ASIA/GIORDANIA - La Caritas giordana dona 10mila dinari per gli aiuti ai Rohingya musulmani
24/11/2017

Amman – La Caritas di Giordania ha stanziato una somma di 10mila dinari giordani come donazione per sostenere programmi di soccorso umanitario a favore dei musulmani Rohingya del Myanmar. Il contributo di Caritas Jordan confluirà nei fondi raccolti dalla campagna a sostegno dei Rohingya lanciata dalla Jordan Hashemite Charity Organization , in collaborazione con associazioni professionali giordane e organizzazioni della società civile. La notizia della donazione è stata ufficializzata martedì 21 novembre, in occasione di un incontro a cui hanno preso parte, tra gli altri, il Vescovo William Shomali , il direttore di Caritas Jordan, Wael Suleiman, e Ayman Mufleh, segretario generale della Jordan Hashemite Charity Organization. .
ASIA/PAKISTAN - Buone relazioni tra religioni per costruire pace e armonia sociale: l'impegno della Chiesa
24/11/2017

Karachi - La Chiesa cattolica in Pakistan promuove con convinzione il dialogo interreligioso e le buone relazioni tra credenti di comunità diverse, nella certezza che questo approccio contribuisce all'armonia, al benessere della società, alla pace: come appreso da Fides, è questo l'approccio dell'Arcivescovo Joseph Coutts, che guida la comunità cattolica di Karachi.
Le varie e diverse iniziative di dialogo incontrano la comunità islamica e le altre religioni: ad esempio, durante il mese del digiuno islamico del Ramadan, l'Arcivescovo ha organizzato una cena di “Iftar” per i suoi amici musulmani. L’arcidiocesi ha promosso anche un'iniziativa per celebrare il 200° compleanno di Hazrat Bah'u'llh, il fondatore della fede Baha'i, in una serata cui hanno preso parte membri varie religioni come musulmani, indù, cristiani, sikh e fede baha'i.
Kashif Javed Anthony, Coordinatore della Commmissione “Giustizia e pace”, ha commentato a Fides: “Questa iniziativa rafforza i legami con persone di altre religioni. Siamo, prima di tutto, esseri umani e poi seguaci delle rispettive fedi”. Fr. Shahzad Arshad, prete cattolico di Karachi, conferma a Fides: “Noi cristiani in Pakistan stiamo seguendo il comandamento di nostro Signore Gesù Cristo: l'amore al prossimo. La Chiesa porta l'amore di Dio a ogni essere umano”, ha detto, incoraggiando le comunità cristiane.
Tra i tanti presenti, Farhad Mashriqui, rappresentante della comunità baha'i, ha ringraziato la Chiesa cattolica, assicurando pieno sostegno della sua comunità per promuovere l'armonia interreligiosa.
Tra gli altri esempi di dialogo e feconda amicizia, diversi leader cristiani si sono uniti alla comunità sikh per celebrare il 549° compleanno di Guru Nanak in un tempio sikh a Karachi. Atif Sharif, un giovane membro di “Jesus Youth Pakistan”, presente al meeting, ha detto Fides: “Essere cattolici per noi significa coltivare l’unità con i nostri fratelli e sorelle di altre fedi”.
Anche la Caritas promuove l'armonia interreligiosa: a Karachi il lavoro sociale è condotto in special modo da giovani cristiani in collaborazione con giovani di altre religioni, nota a Fides Mansha Noor, Segretario esecutivo della Caritas Karachi.
ASIA/IRAQ - Cristiani e yazidi destinatari privilegiati dei fondi USA per i programmi umanitari dell'ONU
24/11/2017

