AFRICA/BURKINA FASO - Le condoglianze della Chiesa cattolica per la strage di domenica scorsa
06/12/2019

Ouagadougou - “Siamo profondamente rattristati da questo atto malvagio, la Chiesa si associa al dolore della Federazione delle Chiese e Missioni Evangeliche in Burkina Faso. Inviamo le nostre sincere condoglianze e siamo in comunione di preghiera per le anime dei fedeli morti e per alleviare il dolore di coloro che sono stati colpiti da questi omicidi” ha dichiarato p. Paul Dah, responsabile delle Comunicazione della Conferenza Episcopale del Burkina Faso, nel porgere le condoglianze della Chiesa cattolica per le vittime della strage di domenica 1°dicembre in una chiesa protestante a Hantoukoura, nella parte orientale del Burkina Faso con un bilancio di 14 morti.
Secondo il pastore Henri Yé, Presidente della Federazione delle Chiese e Missioni Evangeliche, la comunità assalita è “una piccola nuova chiesa, con meno di 30 membri. Molti di questi sono giovani tra i 10 e i 14 anni. Solo uno di loro ha più di 40 anni.
Al momento dell’assalto “non c'era nessun pastore lì, solo qualcuno che guidava il culto", ha detto Yé. “Donne e ragazze sono state tenute all'interno della chiesa. Solo gli uomini sono stati trascinati fuori dalla chiesa e uccisi. Tra questi alcuni sono molto giovani: 10, 12 e 14 anni”.
Yé ritiene che gli aggressori abbiano attraversato il confine con delle motociclette per ritornare in Niger.
Secondo la stampa locale, un gruppo di almeno 12 uomini armati ha assalito il luogo di culto. Dopo aver separato gli uomini dalle donne, hanno intimato agli uomini di sdraiarsi a terra. Dopo aver coperto le teste delle vittime con un panno le hanno poi uccise una ad una.

ASIA/FILIPPINE - "Anno dell'ecumenismo e del dialogo", per costruire una società migliore
06/12/2019

