ASIA/LAOS - Ordinati tre nuovi preti: un passo storico per la Chiesa
28/09/2016

Luang Prabang - "Prima di tutto ringraziamo il Signore per il suo dono immenso: siamo molto felici per tre nuovi sacerdoti che potranno lavorare a tempo pieno nella piccola Chiesa cattolica del Laos. Tutti e tre si dedicheranno, in particolare, al lavoro pastorale nel Vicariato di Luang Prabang: per me saranno un valido aiuto": così Mons. Tito Banchong Thopanhong, Amministratore Apostolico di Luang Prabang, comunica all'Agenzia Fides la sua gioia per l’avvenuta ordinazione di tre nuovi sacerdoti laotiani. Si tratta di don Paolo Lattana Sunthon, don Agostino Saegna Sii Bunti, don Michele Kanthak Vilae Luong Di, tutti appartenenti al Vicariato apostolico di Luang Prabang, ordinati in una solenne celebrazione tenutasi il 16 settembre scorso a Savannakhet, dove ha sede il Seminario maggiore interdiocesano che cura la formazione dei seminaristi laotiani.
Alla messa di ordinazione, presieduta da Sua Ecc. Mons. Prida Inthirath, Vicario Apostolico di Savannakhet, del Vicariato ospitante, erano presenti gli altri due Vescovi laotiani , nonchè altri due Vescovi , 54 preti provenienti da Laos, Vietnam, Thailandia, numerose religiose e oltre mille fedeli cattolici, giunti da tutto il paese.
Mons. Tito Banchong racconta a Fides: "E' stato un momento di intensa preghiera e di grande speranza per noi. Un momento storico, in cui abbiamo ricevuto un'effusione speciale della grazia di Dio. Tutto si è svolto nel migliore dei modi, in un clima di grande serenità. Erano presenti anche le autorità civili dal municipio di Savannakhet. Tutti abbiamo gioito nel profondo e festeggiato per questo evento".
Nel 2005 a Vientiane, trent'anni dopo l'ultima ordinazione del 1975, era stato ordinato prete Sophone Vilavongsy, laotiano e missionario degli Oblati di Maria Immacolata . Nel dicembre 2006 divennereo preti Pierre Wilaiphorn Phonasa e Luca Sukpaphorn Duangchansai. Nel 2009 a Savannakhet è stata la volta di p. Matthieu Somdet Kaluan. Nel 2011 un altro nuovo sacerdote è stato don Pierre Buntha Silaphet.
Su circa 6 milioni di abitanti, in maggioranza buddisti, i cristiani in Laos sono circa l’1% tra i quali circa 45mila cattolici. Oltre ai tre Vicari apostolici, i preti diocesani presenti nel paese, con i tre nuovi ordinati, salgono ora a 20, mentre 11 sono i sacerdoti religiosi.
La Chiesa in Laos ora si prepara alla celebrazione di beatificazione di 17 martiri laotiani, in programma a Vientiane l'11 dicembre. Nel 2015 la Santa Sede ha infatti riconosciuto il martirio di padre Mario Borzaga, giovane missionario degli Oblati di Maria Immacolata, e del catechista laotiano Paul. Successivamente ha avuto buon esito anche una seconda causa di beatificazione che riguarda altri 15 martiri, tra missionari e laici laotiani.
AFRICA/CONGO RD - “Si rischia una crisi di ampia portata molto presto” avverte l’ONU
28/09/2016

