AFRICA/MALAWI - “Il Malawi sta lentamente morendo di inedia” scrive un missionario
24/08/2016


Lilongwe -“ Ormai è difficile tenere il conto. Capita in tutti i villaggi con sempre più frequenza. Sono i funerali che con le lunghe veglie nella notte e le tristi processioni quotidiane, i segnali più evidenti che sia pure lentamente, il Malawi è un Paese che muore” afferma p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano, che ha inviato all’Agenzia Fides una drammatica testimonianza sul dramma del Paese, colpito dalla siccità che ha aggravato le pessime condizioni economiche causare in buona parte dal malgoverno.
“Tra i primi a morire sono gli anziani. Nonni e nonne che sopravvivono a fatica in anni normali, ma che non riescono a vincere malattie endemiche come la malaria con la quale avevano imparato a coesistere.
La mancanza di cibo è la prima causa di questi funerali che ritornano a scadenze costanti.
Sono gli anziani a non poter più assicurarsi un piatto di polenta e poche erbe che in passato qualcuno portava loro.
La mancanza di cibo non è comunque l’unica causa del deperimento degli anziani. Gli ospedali non hanno molto da offrire e oltre ad essere terribilmente sovraffollati mancano anche di minimi livelli di assistenza.
Le università del Malawi vivono uno dei periodi più difficili della loro storia. L’aumento delle tasse scolastiche che gia in passato pochissimi potevano permettersi di pagare, ora sono al massimo storico con cifre da oltre mille euro all’anno per una popolazione che non raggiunge un dollaro al giorno. La scuola superiore è ormai solo per i ricchi. Più del 50% degli universitari non frequenta più i corsi. Mentre il numero degli studenti nelle scuole primarie e secondarie è in grande espansione, nonostante non esiste ancora la scuola dell’obbligo, la mancanza di testi scolastici ha raggiunto livelli impressionanti fino ad essere la maggior causa di assenteismo e di abbandono da parte degli studenti.
La mancanza di corrente elettrica è ormai un dato con cui fare i conti. I Paesi a sud del Sahara consumano 181 Kwh per persona all’anno, paragonato ai 6.500 Kwh dell’Europa. Ma anche questo minimo non viene garantito. Il lago Malawi non ha acqua a sufficienza per la produzione di 360 MW che è il totale della corrente che il Malawi riesce a produrre in tempi buoni e per almeno i prossimi 6 mesi mancherà l’elettricità per 12 ore al giorno.
Il grande male che affligge il Malawi rimane però la corruzione. Gli ultimi cambi imposti dal governo, dal capo dell’esercito, ai dirigenti locali, come della stessa polizia sempre più violenta, sembrano essere stati effettuati in vista delle elezioni del 2019 e non per il bene comune. Spesso il richiamo dello stesso Presidente rivolto ai leader religiosi sottolinea il degrado morale “Perché siamo diventati un popolo corrotto? Perché vengono uccisi gli albini? Perché ci stiamo odiando e invidiando l’un l’altro?” Mentre queste domande sono appropriate, è la mancanza di leadership da parte dello Stato a portare il Paese a diventare un “failed state” un Paese senza presente né futuro. Il richiamo più importante è allora la responsabilizzazione della gente che sola può diventare il fattore decisivo per un cambiamento positivo”.

AFRICA/SUDAFRICA - I Vescovi: “In queste elezioni la popolazione ha parlato ed ha detto basta a corruzione e a cattiva amministrazione”
24/08/2016


