AFRICA/EGITTO - Il Parlamento egiziano si prepara a discutere la nuova legge sulla costruzione dei luoghi di culto
06/05/2016

Il Cairo - Il nuovo testo di legge sulla costruzione dei luoghi di culto, allo studio da anni, è stato predisposto nella sua versione pre-definitiva, e sarà discusso dal Parlamento egiziano nelle prossime settimane, probabilmente entro il mese corrente. La bozza del testo legislativo, secondo fonti citate dalla stampa egiziana, è stata consegnata ai vertici della Chiesa copta ortodossa nei giorni scorsi, in modo da poter ascoltare valutazioni e eventuali obiezioni sul testo provenienti dai responsabili del Patriarcato copto ortodosso.
Nell'autunno 2014, erano stati i rappresentanti delle principali Chiese e comunità cristiane presenti in Egitto a inviare ai responsabili del governo egiziano un memorandum con suggerimenti e proposte, in vista di una nuova legislazione sulla costruzione di edifici per il culto cristiano sul territorio egiziano . L'intenzione di fondo che ispirava le proposte dei responsabilic ristiani – riferì in quell'occasione all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh – era quella di “facilitare l'applicazione di procedure snelle e chiare che dipendano solo dalla legge, e siano sottratte a ogni tipo di arbitrio”. Secondo le proposte presentate allora dalle Chiese presenti in Egitto, la concessione dei permessi per la costruzione dei luoghi di culto cristiano dovrebbe essere esercitata dalle autorità municipali locali, come accade per la costruzione di edifici privati, senza coinvolgere i livelli provinciali o nazionali dell'apparato amministrativo.
I vincoli burocratici che complicano la costruzione di nuove chiese risalgono in parte al periodo ottomano. Nel 1934, il Ministero dell'interno aggiunse le cosiddette “dieci regole”, che vietano tra l'altro di costruire nuove chiese vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l'applicazione rigida di quelle regole ha impedito di costruire chiese in città e paesi abitati dai cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell'Alto Egitto.
ASIA/PAKISTAN - Boom di vocazioni al sacerdozio: una Chiesa viva e fervente nella fede
06/05/2016

Lahore - Quella pakistana è una Chiesa che vive la fede nelle difficoltà di ogni giorno, in un paese al 95% musulmano ed è "fervente nelle vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata, segno della benedizione di Dio, che è sempre vicino al suo popolo": lo rimarca all'Agenzia Fides p. Inayat Bernard, Rettore al Seminario minore di "Santa Maria" a Lahore.
P. Bernard, che guida una struttura con 26 giovani seminaristi, ricorda le cifre che contraddistinguono la Chiesa pakistana, fiorente nelle vocazioni: 23 ordinazioni sacerdotali, tra preti diocesani e religiosi, dall'inizio del 2015 a oggi, e 15 nuovi diaconi che si preparano a essere ordinati nel 2016. Intanto all'Istituto nazionale di teologia di Karachi studiano 79 seminaristi maggiori, e al Seminario maggiore intitolato a San Francesco Saverio a Lahore sono ben 96: "Sono numeri che preannunciano un futuro roseo per la Chiesa cattolica in Pakistan", commenta p. Inayat, "senza dimenticare le numerose vocazioni negli ordini religiosi femminili: un segno di speranza che infonde fiducia e coraggio anche nelle difficoltà". E' vero che la comunità cristiana, nella complessa situazione socio-politica del Pakistan, a volte soffre di patenti discriminazioni o che vi sono episodi di violenza, come l'attentato avvenuto a Pasqua a Lahore, "mentre il terrorismo colpisce in modo indiscriminato obiettivi religiosi, civili e militari", osserva. Ma queste difficoltà "non intaccano la nostra libertà e la fede della popolazione, anzi la rafforzano e oggi ne stiamo apprezzando i frutti", conclude. "E' proprio vero che il martirio, che a volte sperimentiamo, è di per sè seme di nuovi cristiani e resta un dono di Dio che solo con la fede si può comprendere e vivere", conclude.
ASIA/IRAQ - I Peshmerga e i raid della coalizione respingono i jihadisti fuori dal villaggio di Telskuf
06/05/2016

Telskuf – E’ durata poche ore l'offensiva dei circa 150 jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico che nella giornata di ieri, 3 maggio, avevano attaccato Telskuf, cittadina della Piana di Ninive dove prima dell'agosto 2014 vivevano circa 12mila cristiani. Le milizie curde Peshmerga, supportate dai raid aerei della coalizione internazionale anti-Daesh che fa capo agli Usa, hanno ripreso già nella stessa giornata di martedì il controllo di quella che attualmente si presenta come una città disabitata. Gli scontri tra le milizie curde e gli affiliati del Daesh hanno provocato diverse vittime da ambo le parti. I soldati Peshmerga caduti sono almeno tre. Un comunicato della coalizione a guida Usa, rilanciato da fonti curde consultate dall'Agenzia Fides, riferisce che anche un soldato statunitense è morto negli scontri col Daesh avvenuti nel distretto di Telskuf.
L'attacco jihadista a Telskuf rientrava nella più ampia offensiva tentata dai miliziani del Daesh per aprire dei varchi nelle aree nord-irachene presidiate dai Peshmerga, dopo che proprio le forze armate curde avevano ottenuto importanti successi negli scontri con i jihadisti, riconquistando importanti villaggi nella zona di Kirkuk.
Telskuf attualmente si presenta come una città fantasma. I suoi abitanti l'hanno abbandonata in massa nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014, quando decine di migliaia di cristiani dei villaggi della Piana di Ninive fuggirono davanti all'amanzata delle milizie dello Stato Islamico. I jihadisti si ritirarono da Telskuf nei mesi successivi, ma la città è rimasta deserta, e le famiglie cristiane vi ritornano solo per celebrare i funerali e seppellire i propri morti nel cimitero. Una parte dei cittadini fuggiti da Telskuf hanno trovato rifugio nella vicina città di Alqosh. .
AMERICA/REP. DOMINICANA - Una iniziativa per eradicare il lavoro minorile
06/05/2016

Santo Domingo - Il lavoro minorile è un fenomeno che colpisce il 13% dei bambini dominicani nella fascia di età comprese tra 5 e 17 anni. Per far fronte a questo fenomeno è nata nel Paese la Fondazione Niños Limpiabotas La Merced, la cui missione è quella di eradicare il lavoro infantile dei lustrascarpe nella zona di Santo Domingo Ovest, accompagnandoli e consentendo loro di acquisire una formazione completa attraverso valori con i quali contribuire allo sviluppo di una società libera, giusta e solidale. Secondo le stime dell’Unicef, in tutto il mondo ci sono 158 milioni di bambini e bambine lavoratori nella fascia di eta tra i 5 e i 14 anni, ossia 1 ogni 6. Milioni sono quelli che lavorano in condizioni a rischio.
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Per l’Evangelizzazione
Perché si diffonda, in famiglie, comunità e gruppi, la pratica di pregare il santo Rosario per l’evangelizzazione e per la pace.
03
194° anniversario della fondazione dell’Opera della Propagazione della Fede (1822)
03
Dichiarazione di Pontificia Opera di San Pietro Apostolo (1922)
19
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