Kinshasa - La Repubblica Democratica del Congo, il cui Presidente Joseph Kabila, ieri 26 settembre, è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco, rimane sull’orlo del precipizio, dopo gli incidenti tra polizia e dimostranti dei giorni scorsi.
Nel corso del colloquio tra il Santo Padre e il Capo dello Stato congolese“particolare attenzione è stata prestata alle gravi sfide poste dall'attuale situazione politica e ai recenti scontri verificatisi nella Capitale” afferma la Sala Stampa Vaticana. “È stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra gli attori politici e i rappresentanti della società civile e delle comunità religiose, in favore del bene comune, attraverso un dialogo rispettoso e inclusivo per la stabilità e la pace nel Paese”.
La comunità internazionale è sempre più preoccupata per la situazione nella RDC. “Il numero importante di vittime civili, l’incendio della sede di diversi partiti politici e la situazione sempre molto tesa sono un avvertimento chiaro che una crisi di ampia portata potrebbe scoppiare molto presto” avverte l’Alto Commissario ONU per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein.
Mentre nella capitale, Kinshasa, si commemorano le vittime degli scontri , la situazione negoziale rimane bloccata. Il dialogo nazionale, dal quale dovrebbe uscire la data delle elezioni presidenziali, è sospeso.
Nel frattempo rischia di degradarsi la situazione nelle province. Non solo in quelle dell’est, come il Nord Kivu, da decenni in balia di diverse bande armate e movimenti di guerriglia non tutti congolesi, ma anche nel Kasai –Centrale, nel cui capoluogo, Kananga, si è svolta una battaglia per il controllo dell’aeroporto . Il governatore locale ha affermato che i morti negli scontri tra soldati e miliziani del defunto capo tradizionale Kamwena Nsapu, sono 49, di cui 27 miliziani, 16 militari e poliziotti, e 6 civili.
ASIA/LIBANO - Tra i giovani libanesi under 25, solo il 25% sono cristiani
28/09/2016

Beirut – Attualmente, i cristiani rappresentano il 34% deila popolazione libanese iscritta nei registri dello Stato civile. Ma se si concentra l'attenzione sulla fascia di popolazione libanese fino ai 25 anni, la percentuale dei cristiani scende al 25%. Sono questi i dati demografici più eloquenti sull'attuale consistenza numerica della componente cristiana del Libano, resi noti dalla vice presidente della Lega Maronita Hiam Boustany in occasione del Convegno convocato ieri dal Movimento per la Terra presso il convento di Mar Yacoub, nel villaggio di Karm Saddeh e dedicato alla vendita dei terreni appartenenti a proprietari cristiani.
L'incontro di studio – riferiscono i media libanesi – ha focalizzato l'attenzione sulla crescita dei passaggi di proprietà di terre un tempo di proprietà dei cristiani a proprietari musulmani, confermando che tale fenomeno è in diretta relazione con l'affievolirsi della presenza cristiana in vaste aree rurali del Paese dei Cedri, e anche nelle aree costiere di Zgharta e Kura. Il Convegno ha lanciato di nuovo l'allarme sulla necesità di evitare abusi e operazioni immobiliari illegittime che mettano a rischio gli equilibri demografici su cui si fonda anche il fragile sistema istituzionale libanese. .
AFRICA/ZAMBIA - “No alla creazione del Ministero degli affari religiosi” dicono cattolici e protestanti
28/09/2016

Lusaka - Cattolici e protestanti dello Zambia sono uniti nell’opporsi alla creazione di un nuovo Ministero per gli Affari Religiosi . “Di fronte alle diverse sfide finanziarie ed economiche che il nostro Paese sta affrontando, consideriamo che la creazione di tale ministero non é una priorità urgente né una decisione prudente. Dopo tutto pensiamo che gli zambiani desiderino che il loro Paese sia una democrazia e non una teocrazia” afferma un comunicato congiunto della Conferenza Episcopale dello Zambia e del Council of Churches in Zambia , l’organismo che raggruppa le principali comunità protestanti del Paese.
“Pensiamo che, come Chiese e comunità di fede, finora siamo stati capaci di esercitare il mandato datoci da Dio e di contribuire significativamente allo sviluppo nazionale senza avere questo ministero. Quindi, il Consiglio delle Chiese dello Zambia e la Conferenza Episcopale dello Zambia si oppongono alla creazione del citato ministero” conclude il comunicato giunto a Fides.
Il partito del Presidente Edgar Chagwa Lungu, il Patriotic Front , che ha promosso l’iniziativa, afferma che la creazione del nuovo ministero contribuirà a regolare le attività delle Chiese principali del Paese e soprattutto le diverse “Chiese” che sono sorte come funghi e che prendono di mira le persone più vulnerabili.
Il Presidente ha nominato il reverendo Godfridah Sumaili, un Pastore pentecostale, a capo del nuovo ministero. Il Parlamento deve però ancora ratificare sia la sua nomina che la creazione del ministero stesso. L’Evangelical Fellowship of Zambia , che raggruppa le Chiese pentecostali, ha lodato l’iniziativa del Presidente Lungu perché “promuove i valori cristiani e attribuisce un significato maggiore alla dichiarazione che lo Zambia è una nazione cristiana”.
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