Johannesburg - “Il pacifico svolgimento delle elezioni è un buon augurio per la stabilità del nostro sistema politico” affermano i Vescovi sudafricani in un messaggio nel quale si rallegrano per il corretto svolgimento delle elezioni comunale del 3 agosto .
“La popolazione del Sudafrica può prendersi il merito del fatto che le elezioni locali sono state definite da tutti come libere e corrette. La democrazia in quanto tale ha vinto” affermano i Vescovi che lodano il lavoro della Commissione Elettorale Indipendente ed esprimono la loro gratitudine “alla Commissione Giustizia e Pace e ai diversi osservatori della nostra Chiesa che hanno servito in modo patriottico la nazione. Ringraziamo Dio per la crescente maturità della nostra democrazia e lodiamo tutti i partiti politici per aver accettato il risultato”.
Dal voto è uscito rafforzato il principale partito dell’opposizione, la Democratic Alliance , mentre l’ANC , lo storico partito di Nelson Mandela, al potere dal 1994 ha subito un forte arretramento,
“Il risultato elettorale- scrivono i Vescovi- potrebbe essere l’annuncio di una nuova fase nella storia della nostra democrazia comprendente governi di coalizione, realistiche politiche d’opposizione e maggiore responsabilità nell’esercizio del potere”.
Per questo si chiede “ai diversi partiti politici di evitare la mentalità del vincitore-piglia tutto. Il nostro Paese deve far fronte a drammatici problemi sociali: disoccupazione, ineguaglianza, razzismo, violenza, abuso di droghe e famiglia lacerate”. I politici sono sollecitati a prendersi cura di queste piaghe ricordando che “la qualità della vita della nazione è misurata dall’attenzione data ai poveri, ai bambini di ogni età e a tutte le persone emarginate”.
“In queste elezioni la nostra popolazione ha parlato; chiede un cambiamento; aspetta un servizio ed è stanca di corruzione, cattiva amministrazione e di essere ignorata. Dio sarà con noi se creiamo un futuro fondato sul rispetto della dignità umana” concludono i Vescovi.
ASIA/MYANMAR - Conferenza di pace "inclusiva delle minoranze etniche", chiede il Card. Bo
24/08/2016

Yangon - Tra le questioni da affrontare dopo mezzo secolo di governo militare in Myanmar c'è la lunga scia di conflitti tra l'esercito e gruppi etnici minoritari che vivono nella nazione. "È molto importante che il nuovo governo promuova una pace duratura con questi gruppi" afferma il Cardinale Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon, in una nota inviatata Fides. "Il governo sta cercando di risolvere quella situazione, ma la costruzione della pace richiederà del tempo". La pace autentica "si costruisce solo includendo le principali parti interessate e non lasciandole fuori della prossima conferenza di pace del Myanmar", ha continuato, invitando tuitti a "ribadire la loro volontà di lavorare per la riconciliazione".
"I leader, i gruppi armati, i partiti politici: tutti hanno l'obbligo morale di perseguire un cammino di pace", nota il Card. Bo, esortando a coinvolgere anche le organizzazioni che non hanno firmato la tregua nell'atteso evento della “Conferenza di Panglong del XXI secolo” che si terrà il prossimo 31 agosto. La Conferenza sarà un momento in cui il governo birmano, attualmente guidato dalla Lega per la democrazia , intende rimettere al centro dell'agenda i colloqui di pace con i gruppi etnici che da anni combattono per l’autonomia.
Si tratta di un passo storico, secondo il Cardinale, perchè la nuova Confernza è la prima dopo quella del 12 febbraio 1947 che sancì la nascita della Birmania e che fu firmata da quattro gruppi etnici: Bamar, Chin, Kachin e Shan. Secondo gli osservatori, la pospettiva per una riconciliazione nazionale potrebbe essere quella di disegnare uno stato sul modello federalista.
ASIA/INDIA - Intolleranza e violenza sui cristiani pentecostali
24/08/2016

New Delhi - "C'è una crescente intolleranza e ostilità verso le piccolec comunità dei cristiani pentecostali, a cui non è permesso di fare quanto assicurato dalle garanzie costituzionali": lo dice all'Agenzia Fides Sajan K. George, presidente del Consiglio globale dei cristiani indiani , ricordando gli ultimi episodi di violenza subiti dai Pastori protestanti pentecostali.
Il 20 agosto il Pastore Roy della "Sharon Fellowship Town Church" è stato bersagliato con pietre da parte di estremisti a Kodungallur, nello stato di Kerala. Il Pastore Roy ha spiegato che, negli ultimi 5 anni, durante le liturgie domenicali c'è sempre stata tensione per la presenza di militanti fanataici induisti che vogliono interrompere le celebrazioni di culto.
In un altro recente episodio, a Bangalore, in Karnataka, il 18 agosto, un leader cristiano evangelista 26enne della Thadou Christian Fellowship Church è stato aggredito a calci e pugni da cinque uomini, dopo aver fatto visita a un suo amico per guidare un incontro di preghiera.
Secondo le comunità pentecostali, questi attacchi sono in aumento. Parlando a Fides, Sajan K. George ha dichiarato: "I Pastori non stanno facendo nulla illegale, né causano problemi di ordine pubblico o sicurezza. Sono i militanti che compiono violenze gratuite sui fedeli cristiani innocenti. Spetta allo stato dare una risposta istituzionale, fermare le violenze, garantire lo stato di diritto".
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