Manila - Tutti i filippini sono chiamati a costruire una società migliore attraverso l'amore fraterno e il dialogo interreligioso: è l'appello diffuso dall'Arcivescovo Romulo G. Valles, Presidente della Conferenza episcopale cattolica delle Filippine, nella Lettera pastorale pubblicata dai Vescovi in occasione dello speciale "Anno dell'ecumenismo, del dialogo interreligioso e dei popoli indigeni", avviato dalla Chiesa cattolica filippina il 1° dicembre, in preparazione della celebrazione dei 500 anni dell'avvento del cristianesimo nel paese, che si celebrano nel 2021. Come appreso dall'Agenzia Fides, il tema centrale, prescelto per l'Anno, è tratto dal Vangelo di Giovanni "Che tutti siano uno" .
"L'amore fraterno ci chiede anche di camminare insieme nella costruzione di un mondo migliore, preservando il nome di giustizia e misericordia, le basi della prosperità e la pietra angolare della fede", scrivono i Vescovi nella missiva pervenuta all'Agenzia Fides. “Gli autentici insegnamenti religiosi ci invitano a rimanere radicati nei valori della pace, a essere sempre pronti a chiedere perdono per gli errori compiuti, ad essere pronti a perdonare gli altri per il male che ci hanno fatto" aggiungono.
I Vescovi citano "la recente visita apostolica di Papa Francesco in Medio Oriente, Tailandia e Giappone, che ha promosso una cultura di incontro e solidarietà" e riconoscono "le sfide della convivenza tra diverse fedi mentre ci costruiamo l'unità e l'armonia nella comunità".
“Un dialogo aperto, onesto, amorevole, rispettoso della vita, della preghiera e dell'azione è l'unica strada per l'armonia nella comunità. Sono in gioco - rileva la lettera - grandi valori: la pace e l'armonia, in particolare nelle aree di conflitto armato; la solidarietà nella lotta per il cambiamento sociale; la cura dei mali sociali; l'integrità e la giustizia sociale nella nostra terra".
In tale contesto “la Chiesa esorta i fedeli a collaborare con persone di altre religioni e culture. I cristiani, mentre testimoniano la propria fede e il proprio stile di vita, riconoscano, preservino e incoraggino le verità spirituali e morali che si trovano tra i popoli di altre fedi e tradizioni, e anche la loro vita sociale e cultura ”, si legge nel testo.
Secondo i Vescovi, “il dialogo interreligioso non mira semplicemente alla comprensione reciproca e alle relazioni amichevoli. Raggiunge un livello molto più profondo, quello spirituale, in cui lo scambio e la condivisione consistono in una testimonianza reciproca delle proprie convinzioni e in una comune, rispettosa ed empatica esplorazione delle rispettive convinzioni religiose".
La Chiesa, si ricorda, ha proposto quattro forme di dialogo: il dialogo della vita, in cui le persone si sforzano di vivere in uno spirito di apertura e vicinanza; il dialogo di azione, in cui i credenti collaborano per lo sviluppo integrale e la promozione umana; il dialogo di scambio teologico, in cui gli specialisti cercano di approfondire la comprensione dei rispettivi patrimoni e valori religiosi e spirituali; il dialogo dell'esperienza religiosa, in cui i fedeli condividono le loro ricchezze spirituali, ad esempio riguardo alla preghiera, alla fede, alla contemplazione di Dio.
“Lo scopo ultimo del dialogo - nota il testo - è che l'intera umanità viva in armonia e amore fraterno. Questo amore fraterno garantirà la pace nella nostra terra, che in realtà sembra inafferrabile” affermano, ricordando le sfide e le conflittualità ancora presenti in territorio filippino. In conclusione i Vescovi, in occasione dell'Anno del dialogo e dell'ecumenismo, esortano tutti gli uomini e le donne di buona volontà a "vivere in armonia, chiedendo di rispettare le differenze reciproche e di proteggere i diritti e le libertà di tutta l'umanità".
AFRICA/COSTA D’AVORIO - La Caritas adotta un metodo sudafricano per assistere gli orfani causati dall’AIDS
06/12/2019

Yamoussoukro - Dal 2012, la Caritas diocesana di Man è impegnata nella sensibilizzazione e nel sostegno psicosociale di oltre 500 bambini orfani a causa dell’AIDS, secondo il metodo "Memory Box" sviluppato in Sudafrica. Per attingere a questa esperienza e per metterla in pratica in altre diocesi del Paese e nelle strutture incaricate della lotta contro l'HIV/AIDS in Costa d'Avorio, 15 Caritas diocesane, rappresentanti del Ministero della Salute e della lotta contro l'HIV/AIDS e del Ministero delle donne, della famiglia e dei bambini, si sono incontrati il 2 e il 3 dicembre a Yamoussoukro per comprendere i fondamenti di questo metodo.
Il seminario è stato organizzato dal domenicano Philippe Denis, membro fondatore della ONG sudafricana "Center Sinomlando", partner tecnico della Caritas diocesana di Man, e da suor Marie Rose Sehi, responsabile del progetto di presa in carico degli orfani dell'HIV/AIDS nella suddetta diocesi.
Fratel Denis ha offerto alcuni suggerimenti per accettare e gestire il dolore. L'esercizio di "Il fiume della vita” ha permesso ai partecipanti di ricordare i loro momenti di gioia e tristezza al fine di trovare in essi gli elementi positivi che potrebbero aiutarli a sollevarsi. Un approccio volto ad aiutare a ricominciare da zero le persone affette da dolore, malattia o perdita di qualcosa di essenziale .
Presente a Yamoussoukro, P. Jean Pierre Tiemele, Segretario esecutivo nazionale della Caritas Costa d'Avorio ha salutato lo svolgimento di questo seminario che consentirà agli attori coinvolti nell'accompagnamento psicosociale di bambini orfani o che vivono con l'HIV/AIDS di essere più efficaci.
La Costa d'Avorio, secondo i dati del programma ONU per l’AIDS , è il Paese più colpito dalla pandemia di HIV/AIDS nell'Africa occidentale, con un tasso di sieropositività che oscilla tra 2 e 3, 5%, 25 mila nuove infezioni, quasi 22 mila casi di decessi registrati negli ultimi anni e oltre 400 mila orfani e/o bambini in situazione precaria. Di fronte a questo drammatico quadro, lo Stato ivoriano si è impegnato non solo a far retrocedere la pandemia, ma anche ad accompagnare le persone colpite, in particolare i bambini, istituendo il Programma nazionale di cura per bambini rimasti orfani e vulnerabili a causa dell'HIV/AIDS. La Chiesa cattolica, interessata allo sviluppo integrale dell'uomo, non può che sostenere il governo condividendo le sue competenze in questo settore, attraverso il suo ramo sociale che è la Caritas.
AMERICA/HONDURAS - “Dobbiamo continuare a combattere la corruzione” afferma Mons. Garachana Pérez, sostenendo il rinnovo della MACCIH
06/12/2019