New York – Gli Stati Uniti confermano l'intenzione di indirizzare verso cristiani, yazidi e altri gruppi religiosi minoritari presenti in Iraq, una parte dei fondi finora stanziati dall'Amministrazione USA per i programmi di sviluppo organizzati e gestiti dalle agenzie legate alla Organizzazione delle Nazioni Unite. La conferma è arrivata dall'Ambasciatrice Nikki Haley, Rappresentante permanente degli USA presso le Nazioni Unite, che martedì 21 novembre ha esposto l'intenzione programmatica USA in un incontro avuto con António Guterres, Segretario generale dell'ONU. L'Ambasciatrice Haley ha spiegato a Guterres che l'attuale Amministrazione USA perseguirà l'annunciato intento di riservare una parte dei propri contributi a favore dei programmi di sviluppo ONU per assistere in via prioritaria quelle comunità, “specialmente yazidi e cristiani in Iraq”, che hanno sofferto violenze da parte dello Stato Islamico . Haley ha anche sollecitato Guterres a dare priorità – nel suo ruolo di Segretario generale ONU - al sostegno a favore delle minoranze religiose perseguitate. Guterres – riferisce un resoconto dell'incontro diffuso dall'ufficio di rappresentanza USA presso l'ONU - ha apprezzato l'opportunità di collaborare con l'Ambasciatrice Haley su questa priorità”.
Di recente, il Vice Presidente USA Mike Pence aveva preannunciato l'intenzione dell'Amministrazione USA di gestire direttamente finanziamenti e aiuti a favore dei cristiani in Medio Oriente, collaborando con organizzazioni religiose e senza più passare attraverso gli organismi ONU. Lo aveva fatto lo scorso 25 ottobre , intervenendo alla cena di solidarietà annuale per i cristiani in Medio Oriente, promossa a Washington dall'organizzazione USA In Defense of Christians. "Non ci affideremo più solo alle Nazioni Unite per aiutare i cristiani perseguitati e le minoranze” aveva detto Pence in quell'occasione, riferendo che le agenzie federali "lavoreranno fianco a fianco con gruppi di fede e organizzazioni private per aiutare coloro che sono perseguitati per la loro fede". "Mentre i gruppi d'ispirazione religiosa con provata competenza e radici profonde in quelle comunità sono più che desiderosi di aiutare” aveva rimarcato il Vice Presidente USA, “le Nazioni Unite troppo spesso ignorano le loro richieste di finanziamento”.
In una recente intervista, il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako ha fatto notare che “negli ultimi anni in Medio Oriente i cristiani hanno sofferto ingiustizie, violenze e terrorismo. Ma questo è accaduto anche agli altri loro fratelli iracheni musulmani, e a quelli di altre fedi religiose. Non bisogna separare i cristiani dagli altri, perché in quel modo si alimenta la mentalità settaria”. .
AMERICA/BRASILE - “Tra quelli che la società scarta, Dio diventa più visibile”: l'esperienza di un missionario in Amazzonia
24/11/2017

Cucuí - "La missione rafforza la nostra vita di cristiani, ci permette di essere presenti tra la gente, scoprire in loro il segno di Dio". Lo afferma all’Agenzia Fides padre Luis Miguel Modino, missionario spagnolo Fidei donum a Cucui, diocesi di São Gabriel da Cachoeira, stato di Amazonas, in Brasile, dove accompagna la vita dei popoli indigeni sparsi lungo i fiumi Negro e Xié. “Quando questa missione si svolge nelle periferie del mondo - spiega p. Modino - si scopre che in mezzo a quelli che la società scarta Dio diventa più visibile".
Padre Modino è stato ordinato sacerdote nella diocesi di Madrid quasi vent'anni fa, nel 2006 è stato inviato come missionario nella diocesi di Ruy Barbosa, a Bahia, in Brasile, dove ha lavorato fino al 2016. È attualmente parroco nella diocesi di São Gabriel da Cachoeira, una delle più grandi del Brasile, situata nel cuore dell'Amazzonia, che ha un'estensione di 293 mila chilometri quadrati e oltre il 90% della popolazione indigena.
"I popoli indigene in Brasile soffrono per le politiche pubbliche contrarie, che si traducono in servizi di base di scarsa qualità e in una costante minaccia ai diritti garantiti dalla Costituzione del paese” spiega a Fides padre Modino, che è anche giornalista e grande conoscitore della situazione nella zona. "Al momento accompagno le comunità indigene della regione che si trova al confine tra Brasile, Colombia e Venezuela, dove sto scoprendo che la fraternità è lo strumento che aiuta a superare le difficoltà e a ridurre i problemi" dice il missionario.
"Sento davvero di essere più evangelizzato che evangelizzatore, perché coloro che hanno meno conoscenze teoriche delle cose di Dio sono maestri in quella che consideriamo l'esperienza cristiana", dice il sacerdote commentando la sua esperienza missionaria. "La dimensione comunitaria, essenziale per il cristiano, è la base della vita quotidiana degli indigeni e un buon apprendimento per coloro che, arrivati dall'esterno, vivono insieme e imparano da loro".
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