ASIA/PAKISTAN - Musulmani cercano vendetta: stupro di gruppo di una donna cristiana
01/07/2016

Lahore - Una donna cristiana, Samrah Badal, è stata vittima di uno stupro di gruppo da parte di quattro uomini musulmani che volevano vendicare il presunto "onore" calpestato di una famiglia musulmana: lo riferisce a Fides l'avvocato cristiano Aneeqa M. Anthony, Coordinatrice della Ong "The Voice Society", raccontando della violenza avvenuta il 25 giugno scorso a Lahore.
Secondo la ricostruzione dell'avvocato, tutto è iniziato quando la giovane musulmana Sehar Wasif è fuggita con il giovane cristiano Inayat Masih, di cui era innamorata. La famiglia di Inayat Masih ha dovuto affrontare tutte le conseguenze di questa azione. La famiglia di Sehar ha inviato alcuni uomini a casa della sorella di Inayat Masih, Samrah Badal, chiedendole notizie. Non avendo ottenuto soddisfazione, gli uomini hanno iniziato a percuoterla, l'hanno denudata e trascinata per strada e poi hanno abusato di lei, sotto gli occhi dei suoi cinque figli, che hanno assistito alla violenza compiuta sulla madre.
Il team dell'Ong si è recato alla stazione di polizia e ha registrato un denuncia, per conto della vittima. L’avvocato Aneeqa M. Anthony, ricorda che "la famiglia di Sehar è una famiglia musulmana molto influente" di Lahore e crede che tale bestiale violenza resterà impunita. Per questo chiama in causa "i politici cristiani, come il ministro Kamran Micheal, perchè possa intervenire e avere il coraggio di aiutare i cristiani".
AFRICA/SUD SUDAN - Violenze a Wau: sospetti sull’esercito ma il governo accusa una nuova formazione islamista
01/07/2016

Juba - Almeno 50 morti e diverse migliaia di sfollati sono il bilancio di un’ondata di violenza cha investito il 25 giugno Wau, una cittadina a 650 km nord-ovest da Juba, la capitale del Sud Sudan. Il governo accusa un imprecisato “movimento islamico, di recente formazione” come responsabile degli attacchi contro la popolazione civile. Secondo le autorità di Juba la formazione islamista sarebbe composta da disertori dell’esercito sud-sudanese, combattenti dell’Esercito di Resistenza del Signore e da membri delle milizia sudanesi janjaweed.
Mons. Rocco Taban Musa, Amministratore Apostolico di Malakal e originario di Wau, accusa invece il governo di Juba di istigare le violenze a carattere tribale, dopo la rimozione del Governatore, il Generale Elias Waya, che a dire di Mons. Taban, era capace di mediare tra le diverse componenti della società locale. La sua sostituzione con un’altra persona ha invece attizzato gli scontri tribali. A Wau convivono diverse etnie: Balanda, Dinka, Jur, Fertit e altre.
Secondo la Caritas locale, migliaia di persone sono accolte nelle strutture della Chiesa di Wau e presso la locale base dei “Caschi Blu” dell’ONU. Secondo il responsabile della Caritas di Wau, la popolazione non si fida di tornare nelle proprie abitazioni, nonostante l’esercito stia pattugliano le strade: “Non si fidano dei militari perché dicono che è l’esercito che ha ucciso i civili”.
Il South Sudan Council of Churches ha lanciato un appello al governo perché ponga fine ai combattimenti e conduca un’inchiesta sulle violenze che hanno investito Wau ed altre parti del Paese.
ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: il peso gravoso dei profughi sta compromettendo l'identità della nazione libanese
01/07/2016

New York – La massa enorme di profughi siriani che hanno trovato rifugio in Libano, rischia di stravolgere gli equilibri e l'identità della nazione libanese, anche perchè le moltitudini di rifugiati che trascinano la loro esistenza in condizioni precarie, e a tratti disperate, rappresentano un potenziale bacino di reclutamento per le organizzazioni terroristiche. E' questo lo scenario allarmante della situazione libanese e dell'intero Medio Oriente descritto dal Patriarca Bechara Boutros Rai, Primate della Chiesa maronita, in un intervento da lui pronunciato martedì 28 giugno a New York, presso la sede della Catholic Near East Welfare Association, durante la visita pastorale che sta realizzando negli Usa.
Secondo il Card. Rai, una soluzione permanente per la crisi dei rifugiati in tutto il Medio Oriente richiede una pace duratura e il loro progressivo rimpatrio nei Paesi d'origine, mentre è da evitare in ogni modo il loro insediamento permanente, in condizioni spesso ai limiti della sopportazione, nelle terre dove hanno trovato rifugio.
Nel corso del suo intervento, il Patriarca Rai ha dedicato anche considerazioni articolate al conflitto israelo-palestinese, da lui considerato "all'origine dei problemi del Medio Oriente". Secondo il Primate della Chiesa maronita, tale conflitto potrà essere risolto solo con "la creazione di uno stato palestinese accanto a uno stato israeliano, con il ritorno dei profughi palestinesi, e il ritiro delle truppe israeliane dai territori occupati di Palestina, Siria e Libano ". La separazione tra religione e politica nazionale, “sia per l'ebraismo che per l'Islam” - ha aggiunto il Patriarca Rai - “è una delle condizioni fondamentali per una soluzione politica permanente nella regione", perchè "i guai iniziano quando si va a discriminare in maniera automatica i cittadini che non confessano la religione dello Stato". .
ASIA/INDIA - Un prete: "La Laudato si’ nella pastorale e nella vita"
01/07/2016

Mumbai - Far vivere la Laudato si’ nella vita della gente: è l'impegno di p. Magi Murzello, nuovo Rettore del St. Andrews College a Bandra, nell'area di Mumbai. Come appreso da Fides, p. Magi è un sacerdote che si descrive come "prete eco-friendly" e ha un dottorato di ricerca in Scienze ambientali. Il suo programma è "tradurre in modo creativo e pedagogico nella prassi pastorale l'enciclica di Papa Francesco Laudato Si" inserendone i contenuti nelle pratiche di culto e devozione: ad esempio p. Magi ha creato una "Via Crucis" che si concentra sui temi del degrado ambientale e ha guidato una riflessione sul tema "Non sprecare i doni di Dio" che si è conclusa con la pulizia di una spiaggia. P. Magi condivide con Fides una sua iniziativa: "Approfondire i diversi capitoli della Laudato Si', per sensibilizzare tutto il popolo di Dio su temi come dialogo, ecologia integrale, spiritualità ecologica, trasparenza e ringraziamento". Il St. Andrews College, nell'arcidiocesi di Mumbai, è un luogo frequentato non solo da cattolici ma anche da fedeli di altre religioni.
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