San Pedro Sula – A pochi giorni dalla scadenza dell’accordo "MACCIH" , firmato fra il governo dell’Honduras e l'Organizzazione degli Stati Americani , i media nazionali hanno dato voce all'opinione pubblica attraverso diversi rappresentanti della società, fra cui Mons. Angel Garachana Pérez, C.M.F., Vescovo della diocesi di San Pedro Sula.
Mons. Garachana Pérez, che è anche Presidente della Conferenza Episcopale dell’Honduras, ha detto ai giornalisti che si è fatto poco nella lotta contra la corruzione e che è necessario continuare ad essere sostenuti dalla MACCIH: "Non abbiamo raggiunto un livello tale da poter fare a meno della MACCIH. Sebbene ci siano voci del governo che affermano che non ne abbiamo bisogno, i fatti dicono il contrario. Dobbiamo continuare a combattere la corruzione perché qui sta la soluzione di molti problemi, come la povertà del nostro popolo".
Il Presidente della Conferenza Episcopale ha evidenziato che quanti occupano posizioni importanti nel paese dovrebbero farlo in modo responsabile, pensando a chi è più bisognoso e non a proteggere i propri interessi: "C'è bisogno di un cambio di atteggiamento molto profondo, in particolare del cuore, così si può esprimerlo nello sviluppo per tutti". Quindi ha chiamato i deputati - soprattutto - a vivere in trasparenza e verità. "Coloro che usano denaro pubblico devono essere aperti al controllo, il popolo ha il diritto di sapere come viene utilizzato il denaro che è il risultato del contributo dei cittadini" ha aggiunto.
Secondo informazioni raccolte da Fides, rappresentanti degli Stati Uniti d'America hanno pubblicamente affermato l’importanza della continuità della MACCIH. "È di vitale importanza che il governo honduregno approvi il rinnovo del mandato MACCIH prima della scadenza del mese prossimo", ha detto alla stampa Hugo Rodriguez, Vicedirettore aggiunto per l'America centrale del Dipartimento di Stato di Washington. La MACCIH è stata creata il 19 gennaio 2016 per un periodo di quattro anni, con la possibilità di proroga, ha sostenuto il Procuratore honduregno nel presentare diversi casi di corruzione dinanzi ai tribunali.
In Honduras la corruzione e il narcotraffico hanno raggiunto livelli molto alti. La Chiesa cattolica è stata una delle poche istituzioni che hanno segnalato e denunciato situazioni di ingiustizia, in modo particolare la terribile situazione dei carcerati e dei migranti. Mons. Angel Garachana Péerez, dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, spagnolo di nascita, ha già celebrato i 75 anni. Dall’11 novembre 1994 è Vescovo della diocesi di San Pedro Sula. La comunità cattolica dell’Honduras ha riconosciuto in lui uno dei Pastori più impegnati nel servizio ai poveri, nella formazione dei sacerdoti honduregni e dei laici in molte comunità del paese, oltre che nella pastorale sociale nell’ambito della Conferenza Episcopale.

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