo di Jixian da S.E. Mons. Giulio Jia Zhiguo, Vescovo di Zhengding, nello Hebei.
Mons. Luca Tommaso Zhang Huaixin viene ricordato da chi lo ha conosciuto come un Pastore zelante e paziente, pieno di fede e dedito all’evangelizzazione, che si è interamente dedicato alla costruzione materiale e pastorale della sua Diocesi: incontrava regolarmente le comunità; ha restaurato e costruito chiese, tra cui la cattedrale; ha avviato diversi centri sanitari, un centro catechistico e uno per ritiri spirituali; ha seguito la formazione dei sacerdoti, intrattenendo con loro rapporti paterni ed affettuosi e assicurando loro la possibilità di esercitare il ministero; ha sostenuto lo sviluppo della Congregazione delle Suore di San Giuseppe. Sotto la sua guida, la diocesi di Jixian è cresciuta per numero di sacerdoti, suore e fedeli, oltre che per l’impegno nel campo sanitario e catechistico. Alcuni dei suoi sacerdoti sono stati ordinati da Vescovi legittimi, riconosciuti dalle Autorità civili. Lo stesso Mons. Zhang Huaixin accettò il riconoscimento governativo, ma rimanendo fedele ai principi di fedeltà e di comunione con il Papa e senza aderire a organismi la cui finalità è inconciliabile con la dottrina cattolica.
Un gran numero di fedeli ha reso omaggio alla sua salma, esposta nella cattedrale, e ha preso parte ai funerali, che sono stati celebrati il 14 maggio.
EUROPA/SPAGNA - Un mercato per aiutare i bambini rifugiati in Libano
24/05/2016

Siviglia – Aiutaci ad aiutare è il motto di un mercatino solidale organizzato dall’Associazione Palestino Andalusa per l’Infanzia, per raccogliere fondi destinati per interventi chirurgici agli occhi e alle orecchie dei bambini che vivono nei campi profughi del Libano. Il mercatino è composto da una sessantina di stand di dolci, ceramica e prodotti artigianali, tra gli altri. “Portiamo i bambini malati per farli operare in Spagna e sosteniamo tutte le spese mediche, amministrative, di trasporto, vitto alloggio dei piccoli e delle madri fino a dopo l’intervento” si legge in una nota diffusa dalla presidente dell’Associazione. L’iniziativa si propone anche la costruzione di un centro per i bambini non vedenti nella località di Burj el Barajneh, vicino Beirut.
AFRICA/KENYA - P. Peter Meienberg , benedettino di 87 anni che aiuta i carcerati del Kenya
24/05/2016

Nairobi - “Ho capito che i carcerati hanno bisogno molto di più del solo nutrimento spirituale; vivono in un ambiente pessimo, così ho creato la Faraja Foundation, e attraverso l’aiuto di amici e della mia famiglia, siamo stati in grado di migliorare le condizioni dei reclusi” ha detto p. Peter Meienberg al quotidiano keniano The Nation, che ha dedicato un ampio servizio a questo benedettino svizzero di 87 anni che dal 1961 presta la sua opera in Africa.
Tra i progetti promossi da p. Peter vi sono un asilo d’infanzia per i bambini le cui madri sono recluse nel carcere femminile di Lang’ata; una cucina modernissima nella prigione di Kamiti; una biblioteca nella Industrial Area Remand and Allocation Prison; corsi di sartoria per reclusi e guardie carcerarie e molti altri.
Il religioso che opera in Kenya da 45 anni, è stato anche in altri Paesi africani, come Tanzania e Repubblica Democratica del Congo. “Il mio primo incontro con le condizioni inumane dei prigionieri risale al mio lavoro con i rifugiati provenienti da Rwanda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo” ricorda p. Peter, al quale una compagna svizzera ha dedicato nel 2008 un documentario intitolato “La prigione e il Prete: Peter Meienberg a Nairobi”.
Ma i progetti del religioso non si limitano alle prigioni, abbracciano anche la promozione del lavoro giovanile. Per questo ha acquistato 24 ettari di terra a Isinya, dove ha costruito una fattoria modernissima dove sono impiagati i giovani che hanno completato un corso di agronomia.
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