ASIA/INDONESIA - Si apre la campagna elettorale: Widodo sceglie un vicepresidente islamico
25/09/2018

Giacarta - Il presidente indonesiano Joko Widodo ha aperto ufficialmente il 23 settembre la campagna elettorale che lo contrappone all'ex generale Prabowo Subianto nella corsa per guidare la nazione. Circa 186 milioni di elettori, nel più grande paese a maggioranza musulmana del mondo, saranno chiamati alle urne il 17 aprile 2019, in un'elezione che deciderà anche membri dei parlamenti nazionali e locali. "Ci vuole prudenza e intelligenza. Votando alle elezioni presidenziali dell'aprile 2019, i cittadini, e in particolare i giovani, hanno bisogno di fare un attento discernimento", afferma all'Agenzia Fides il cattolico Yuli Nugrahani, scrittore e assistente sociale, che lavora per la Commissione per la giustizia, la pace nella diocesi di Tanjungkarang e nella Conferenza episcopale indonesiana. "I giovani devono cercare informazioni accurate e verificabili. I social media possono offrire la maggior parte dei dati ma non tutti i dati sono veri ", ha detto.
Secondo i sondaggi, Widodo è apprezzato per i suoi ambiziosi progetti infrastrutturali che ha iniziato e che ha promesso di concludere nel suo secondo mandato. La campagna elettorale sarà probabilmente incentrata sull'economia, l'ineguaglianza, la politica dell'identità e la crescente intolleranza attraverso l'arcipelago con oltre 260 milioni di abitanti.
Widodo, popolarmente conosciuto come "Jokowi", ha sorpreso molti indonesiani scegliendo di candidarsi insieme con il religioso conservatore islamico Ma'ruf Amin, designato vicepresidente. Amin, 75 anni, è presidente del massimo organismo islamico del paese, il Consiglio degli Ulema indonesiani , noto per i suoi "editti" e per opinioni denigratorie nei confronti di alcune minoranze religiose. Circa il 90% degli indonesiani professa una forma moderata di islam, ma ci sono preoccupazioni che la nazione possa virare verso un approccio fondamentalista.
Di fronte a loro vi sono Prabowo e l'ex vice governatore di Giacarta, Sandiaga Uno, uomo d'affari e magnate. Prabowo, che ha perso con Widodo nel 2014, è stata una figura militare di spicco nei mesi caotici prima che il dittatore Suharto fosse rovesciato dalle proteste studentesche nel 1998. Secondo gli osservatori Widodo, che ha ingaggiato il miliardario Erick Thohir come manager della campagna, è più vulnerabile quando si tratta di economia e disuguaglianze sociali: infatti la valuta indonesiana è crollata nelle ultime settimane, scendendo a livelli molto bassi che non si registravano dai tempi in cui il paese fu coinvolto nella crisi finanziaria regionale che provocò le proteste di piazza e la caduta di Suharto.
In Indonesia la popolazione musulmana tocca l'85%, mentre i cristiani sono circa il 10% della popolazione e il 5% è di altre minoranze religiose.
AFRICA/NIGER - “Liberate p. Maccalli”: appello dei leader musulmani del Niger
25/09/2018

Genova – I leader musulmani del Niger esprimono ferma condanna del rapimento di p. Pierluigi Maccalli e ne chiedono l’immediata liberazione, come afferma un appello rilanciato dal Comitato interreligioso del Niger in favore del missionario rapito. E’ quanto riferisce all’Agenzia Fides la Curia della Società per le Missioni Africane a Genova, parlando di informazioni giunte dai confratelli SMA in Niger.
L’appello pervenuto a Fides riporta quanto segue: “Il Comitato Nazionale del Dialogo Inter- e Intra-religioso del Niger condanna con forza il rapimento ingiusto e criminale del prete italiano di Bomoanga. Questo rapimento barbaro non risponde ad alcuna esigenza della religione musulmana. Non ha altro scopo che quello di offuscare e rovinare il clima di pace e di coesistenza pacifica che ha sempre prevalso tra le religioni nel seno della nostra società nigerina”. Il testo prosegue: “P. Pier Luigi Maccalli è un uomo di pace, un grande uomo di Dio a servizio del Niger da più di 10 anni. È stato rapito nella sua Chiesa da sconosciuti venuti in moto la notte tra lunedi 17 e martedì’ 18 settembre a Bomoanga, vicino alla frontiera tra Niger e Burkina Faso. Che Dio Onnipotente lo assista in questa terribile prova”.


AFRICA/NIGERIA - Prete morto per le conseguenze del rapimento, a pochi giorni dalla fuga dai sequestratori
25/09/2018

Abuja - Un sacerdote cattolico nigeriano è morto pochi giorni dopo essere riuscito a fuggire dalle mani dei suoi rapitori. P. Louis Odudu, è spirato in un nosocomio di Warri, nello Stato del Delta , il 19 settembre, quattro giorni dopo la sua fuga dal covo dei sequestratori. Le cause della morte non sono chiare ma si sospetta che siano ricollegabili alle circostanze del rapimento e della fuga del sacerdote.
Il governatore dello Stato del Delta, Ifeanyi Okowa, ha espresso le sue condoglianze a Sua Ecc. Mons. John ’Oke Afareha, Vescovo di Warri, per la tragica scomparsa di p. Odudu. Il governatore ha inoltre ribadito l’impegno del suo governo “di garantire la sicurezza della vita e delle proprietà” delle persone.
P. Odudu che era stato ordinato sacerdote della diocesi cattolica di Warri nel 1987, ha operato nel Regno Unito per diversi anni. Era tornato in Nigeria circa cinque mesi fa quando è stato rapito.
P. Odudu era attualmente Cappellano del Seat of Wisdom Catholic Chaplaincy of the Petroleum Training Institute. In precedenza era stato Segretario generale aggiunto presso il Segretariato cattolico della Nigeria.
Diversi sacerdoti cattolici sono Stati rapiti nello Stato del Delta. Nel solo 2018 non meno di cinque sacerdoti sono stati sequestrati a scopo d’estorsione in questo Stato del sud della Nigeria.
AFRICA/NIGER - Insicurezza e confusione sulla sorte di padre Maccalli
25/09/2018

Niamey – “Al momento non sappiamo ancora nulla sulla condizione né sul possibile rilascio di padre Pierluigi Maccalli. Nessuna richiesta è stata fatta”, ha dichiarato a Fides una fonte della Chiesa locale a Niamey, mentre si attendono con ansia notizie del missionario italiano rapito il 17 settembre. “In questi ultimi giorni – continua la fonte di Fides descrivendo la situazione locale – nella zona di Bomoanga Makalondi, vi sono tanti gruppi di giovani armati che continuano a fuggire a bordo di moto dal vicino Burkina Faso, dove subiscono bombardamenti con elicotteri e droni. Alcuni sono scappati in Niger e si stanno sparpagliando in tutta la zona”.
“Ieri mattina, domenica 23 settembre – prosegue la fonte – un sacerdote del Benin si è recato a Makalondi per celebrare la Messa. Al termine della celebrazione è dovuto ritornare a Niamey. La polizia ha detto che c'erano pericoli per la sua sicurezza: quindi la situazione è sempre più confusa. Secondo alcune indiscrezioni p. Maccalli potrebbe essere ancora in Niger, prigioniero e usato come scudo umano per proteggersi da possibili interventi aerei. Ma non abbiamo garanzie sulla veridicità di queste voci. Continuiamo a sperare e pregare, e ringraziamo tutti i battezzati che nel mondo si uniscono alla nostra preghiera per la liberazione di p. Pierluigi”.
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